Non solo il ritorno del "voto in condotta" ma un ulteriore "giro di vite" contro violenza e bullismo a scuola è venuto oggi dal Consiglio dei Ministri. Il ministro Mariastella Gelmini, infatti, a margine della riunione a Palazzo Chigi ha firmato la circolare applicativa, già condivisa con il Forum nazionale delle associazioni studentesche e dei genitori, relativa alle recenti modifiche dello Statuto delle studentesse e degli studenti. La circolare, tra l'altro, prevede: - obbligo per le scuole di modificare i regolamenti interni per consentire l'applicazione del nuovo e più rigoroso regime sanzionatorio verso gli studenti; - le sanzioni di allontanamento superiore a 15 giorni, fino al termine dell'anno scolastico, con esclusione dallo scrutinio o dall'esame sono da scegliere secondo il principio di proporzionalità tra infrazione commessa e sanzione e possono essere utilizzate ogniqualvolta si verifichino comportamenti riconducibili ad ipotesi di reato quali violenza privata, minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale, incendio o allagamento; - vengono forniti chiarimenti per un funzionamento snello ed efficace dei sistemi di impugnazione dei provvedimenti disciplinari e degli organi di garanzia.
"Il ddl del Ministro Gelmini sul 7 in condotta approvato oggi dal Cdm rappresenta una risposta al dilagare del bullismo". Lo afferma Francesco Pasquali, Coordinatore Nazionale dei Giovani per la Libertà-Forza Italia. "Inoltre il rilancio dell'educazione civica è un primo passo per consegnare ai giovani gli strumenti indispensabili per conoscere da un lato i diritti, dall'altro i doveri. Dalla scuola sta partendo la rivoluzione culturale che il Paese aspetta da tempo chiudendo la parentesi sessantottina che aveva invertito la gerarchia dei valori", conclude Pasquali.
Il Movimento Studenti Cattolici "approva il disegno di legge presentato oggi dal ministro Gelmini. Riteniamo necessario, infatti, tutelare gli studenti meritevoli anche nel comportamento. Per questo sosteniamo la reintroduzione sulla valutazione della condotta". Il Msc esprime "inoltre soddisfazione sulla introduzione della disciplina Cittadinanza e Costituzione, promossa proprio dalla nostra associazione in sede del Forum delle Associazioni Studentesche. Auspichiamo quindi che il dialogo tra gli studenti ed il ministro possa continuare con profitto".
"Con il provvedimento sulla scuola adottato in cdm su proposta del ministro Gelmini si raggiunge un obiettivo importante: formare gli studenti ad essere cittadini", afferma Alternativa Studentesca, associazione che siede al Forum Nazionale degli Studenti. "Infatti, reintrodurre il voto di condotta può rappresentare un primo passo per conferire all'istituzione scuola quel prestigio che troppe volte è mancato, creando situazioni di disagio degenerate negli episodi di bullismo e violenze che spesso hanno riempito le pagine della cronaca. Inoltre, proporre l'insegnamento dell' educazione civica getta le basi per una partecipazione più consapevole, e dunque libera da condizionamenti, alla vita democratica ad ogni livello territoriale", conclude la nota.
Fin qui l’inventario delle notizie raccolte dall’Agenzia Ansa.
Restano, tuttavia, alcune considerazioni su cui vale la pena di riflettere.
Il voto di condotta non costituisce certo una novità, è stato uno strumento didattico per più di un secolo nella scuola italiana. Chi l’ha abolito, due decenni or sono circa, non avrebbe voluto smantellare la scuola o farne una palestra di bullismo: ha ritenuto, magari sbagliando, che potesse essere “compresa” nella valutazione del docente, oggettivamente, una componente essenziale, appunto il comportamento. Questa fiducia nel corpo docente e nella valutazione del singolo docente era riposta nel profitto: l’arma del voto avrebbe potuto “mettere a posto” gli incorreggibili. Quando ciò non avviene, il profitto non è mai sufficiente. Studenti-bulli che prendono ottimi voti sono una specie assai rara; quando se ne incontra qualcuno, generalmente viene ricondotto alla normalità.
Il voto di condotta, dunque, è un’arma spuntata. O superflua. I bulli, i piccoli delinquenti, coloro che mantengono atteggiamenti sconvenienti, possono essere sanzionati con il profitto, la cui valutazione spetta esclusivamente al docente. Il singolo episodio – di bullismo, di scorrettezza – può essere sanzionato con un regolamento severo. A che serve, dunque, il voto di condotta?
Grazie al voto sulla singola prova e alla pagella, il docente blandisce, incoraggia, ammonisce, educa: può bocciare ,promuovere o rinviare e caricare di debiti formativi. La sua valutazione non è il totale di un calcolo aritmetico, ma di un giudizio complessivo nel quale non può ignorare atteggiamenti, comportamenti linguaggio del discente.
La sanzione del singolo episodio, grave o morbida, a seconda della gravità, costituirebbe una deterrenza sufficiente.
Il ripristino del voto di condotta, dunque, non avrà alcuna funzione formativa, né sul piano repressivo né sul piano preventivo. E’ solo un’altra bandiera che garrisce al vento dell’insicurezza, affrontato con i pannicelli caldi ei piccoli rimedi di facciata.
I regolamenti sì, dunque, il voto di condotta no, perché inutile.
La scuola ha bisogno d’altro: docenti ben pagati e meglio motivati, investimenti nell’edilizia scolastica e nella formazione con l’immissione di tecnici (informatica) e docenti esterni a contratto (docenti di madrelingua ed esperti).
Una scuola che funzione presuppone una scelta a monte. L’investimento nell’educazione scolastica e nella formazione dei cittadini, dall’educazione civica all’educazione al lavoro, investimento che deve coinvolgere il mondo del lavoro e dell’impresa.
Un governo che comunica con enfasi il ripristino del voto di condotta e grembiulini, affidando ad essi il ritorno ai buoni costumi (quando a frequentare erano solo le èlites) mostra una miopia sospetta. Impossibile che ci creda il Ministro Gelmini. Non avrà una grande conoscenza della materia, come sospetta il suo collega Umberto B., ma sui limiti dei provvedimenti, le idee deve averle chiare.
Il fatto che i tagli abbiano colpito pesantemente anche le risorse scolastiche e che si dovesse quindi metterci una pezza, gratuitamente, non è un buon motivo per pretendere che gli italiani digeriscano tutto.
veramente da troppo tempo la scuola neccessita di profonde e radicali riforme, solo è, che questa classe dirigente e troppo cieca e ignorante per rendersene conto e continua ad affrontare i problemi secondo un'oscurantista e aristocratica concezione dei tempi. La riforma della scuola deve cominciare con l'abolizione dei lagher della cultura che si chiamano istituti professionali dove si produce manodopera per i ricchi padroni capitalisti, la scuola deve invece riprendere il suo corso naturale di formazione dei giovani cittadini affinchè possano prendere consapevolezza della dignità e della dimensione umana e delle conoscenze della storia della nostra specie e del difficile cammino per la costruzione di una società più umana, cammino da sempre ostacolato dai padroni di turno che non condividono affatto i pricipi di libertà ed uguaglianza, e che non pensano affatto che i figli degli operai abbiano gli stessi diritti di quelli dei ricchi. La scuola deve essere aperta indistintamente a tutti senza ed ai vari livelli scolastici. Ma questa classe dirigente e troppo barbara per comprenderlo A. M.
insegno da 25 anni nella scuola primaria (ex scuola elementare).concordo sulla necessità di riforme,ma che siano fondate su basi pedogogiche .non credo che siano necessari grembiule e 5 in condotta !!!
veramente da troppo tempo la scuola neccessita di profonde e radicali riforme, solo è, che questa classe dirigente e troppo cieca e ignorante per rendersene conto e continua ad affrontare i problemi secondo un'oscurantista e aristocratica concezione dei tempi. La riforma della scuola deve cominciare con l'abolizione dei lagher della cultura che si chiamano istituti professionali dove si produce manodopera per i ricchi padroni capitalisti, la scuola deve invece riprendere il suo corso naturale di formazione dei giovani cittadini affinchè possano prendere consapevolezza della dignità e della dimensione umana e delle conoscenze della storia della nostra specie e del difficile cammino per la costruzione di una società più umana, cammino da sempre ostacolato dai padroni di turno che non condividono affatto i pricipi di libertà ed uguaglianza, e che non pensano affatto che i figli degli operai abbiano gli stessi diritti di quelli dei ricchi. La scuola deve essere aperta indistintamente a tutti senza ed ai vari livelli scolastici. Ma questa classe dirigente e troppo barbara per comprenderlo A. M.