Riforma dell'assessorato regionale della Sanità con l'introduzione dell'Agenzia regionale sanitaria; la riduzione a 18 delle 29 aziende sanitarie locali, ospedaliere e universitarie; la creazione di 6 bacini sanitari regionali come macroaree omogenee di assistenza territoriale; la riorganizzazione del servizio emergenza-urgenza del 118 e l'istituzione di un Cup (centro unitario di prenotazione). Questi i punti del disegno di legge che domani Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars, e Roberto De Benedictis, parlamentare del Pd in commissione Sanità all'Ars presenteranno in Aula.
“La Corte dei conti ha affermato che la spesa del
“Il 70 per cento della mobilità sanitaria verso altre regioni riguarda patologie a bassa complessità - aggiunge – nonostante il numero dei privati convenzionati in Sicilia sia pari alla somma di tutte la regioni italiane, si emigra e si spende”.
Il piano che verrà presentato domani “prevede il superamento del modello di gestione politica della sanità – spiega il deputato del Pd - con un modello di tipo orizziontale che chiami la politica a una effettiva verifica. Gli attuali 5 dipartimenti dovrebbero essere ridotti a tre a cui andrebbe affiancata - continua - l'attività della Conferenza permanente per la programmazione sociosanitaria e il Comitato consultivo regionale con funzioni propositive sulla qualità dei servizi". Inoltre per migliorare la semplificazione del sistema sanitario il Pd propone "la riduzione delle attuali 29 aziende sanitarie dovrebbe andare di pari passo ad una rideterminazione della loro funzione".
“Chi governa finge di non avere responsabilità sulla gestione passata del Sistema sanitario siciliano – aggiunge Cracolici -. L’Mpa oggi si trova ad affrontare un’eredità che ha contribuito a creare”.
“Non si può risolvere il problema della sanità solo riducendo il carburante – dice Roberto De Benedictis -, occorre riformare il sistema in modo da dare risultati migliori con meno risorse”. La riforma dell'assessorato regionale, secondo il disegno di legge del Pd, "dovrebbe attuarsi sul modello positivamente sperimentato in altre regioni italiane - dice - con l'introduzione di un'Agenzia regionale sanitaria, un dipartimento di supporto tecnico -scientifico per la programmazione sanitaria regionale, per il controllo di gestione e il monitoraggio dell'equilibrio economico del sistema sanitario regionale. Il servizio del 118 deve essere rivoluzionato - conclude - sulla base di quello piemontese, ovvero a totale a gestione pubblica. E' un "mostro": il più caro d'Italia con la peggiore qualità".
Imminente secondo gli esponenti del Pd il rischio commissariamento. “Sarebbe un certificato di inadeguatezza per il Governo – aggiunge De Benedictis -, da un anno il piano di rientro è fermo al palo per l’incapacità di affrontare il problema in modo risolutivo”.
Per quanto riguarda le aziende private Cracolici ricorda. “Il 1 luglio 2007 era il termine ultimo oltre il quale non poteva essere concesso un nuovo accreditamento, chi aveva requisiti era dentro chi non li aveva si ritrovava automaticamente fuori, circa un quarto delle aziende si è trovata tagliata fuori, l’assessore Russo ha deciso di risolvere il problema per via amministrativa, attraverso una sanatoria, per il 118 in regime di proroga le cose resteranno invariate per un anno un tempo utile per riforamre il sitema e dare una risposta definitiva al problema”.
Ciro Frisco