Imminente la rotazione dei direttori regionali. Qualcuno potrebbe perdere l’incarico. Quali criteri sceglierà l’amministrazione? La questione, irrisolta, delle promozioni “politiche”.

21 luglio 2008
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L’Associazione Di.Re.Si.L. (Funzionari direttivi laureati della Regione Siciliana) in una lettera indirizzata a Siciliainformazioni, ha posto una vecchia questione, il peso della politica nell’organizzazione del lavoro della Regione. Vecchia e mai risolta questione, sulla quale si è discettato a lungo senza alcun risultato. Se qualcosa è cambiata, ciò è avvenuto a favore della politicizzazione degli incarichi direttivi. La valutazione delle qualità professionale, pur riconosciuta come elemento fondamentale, ha ceduto il passo alle ragioni della politica. La cultura prevalente oggi, infatti, considera inevitabile la prevalenza della politica, perché si ritiene legittimo che gli incarichi “fiduciari” siano affidati sulla base di un giudizio “politico”. Il dirigente deve eseguire le disposizioni del governo o dell’amministrazione, perciò è bene che nei posti chiave ci siano personaggi affidabili.
Non ci si è rassegnati all’ineluttabile, ma si è valutato come prevalente il bisogno della politica di occupare i ruoli chiave dell’amministrazione con dirigenti di fiducia. La promozione è stata trasformata in un incarico fiduciario. Questi criteri non sono stati inventati in Sicilia, ma in società avanzate, come gli USA, dove però hanno un correttivo: il cambio di amministrazione impone lo spoil system. Il nuovo governo sostituisce letteralmente tutti i dirigenti. In Sicilia questo non avviene: succede che si vada avanti, mai indietro. Come la benzina nei distributori, non torna mai indietro.
In più, nell’Isola, gli ingegneri dello stipendio, che hanno esperti di prima grandezza, inventano marchingegni davvero geniali, come il cosiddetto galleggiamento. Di che si tratta? L’avanzamento di un alto dirigente, si porta appresso quelli che vengono dietro. Non c’è niente di simile in alcuna parte del mondo.
I funzionari direttivi che denunciano la derubricazione della professionalità sanno tutto questo e, naturalmente, non possono farci niente. La Corte dei Conti? In Sicilia, come altrove, afferma alcune verità, fa sapere come stanno le cose, qualche volta rimprovera, qualche altra denuncia e qualche altra offre qualche copertura politica. E’ nell’ordine naturale delle cose. La Corte non è un’oasi felice, sta dentro il contesto politico-istituzionale. Potrebbe essere altrimenti? Sì, potrebbe, ma non è così.
La valutazione della professionalità non è “oggettiva”, risente di molti elementi, che non possono essere numericamente rappresentati: i fascicoli personali dei funzionari infine non sono, diciamo così, illuminanti.
I capi di gabinetto divengono direttori con maggiore facilità di altri pari grado. Capita anche, come segnalano i funzionari direttivi laureati, che geologi o agronomi si occupino di incentivi alle imprese o informatica o ricerca e sviluppo e che ad architetti siano affidati il personale e il controllo di gestione. Ma capita sempre più spesso che i dirigenti dirigano se stessi o dirigano gli stessi uffici da molti anni “-concordano obiettivi risibili e anche se non li raggiungono possono "giustificarsi" e incassare così lo stesso l'indennità di risultato”.
Per dare una risposta a queste ricorrenti proteste, segnalazioni, lamentele la politica ha trovato un escamotage: la rotazione dei dirigenti. E’ una specie di spoil system di primo livello, un’opportunità per l’amministrazione di affidare i dipartimenti più importanti a dirigenti “affidabili”.
La rotazione non ha scadenze né motivazioni contingenti: è uno strumento che il governo utilizza per fare meglio il suo lavoro.
Il problema è che il far meglio non significa amministrare meglio.
Da alcuni giorni a questa parte si parla con insistenza della rotazione dei direttori dei dipartimenti regionali. Si prevede che alcuni direttori perdano l’incarico ed altri lo guadagnino. Non viene fuori altro che questo. Sarà la giunta di governo ad occuparsene, abbastanza presto. Sarebbe di grande giovamento che la rotazione fosse preceduta da una scelta di criteri di valutazione. Le regole, gli obiettivi, la qualità dei progetti, gli strumenti di selezione stimolano valutazioni professionali o riescono a far convivere queste ultime con i bisogni della politica.

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Anonimo 22 luglio 2008   19:50

Pienamente d'accordo

Ulteriori suggerimenti per risparmiare:

- Teleconferenze invece di costosi viaggi a Roma e Bruxelles e, per le altre missioni, biglietti solo low cost;

- Soppressione degli uffici speciali (compresa Azienda Foreste) e riconduzione delle loro competenze ai Dipartimenti regionali;

- Soppressione enti;

- Riforma ASI da affidare alle imprese (amministratore Unico tipo ASL scelto tra esperti di ciara fama);

- Eliminazione o almeno forte ridimensionamento di indennità e prebende varie (autisti, uffici di gabinetto, indennità di presenza (!);

- Riduzione del numero dei Dipartimenti da 38 a 12-15;

- Revisori unici negli enti scelti dall'albo nazionale;

- Controllo di gestione accentrato affidato all'Assessorato Bilancio...

 

Anonimo 22 luglio 2008   10:08

Non si può che essere d'accordo con quanto scritto nell'articolo, anche se non può condividerne la sottile scettica amarezza sulla ineludibilità delle cose. Chi scrive ritiene che le cose possano cambiare, e in meglio. Anche perché l'alternativa è il fallimento dell'ente "Regione". Il Presidente Lombardo questo lo sa bene e, tranne il caso in cui abbia manie suicide, dovrà porvi rimedio. Altri strumenti vi sono e sono stati posti in buona luce anche dalla DIRESIL come per esempio impugnare leggi regionali balorde che contrastano palesemente con la Costituzione oppure bandire il concorso (previsto dalla legge) per dirigenti di seconda fascia per capire finalmente chi merita e chi no. Occorre stringere i denti e continuare a denunciare le magagne di questa amata/odiata Regione. Per quanto concerne i direttori, credo che il Presidente Lombardo e l'Assessore Ilarda conoscano i loro trascorsi: Alcuni "vecchi" burocrati, uomini adatti a tutte le stagioni e bandiere, altri giovani rampanti assurti alla gloria direttoriale non certo per i loro curricula (alcuni assunti senza concorso o provenienti, udite udite, dal precariato) e qualche esterno, si dice perché tecnico e quindi esperto del ramo (ma il caso Bitetti, dirigentessa generale della Sanità pagata 500.000 euro non ha insegnato nulla?), come se tra 20.000 dipendenti non si possa trovare uno straccio di esperto, bho! Mi chiedo, se i dirigenti in possesso dei titoli avessero impugnato in massa i decreti di nomina di direttori...diciamo così, con "qualche" titolo in meno del loro, non avrebbero vinto le cause? Perché non l'hanno fatto? E' proprio questo immobilismo che deve essere combattuto!

Un'ultima notazione: perché l'Assessore non dispone la pubblicazione dei compensi dei dirigenti della Regione come ha fatto Brunetta, ma anche degli obiettivi e la notizia se li hanno raggiunti o no.

Anonimo 22 luglio 2008   09:44

Condivido le perplessità del sindacato. Sarebbe utile sopprimere immediatamente gli Uffici Speciali che in quanto tali avrebbero dovuto avere obiettivi certi, da raggiungere in tempi determinati, con le opportune verifiche da parte degli organi politici, sicuramente mai effettuati.

Invece Uffici speciali, agenzie ecc. si sono rivelati solo un poltronificio per dirigenti senza possibilità di avere ulteriori incarichi adeguati alle LORO aspettative.

Tra le direzioni da sopprimere vi è sicuramente l'Azienda Foreste Demaniali che ha dimostrato fino in fondo la propria inutilità ed inefficenza. Basti vedere come NON hanno gestito le aree demaniali di loro competenza.

Una immediata soluzione sarebbe l'interim al Dipartimento Foreste, visto che si tratta dello stesso assessorato, e già questo sarebbe un risparmio di risorse umane ed economiche.

Continua..... 

 

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