E' "il Parlamento il luogo delle riforme", che si possono fare "senza aprire fasi legate a 'dialoghi' e cose del genere" e, soprattutto, mettendo da parte "l'idea dell'autosufficienza". Walter Veltroni rimette la palla al centro e, all'indomani del rinnovato appello del capo dello Stato, continua ad assicurare che "noi faremo la nostra parte". Il leader del Pd ne ha parlato nel corso di una colazione di lavoro con il presidente del Senato Renato Schifani cui ha preso parte anche la presidente dei senatori democratici, Anna Finocchiaro.
Un lungo incontro, due ore, nella residenza del presidente del Senato, che non sembra aver scalfito le convinzioni di Veltroni nonostante poco tempo prima Silvio Berlusconi avesse dato duri giudizi sull'opposizione dicendosi pessimista a proposito del confronto. A palazzo Giustiniani e' stata fatta "una panoramica sui problemi istituzionali, economici e sociali del Paese", ha spiegato il segretario democratico sottolineando: "Io sto all'appello di Napolitano: andiamo in Parlamento e li' discutiamo".
Nel merito, Veltroni ha rimesso ancora sul tavolo la bozza Violante e, particolare non secondario, ha posto l'accento sulla questione del Senato federale e sul federalismo fiscale, parole che certo saranno suonate come miele per le orecchie della Lega: "Senza una Camera delle regioni non si puo' pensare al federalismo fiscale", ha spiegato. "Ho detto a Schifani che, per parte nostra, se arrivera' il pacchetto di riforme contenuto nella bozza Violante faremo la nostra parte. Ma nessuno pretenda di partire con l'idea dell'autosufficienza, ne' la maggioranza e ne' l'opposizione. Sulle riforme bisogna convergere", e' il pensiero veltroniano.
Come era prevedibile, Veltroni non ha certo manifestato apprezzamento per le ultime uscite del presidente del Consiglio, che "non aiutano a che si avveri l'auspicio del presidente della Repubblica". Pero', ha anche rimesso la questione alla ripresa autunnale della piena attivita' politica: "Vediamo che clima si creera', ma se e' quello proposto dalle parole di Berlusconi diventa difficile. Se, invece, si crea un clima piu' istituzionale, allora le riforme si possono fare". Comunque sia, l'incontro di oggi e' comunque un passo in avanti.
La premessa importante e' che l'incontro con Schifani e' stato chiesto dallo stesso presidente del Senato, che dal momento della sua elezione e' impegnato a tessere la tela del confronto non smettendo mai di parlare della possibilita' che questa sia una legislatura costituente. Anche l'episodio di oggi conferma la linea dei vertici di palazzo Madama: se e quando i protagonisti decideranno di confrontarsi e' importante che il 'campo' delle riforme sia trovato ben arato proprio nel solco delle indicazioni del Colle.
"Attraverso la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, il presidente del Senato, diversi giorni fa, ha chiesto di fare questo incontro", ha raccontato Veltroni stesso. Un particolare non secondario soprattutto per chi osserva da vicino le dinamiche interne al Pd. Chi, anche con malizia, al momento dell'annuncio dell'incontro Schifani-Veltroni aveva parlato di una risposta implicita al faccia a faccia tra Gianfranco Fini e Massimo D'Alema di qualche giorno fa e' di fatto servito.
Anche in quest'ottica, quindi, assume rilievo l'annuncio fatto dallo stesso Veltroni di avere un appuntamento dello stesso genere proprio con il presidente della Camera: in sostanza una sorta di strategia istituzionale in nome delle riforme sulle orme delle indicazioni del Quirinale. E da parte sua, la Finocchiaro al termine del pranzo a palazzo Madama ha sottolineato: "Certo non e' stato un buon viatico quanto affermato da Berlusconi sull'opposizione 'inaffidabile' e 'sleale' e sul fatto che la maggioranza fara' da sola. Pero', ho una convinzione: credo che in Parlamento ci possano essere le risorse per approvare le riforme essenziali per il Paese".
A proposito dell'incontro Fini-Veltroni, i due si sarebbero parlati direttamente nei giorni scorsi definendo l'incontro, che pero' non e' imminente anche perche' fino alla chiusura dei lavori a Montecitorio l'agenda del presidente della Camera e' fittissima di impegni. Comunque, Fini dovrebbe essere uno degli ospiti piu' attesi alla festa nazionale del Pd ai primi di settembre. Restano, comunque, sul tavolo le 'bordate' del presidente del Consiglio. A questo proposito, qualcuno nel Pd sottolinea il fatto che Veltroni oggi abbia parlato della necessita' del dialogo, in linea con il Quirinale, al presidente del Senato: esponente di punta del Pdl e personalita' che certo non ha difficolta' ad avere un canale preferenziale con Berlusconi.
Il premier non e' stato certo tenero, e anche in serata da Napoli ha accusato l'opposizione di non avere "lealta' e rispetto".