I figli sono pezz‘e core, dicono i napoletani. Al punto da non farti capire niente, nemmeno l’abc. Sì, è possibile. Un esempio? Ciò che è capitato all’assessore regionale Giovanni Ilarda, autorevole membro del governo regionale. La figlia, Giuliana, di 27 anni, era stata assunta a tempo determinato dal collega di Ilarda, l’assessore Antinori, perché lavorasse nel suo ufficio di gabinetto, giusto come aveva fatto con il precedente governo, con l’ex assessore Agata Consoli, magistrato come Ilarda.
Il caso è stato sollevato dai sindacati autonomi del publico impiego della Regione siciliana, che hanno aperto un contenzioso con Ilarda a causa della sua campagna contro i fannulloni.
Giuliana Ilarda si è dimessa nei giorni scorsi. Ma la polemica non si è placata. Tutt’altro, Ilarda, suo malgrado, è diventato bersaglio di critiche.
In una intervista concessa alla Repubblica di Palermo, spiega le sue ragioni e quelle della figlia. “Mia figlia non è un galoppino, non è un episodio di clientelismo”, sostiene. “Sono oggetto di attacchi perché voglio cambiare le cose. Il suo era un rapporto di lavoro a tempo determinato, aveva le carte in regola per ottenerlo, avendo titoli e esperienza. E non è stata violata alcuna legge. Ha messo a disposizione della Regione la sua professionalità nel settore che gli è congeniale, i beni culturali”.
Sì, i figli sono pezz‘e core, non fanno capire proprio niente. O quasi.
Se è vero infatti che l’assessore non ha commesso alcun atto illegale e che non c’è ragione di dubitare sulla professionalità della figlia e del suo buon diritto di ottenere un contratto a tempo determinato, come tanti nella Regione siciliana, è altrettanto vero che ragioni di opportunità avrebbero dovuto suggerirgli maggiore cautela.
Riteneva che sarebbe potuto passare inosservato l’incarico alla figlia? Credeva che nessuno potesse vantare titoli ed esperienza uguali alla figliola?
Al di là dell’episodio in sé – chi fa la predica agli altri, deve avere tutte le carte in regola, e non solo dal punto di vista formale – impressiona l’ingenuità di Ilarda e la disattenzione di coloro che avrebbero dovuto sconsigliare la figliola dall’intraprendere un’attività nell’ufficio di gabinetto di un collega del padre.
Le dimissioni sono corrette, ma non sono sufficienti a salvare l’assessore da critiche che indeboliscono la sua autorevolezza e mettono in forse la credibilità della sua attività di riordino del personale nella Regione siciliana. Viene tuttavia trascurato il fatto che Giuliana Ilarda avesse già lavorato, legittimamente, in un ufficio di gabinetto alle dipendenze di un assessore-magistrato, Agata Consoli. Non era certo l’unico congiunto di personaggi influenti. Gli uffici di gabinetto sono ospitali e generosi. E affidare a personale esterno incarichi a tempo determinato che potrebbero essere espletati da dirigenti regionali in servizio non è una consuetudine recente. Ma nessuno ha sollevato la questione in passato. Chissà per quale ragione:?
In realtà si tratta di una consuetudine recente. E' stato infatti a partire dal 2001, con il governo Cuffaro, che venne emanato, grazie alla legge regionale 10 del 2000 (che ha provocato un inferno alla regione) un regolamento per l'accesso agli uffici di diretta collaborazione degli assessori e del Presidente. In sostanza tale regolamento prevede fino a 32 componenti elevabili a 42! Sì, proprio così, 42! Grazie ad incarichi esterni. Non solo, pur non essendo previsto dal suddetto regolamento, è invalso l'uso di inquadrare gli esterni laureati come dirigenti e i diplomati come funzionari in palese contrasto con il contratto collettivo di lavoro del personale regionale che prevede la laurea per i concorsi a funzionario.
Inoltre, i dirigenti possono arrivare a guadagnare fino a 120.000 euro mentre i non dirigenti oltre allo stipendio, incassano un'indennità (non legata ad alcun parametro, manco alla effettiva presenza in ufficio) che arriva fino a 15.000 euro l'anno oltre ai vari incarichi che i componenti di tali uffici riescono ad ottenere in barba agli impiegati di ruolo dei dipartimenti.
Per fare un confronto con il sistema pre-Cuffaro: gli uffici di gabinetto fino al 2000 erano composti da un massimo di 12 componenti, tutti impiegati regionali e compensati soltanto con ore di straordinario, quindi in relazione alla effettiva presenza. L'Unico esterno era il segretario particolare equiparato ad un modesto settimo livello. Fate un po' voi i conti.
Ciò che stupisce particollarmente è il silenzio assoluto della Corte dei Conti che ha pure registrato il regolamento sugli uffici di diretta collaborazione di cui si parlava prima. Incredibile!
Ciò che stupisce non è tanto la Corte dei Conti, ma è il voto dei siciliani.
Evidentemente va tutto bene così com'è.
Antonio Lo Nardo.
www.antoniolonardo.blogspot.com
Cara Signorina Ilarda, se le sue carte sono in regola, perchè si è dimessa?
Doveva restare al suo posto.
Se invece le sue carte non sono in regola, da come lei ha fatto capire con le sue dimissioni, allora vogliamo anche la dimissioni di suo padre.
Le sue non ci bastano.
L´unico vantaggio è stata la conoscenza di questa occasione di lavoro? E' sempre così, non è mai possibile sapere per tempo se esistono "occasioni di lavoro", questo è un punto molto importante, sul quale bisogna insistere. Deve esserci una regolamentazione informativa.
In realtà si tratta di una consuetudine recente. E' stato infatti a partire dal 2001, con il governo Cuffaro, che venne emanato, grazie alla legge regionale 10 del 2000 (che ha provocato un inferno alla regione) un regolamento per l'accesso agli uffici di diretta collaborazione degli assessori e del Presidente. In sostanza tale regolamento prevede fino a 32 componenti elevabili a 42! Sì, proprio così, 42! Grazie ad incarichi esterni. Non solo, pur non essendo previsto dal suddetto regolamento, è invalso l'uso di inquadrare gli esterni laureati come dirigenti e i diplomati come funzionari in palese contrasto con il contratto collettivo di lavoro del personale regionale che prevede la laurea per i concorsi a funzionario.
Inoltre, i dirigenti possono arrivare a guadagnare fino a 120.000 euro mentre i non dirigenti oltre allo stipendio, incassano un'indennità (non legata ad alcun parametro, manco alla effettiva presenza in ufficio) che arriva fino a 15.000 euro l'anno oltre ai vari incarichi che i componenti di tali uffici riescono ad ottenere in barba agli impiegati di ruolo dei dipartimenti.
Per fare un confronto con il sistema pre-Cuffaro: gli uffici di gabinetto fino al 2000 erano composti da un massimo di 12 componenti, tutti impiegati regionali e compensati soltanto con ore di straordinario, quindi in relazione alla effettiva presenza. L'Unico esterno era il segretario particolare equiparato ad un modesto settimo livello. Fate un po' voi i conti.
Ciò che stupisce particollarmente è il silenzio assoluto della Corte dei Conti che ha pure registrato il regolamento sugli uffici di diretta collaborazione di cui si parlava prima. Incredibile!
mi sembra opportuno rilevare alcune inesattezze. con la finanziaria del 2006 gli uffici di gabinetto hanno subito una decurtazione del 30% e pertanto l'attuale composizione prevede l'inquadramento fino ad un massimo di 24 persone oltre i tre autisti. il massimo degli esterni inquadrabili è di 7 persone. per quanto riguarda i compensi su essi non vi è alcun mistero perchè contemplati dai contratti collettivi. sul criterio di scelta nulla è cambiato rispetto al sistema precedente( L.R. 41/85) in quanto presupposto all'inquadramento resta il rapporto fiduciario con l'assessore. sui compensi extra, vero è che si tratta di indennità onnicomprensiva che al netto si aggira per un funzionario intorno alle 730 euro netti, ma è pur vero che con lo straordinario e le attuali tariffe, 40 ore mensili più il piano lavoro supererebbero abbondantemente gli attuali compensi. Non vi è alcun dubbio che se si tornasse al vecchio sistema sugli extra, parecchi di quelli che oggi fanno la coda per detti uffici, finirebbero con il neanche passarci.
infine una nota politica: la legge 10 del 2000 che certamente ha provocato un inferno alla regione è stata partorita dal governo presieduto da Capodicasa ed è figlia di quella scelta dirigista che nel paese si ebbe quando il governo nazionale era presieduto da Ciampi e alla funzione pubblica c'era Sabino Cassese.quelle scelte comportarono nel paese una triplicazione dei costi per la dirigenza dello stato che poi si è avuta di riflesso anche alla regione. anche il regolamento sugli uffici che è stato approvato con Decreto del Presidente della Regione n. 8 del 10/05/2001 è precedente alla nascita del primo governo Cuffaro.
In realtà si tratta di una consuetudine recente. E' stato infatti a partire dal 2001, con il governo Cuffaro, che venne emanato, grazie alla legge regionale 10 del 2000 (che ha provocato un inferno alla regione) un regolamento per l'accesso agli uffici di diretta collaborazione degli assessori e del Presidente. In sostanza tale regolamento prevede fino a 32 componenti elevabili a 42! Sì, proprio così, 42! Grazie ad incarichi esterni. Non solo, pur non essendo previsto dal suddetto regolamento, è invalso l'uso di inquadrare gli esterni laureati come dirigenti e i diplomati come funzionari in palese contrasto con il contratto collettivo di lavoro del personale regionale che prevede la laurea per i concorsi a funzionario.
Inoltre, i dirigenti possono arrivare a guadagnare fino a 120.000 euro mentre i non dirigenti oltre allo stipendio, incassano un'indennità (non legata ad alcun parametro, manco alla effettiva presenza in ufficio) che arriva fino a 15.000 euro l'anno oltre ai vari incarichi che i componenti di tali uffici riescono ad ottenere in barba agli impiegati di ruolo dei dipartimenti.
Per fare un confronto con il sistema pre-Cuffaro: gli uffici di gabinetto fino al 2000 erano composti da un massimo di 12 componenti, tutti impiegati regionali e compensati soltanto con ore di straordinario, quindi in relazione alla effettiva presenza. L'Unico esterno era il segretario particolare equiparato ad un modesto settimo livello. Fate un po' voi i conti.
Ciò che stupisce particollarmente è il silenzio assoluto della Corte dei Conti che ha pure registrato il regolamento sugli uffici di diretta collaborazione di cui si parlava prima. Incredibile!
rispondo al caso ilardi della regione : i signori politici devono finire di fare quello che vogliono non é giusto che assumono figli amici e parenti . e poi finiscano di riempire le mance e di ingrassarsi ,si devono dimenzare i loro stipendi non fanno altro che litigarsi solo per i loro rendiconti personali.......... é giusto che assumono è danno stipendi di 75000 euro al mese per fare chè: cè gente che non arriva a fine mese . dovono risolvere il problema dei precari di palermo che vivono a stento con circa 600 euro al mese e i signori politici lo SANNO..........e poi si devono riaprire i bandi di concorso per assumere il personale nei enti publici. continuate....................................
Pensa, anche mia figlia ha una laurea 110 e lode conosce due lingue, ma ha preferito trovare un lavoro fuori dalla sicilia dove per la sua bravura ha vinto la competizione insieme ad altri poveri "emigrati".
Non sapevo che l'amministrazione regione prende in considerazione i curriculum inviati da semplici cittadini che spediscono vuoto pieno il loro nella speranza di essere chiamati direttamente.
Di solito tutto ciò è preceduto da un bando.
Ma non per gli uffici di gabinetto degli assessori regionali che sperperano il denaro pubblico soltanto per favorirsi a vicenda.
Forse non sanno di quanta gente non arriva alla terza settimana o che nonostante la devozione alla Madonna pagano il tiket sanitario e tante altre prestazioni necessarie per la salute.
Ma siamo in sicilia e ancora il peggio dovrà accadere.
Mi pongo una domanda: "perchè quando una persona che si butta in politica viene non eletta ce la dobbiamo continuare a piangere e a pagarla con i nostri contributi?"
Ci meritiamo quello che votiamo cari amici.
guardando ai fatti penso che il federalismo renderà tutte le Regioni alla stregua della Sicilia autonoma.
Così imparano
Se l'Assessore ex giudice Ilarda fosse veramente quel galantuomo che si reputa di essere sentendosi idoneo a giudicare la palude del pubblico impiego regionale siciliano a causa di questo increscioso episodio dovrebbe presentare le dovute dimissioni. Ma, caro giudice assessore, la capisco. Una volta affondate le dita nel miele è difficile resistere anche al più reprobo degli uomini. Il problema è, caro assessore, che quel miele non è solo vostro ma è tutto del popolo siciliano. A voi ve ne spetterebbe qualche cucchiaino ed invece ve lo pappate tutto ed al popolo solo qualche goccia. E allora, dato che lei ha trovato il vaso con tutti i suoi colleghi che schifosamente leccavano ha pensato bene di fare partecipare qualche parente. ed ha anche questo è normale in una Sicilia con una pubblica amministrazione corrotta e fannullona, come bene lei ha affermato più volte ponendosi l'obiettivo di stravolgere l'andazzo. Ma mi dica, le sembra normale, per un galantuomo della sua levatura, ordinare agli altri l'onestà e sfuggirne lei. E non si trinceri dietro il fatto che sua figlia ha i titoli. Anch'io ho una laurea, una specializzazione, quattro master, due titoli acquisti all'estero con un anno di esperienza di fattivo lavoro, diecine e diecine di partecipazioni a corsi, convegni, congressi, parlo corentemente tre lingue straniere ed ho persino vinto un premio letterario. Ma non mi sono state date le stesse possibilità concesse a sua figlia ed ai tanti figli di notabili siciliani. E non le dico perchè e cosa mi è mancato per poter accedere alle stesse opportunità che ha avuto sua figlia, anzi, mi sono state sempre negate, tantoche sono stato costretto ad emigrare. Lei che è un uomo intelligente sono sicuro riuscirà a capirlo da solo quale titolo mi è sempre mancato. Quello che rende tutti i titoli di merito inutili, che vi ha permesso di nominare dirigenti regionali addirittura gente priva di titoli di studio confacenti. E non mi tiri in ballo che avevano esperienza. Quel titolo che vi permette di nominare parentuzzi, amici vicini e lontani, addirittura i vostri autisti ed elevarli al titolo di sanguisughe del popolo siciliano. Però da uomo onesto e intelligente ed investito di un incarico ed un compito importante non ha resistito alla tentazione. Io al posto suo proverei almeno un accenno di senso di vergogna. Ma lei no, ormai è entrato perfettamente nel ruolo e quindi si è ormai stagnata la faccia come tutti gli altri per cui va a finire che voi, con le vostre furberie compiute ai danni di tutto il popolo siciliano, vi sentite forti del vostro ruolo, mentre il popolo prova vergogna per avere simili governanti ed in specialmodo quelli che non vi hanno votato. Vede, caro ex giudice assessore, spesso mi chiedo quale dignità abbia il popolo siciliano. Tutti esaltiamo le bellezze della nostra isola, i suoi monumenti, le sue tradizioni, la cucina e tutto quanto. E poi la cultura della sicilitudine, la storia gloriosa, i Vespri, sempre occupati mai sottomessi e bla bla bla. Quando i governi centrali ci privano di qualcosa dell'abbondante elemosina che ci somministrano ogni anno eleviamo proteste e resuscitiamo velleità indipendendiste. I realtà i siciliani siamo pecore della peggiore razza, sottomessi alla mafia e a dei governanti ladri ed incapaci, tutti nessuno escluso, e a tutta la degradazione che queste turpitudini ci portano. Non ci può essere futuro per un popolo che sceglie le persone nella speranza che cambino le cose, come è stato fatto per lei, e queste persone finiscono per dimostrarsi peggiori di ciò che debbono contribuire a cambiare. Un popolo con dignità si sarebbe già ribellato, un popolo di pecore subisce!
Notare che espressione ha il tipo -
non ispira tantissima fiducia ?
non ha una espressione rassicurante ?
del buon padre di famiglia ?
In realtà si tratta di una consuetudine recente. E' stato infatti a partire dal 2001, con il governo Cuffaro, che venne emanato, grazie alla legge regionale 10 del 2000 (che ha provocato un inferno alla regione) un regolamento per l'accesso agli uffici di diretta collaborazione degli assessori e del Presidente. In sostanza tale regolamento prevede fino a 32 componenti elevabili a 42! Sì, proprio così, 42! Grazie ad incarichi esterni. Non solo, pur non essendo previsto dal suddetto regolamento, è invalso l'uso di inquadrare gli esterni laureati come dirigenti e i diplomati come funzionari in palese contrasto con il contratto collettivo di lavoro del personale regionale che prevede la laurea per i concorsi a funzionario.
Inoltre, i dirigenti possono arrivare a guadagnare fino a 120.000 euro mentre i non dirigenti oltre allo stipendio, incassano un'indennità (non legata ad alcun parametro, manco alla effettiva presenza in ufficio) che arriva fino a 15.000 euro l'anno oltre ai vari incarichi che i componenti di tali uffici riescono ad ottenere in barba agli impiegati di ruolo dei dipartimenti.
Per fare un confronto con il sistema pre-Cuffaro: gli uffici di gabinetto fino al 2000 erano composti da un massimo di 12 componenti, tutti impiegati regionali e compensati soltanto con ore di straordinario, quindi in relazione alla effettiva presenza. L'Unico esterno era il segretario particolare equiparato ad un modesto settimo livello. Fate un po' voi i conti.
Ciò che stupisce particollarmente è il silenzio assoluto della Corte dei Conti che ha pure registrato il regolamento sugli uffici di diretta collaborazione di cui si parlava prima. Incredibile!