Riportiamo il testo di una mail che il SALFI ha diffuso, perché venga inviata da tutti i lavoratori pubblici ai Parlamentari delle Commissioni V e VI, competenti in materia di pubblico impiego e funzione pubblica. La mail è accompagnata dagli indirizzi di posta elettronica dei Parlamentari, che sono consultabili nel sito Web dello stesso SALFI.“Sono Mario Rossi, dipendente pubblico e Le scrivo a proposito del Decreto Legge n. 112/2008, attualmente in fase di conversione da parte del Parlamento.Le norme contenute nel Decreto citato, presentate alla pubblica opinione come necessarie per accrescere la produttività nel pubblico impiego, hanno il duplice e negativo effetto di impoverire i dipendenti pubblici senza raggiungere l’obiettivo tanto sbandierato dal Ministro Brunetta.Questo perché prevede, oltre al taglio dei fondi per la contrattazione integrativa, misure che hanno solo scopo afflittivo nei confronti dei dipendenti pubblici i quali, peraltro, vengono trattati in modo discriminatorio rispetto a quelli privati.Mi chiedo e Le chiedo, ad esempio quale giovamento può trarre la pubblica amministrazione dall’estensione a tutto il giorno delle fasce di reperibilità in caso di malattia? Si riesce in tal modo semplicemente a far sì che chi è malato non abbia nemmeno la possibilità di andare in farmacia a comprarsi le medicine. Meglio sarebbe stato, se si fosse voluto colpire il supposto assenteismo, aumentare i controlli per scoprire e punire i pochi che ne approfittano. Ma questo, evidentemente, non è l’obiettivo del ministro Brunetta che ha invece deciso di punire in modo indiscriminato i dipendenti pubblici per il fatto stesso di esistere. Questo è francamente intollerabile!Lo stesso dicasi per il taglio netto delle somme previste per la contrattazione integrativa: mentre tutti i media indicano quella salariale come l’emergenza per antonomasia del nostro paese, nel Decreto 112 è previsto il taglio di 60 milioni delle somme relative all’articolo 3, comma 165 della Legge 350/2003 addirittura per l’anno 2006, quindi retroattivamente, con una perdita secca di oltre mille euro per ogni dipendente del fisco; e per il prossimo anno, visto il congelamento dei fondi previsto nello stesso decreto, la perdita secca per ogni dipendente Fiscale, si aggira tra i 4.000 e i 5.000 euro, senza che in alcun modo queste norme abbiano effetti positivi sulla produttività.Non mi sembra un buon incentivo al miglior funzionamento della macchina pubblica, il taglio degli stipendi di coloro che devono farla funzionare ogni giorno.Il motivo per cui il Ministro Brunetta ha scelto di far cassa tagliando in modo tanto deciso i salari dei dipendenti pubblici in generale e di quelli fiscali in particolare non è dato sapere, specialmente se teniamo conto del fatto che è questo un settore nel quale non è prevista la distribuzione di soldi “a pioggia” ma sempre ed in ogni caso in base agli obiettivi raggiunti e ad una sperimentata meritocrazia.Quello che è certo è che non tollererò senza colpo ferire che il Ministro Brunetta continui a diffamarmi come dipendente pubblico ed in più mi metta le mani in tasca tagliando di migliaia di euro il mio salario.Per questo motivo Le chiedo di non votare le norme che prevedono il taglio alla contrattazione integrativa e misure inutilmente afflittive nei confronti dei dipendenti pubblici e di non permettere quindi la conversione del Decreto Legge n. 112/2008 così come è stato varato dal Consiglio dei Ministri.Desidero informarLa che, qualora il decreto convertito continui a contenere le misure citate mi vedrò costretto in futuro a non votare né Lei né la coalizione che Lei rappresenta. Distinti Saluti”I dipendenti pubblici e i sindacati hanno deciso di farsi sentire e di far pesare la loro forza: 3.500.000 famiglie che vedono ridotto il loro reddito in un momento di continuo aumento dei prezzi, non staranno a guardare… non possono permetterselo.E’ ormai diffusa tra gli impiegati, la convinzione che la lunga campagna denigratoria verso i pubblici dipendenti, nascondesse un insieme di interessi ed obiettivi, estranei al buon andamento della P.A., compreso un prologo alla privatizzazione di alcune funzioni pubblicheOrmai è opinione generale che queste iniziative di “risanamento”, in realtà siano solo preordinate a coprire i buchi di bilancio, determinati dall’abolizione dell’ICI sulla prima casa e dei ticket sulla diagnostica.I pubblici dipendenti vivono questa “punizione” come un’ingiustizia, come l’espiazione di colpe non proprie, ma attribuibili al consolidato malgoverno della funzione pubblica, al suo utilizzo (anti costituzionale) per fini politici, e ad un piccolo nucleo di assenteisti che le Amministrazioni non hanno licenziato.
Di G.D.B.