Frattini: "Le Olimpiadi non devono essere politicizzate". Meloni: "Nessuno scontro all'interno del governo"

05 agosto 2008 18:02
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"E' chiaro che le Olimpiadi sono una grande festa dello sport che nessuno può, vuole e deve politicizzare. Non vuole farlo il governo che rispetta le regole del Cio che stabilisce che cosa debbono o non debbono fare gli atleti". Così il ministro degli Esteri Franco Frattini interviene sulla polemica apertasi nella maggioranza dopo che alcuni esponenti del Pdl avevano proposto agli atleti italiani di disertare la cerimonia di apertura a Pechino. "E' necessario rispettare lo sport - ha evidenziato Frattini che ha incontrato i giornalisti a Montecitorio - nessuno può né vuole stabilire che cosa devono fare gli atleti, cosa che spetta al Coni e al Ciò". Il ministro degli Esteri evidenzia che il governo vuole che "le Olimpiadi siano piene di medaglie per i nostri atleti e non che siano politicizzate", aggiungendo che "il tema dei diritti umani è grande, si affronta ogni giorno e non nelle tre settimane dei giochi olimpici". Quanto all'impegno del governo sui diritti umani, Frattini sottolinea: "Noi lo facciano sempre, lo abbiamo fatto negli incontri politici, lo facciamo e continueremo a farlo dopo le Olimpiadi ma i giochi sono il momento dello sport, in cui gli atleti cercano di vincere e noi, io ed il sottosegretario allo Sport, andremo a Pechino a fare il tifo per loro".

 

 

CIO: DEPLORIAMO INVITI A DISERTARE CERIMONIA

"Deploriamo ogni invito rivolto agli atleti affinché non prendano parte all'inaugurazione dei Giochi olimpici". Il Cio risponde così, attraverso la sua portavoce, Emmanuelle Moreau, all'invito rivolto agli atleti azzurri dal ministro Giorgia Meloni e dal presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, a non partecipare alla sfilata di apertura.

 

MELONI: NON C'E' NESSUNO SCONTRO ALL'INTERNO DEL GOVERNO

''Non c'é nessuno scontro all'interno del governo". Così il ministro per la Gioventù, Giorgia Meloni, conversando con i giornalisti a Montecitorio, dopo le polemiche nate dal suo invito agli atleti olimpici a compiere gesti simbolici, "anche disertare l'inaugurazione". "Il timore più grande che tutti dobbiamo avere - dice Meloni - è che cali il sipario senza che si sia adeguatamente posto il tema dei diritti umani e civili". I giochi sono stati fatti in Cina, ha ricordato il ministro, anche nella speranza che in cambio dell'attenzione mediatica il governo di Pechino andasse avanti sul tema dei diritti umani così come fatto per l'economia. "Il presidente Berlusconi ha scelto di non partecipare e mi sembra un segnale positivo - ha detto Meloni - poi mi sarebbe piaciuta una decisione comune da parte dell'Unione europea, che é mancata. Ciò non toglie che non si possa, anche essendoci, porre dei problemi". "Penso che ciascuno di noi in patria e a Pechino - ha ribadito Meloni - possa fare un qualunque gesto, da indossare qualcosa di simbolico a ricordare certi valori quando intervistati. Non partecipare alla cerimonia inaugurale è uno degli strumenti. Bisogna ricordare che si rappresenta l'Italia che ha certi valori. Non è un gesto che chiedo solo agli atleti, ma a tutti i tifosi".

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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