Il Parlamento siciliano è incagliato in una secca. Fosse una nave passeggeri, avrebbe bisogno di calare a mare le scialuppe e trasportare tutti a riva

21 luglio 2008
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La sterilità del Parlamento regionale ormai non fa notizia: l’informazione racconta ciò che avviene e non ciò che non avviene. Come potrebbe essere altrimenti, direte? Vediamo un poco di capirci, con calma.
Quando l’informazione non racconta nulla del Parlamento, non significa che il Parlamento ha chiuso i battenti, significa che le Commissioni non hanno lavorato, che l’Aula non si è riunita, che non c’è stata attività parlamentare. Ma può accadere che le Commissioni si riuniscano, decidano qualcosa e che l’informazione non si occupi di questo qualcosa, perché lo ritiene di modesta qualità o di alcun interesse per la gente.
Non è detto che l’informazione le imbrocchi tutte, può darsi infatti che le Commissioni abbiano lavorato, preso decisioni, e nessuno ne abbia saputo niente.
Colpa dell’informazione che non è stata attenta? Possibile.

Al Poggetto

Responsabilità dell’Assemblea che non favorisce la diffusione delle notizie? Possibile. Non capita spesso che le Commissioni lavorino e di ciò che fanno si sappia poco o niente. La regola del far sapere poco, quasi niente, è stata sempre rispettata; non è cambiata una virgola dalla nascita del Parlamento. Eppure le Commissioni sono i luoghi in cui si decidono molte cose, in cui si svolgono le mediazioni, i compromessi più “utili” fra maggioranza e opposizione, fra governo e Assemblea.
Perché non se ne sa niente?
Beh, per il semplice motivo che ai giornalisti, anche a quelli che lavorano per l’Assemblea, alla dirette dipendenze del Palazzo, non è consentito seguire i lavori; che i funzionari dell’Assemblea devono sottoporre i loro verbali all’approvazione della Commissione prima che vengano resi noti (la verità parlamentare è diversa dalla verità vera…) e i tempi dell’informazione si allunghino al punto da cancellare la notizia. I sommari sono scarni, molto sintetici, e non danno conto delle posizioni di ogni componente sulle varie questioni. Qualche eccezione? Sì, ma poco significativa.
Dunque, se non leggete un rigo di ciò che fa o disfa l’Assemblea, non significa che non abbia fatto o disfatto qualcosa.
Facciamo un passo avanti: il nulla, cioè l’inattività dell’Assemblea non fa notizia. Eppure, quando il Parlamento se ne sta a braccia conserte, si produce un danno. Il Parlamento che non lavora o lavora male è un Parlamento che provoca svantaggi, danni talvolta irreversibili. Non affrontare le questioni, collezionare assenze, è notizia; o meglio sarebbe notizia, se qualcuno la raccontasse il nulla.
Come si fa a raccontare il nulla?
E’ più semplice di quanto si creda. Basta fare i conti delle giornate lavorative dei deputati, delle ore di permanenza nei luoghi istituzionali, delle delibere esaminate o non esaminate. Un monitoraggio, dunque. E comparare i numeri, i dati oggettivi con ciò che avviene, per esempio, alle Camere, dove si può dire ciò che si vuole sull’attività finora espletata, ma che abbiano lavorato dal primo giorno intensamente non c’è alcun dubbio.
Meglio niente?
Forse. Ma l’attività parlamentare, senza entrare nel merito, è espletamento di una funzione. I deputati e i senatori, così come i parlamentari regionali, sono stati eletti per svolgere l’attività parlamentare e sono pagati (bene) per questa ragione.
Ma questo monitoraggio non è mai stato fatto e quando ciò è avvenuto, si è scoperto che l’Assemblea lavora e come. Anche i numeri devono essere raccontati con il giusto verso ed esaminatii con rigore.
Non si tratta della chiusura del supermercato del quartiere, alla quale si pone riparo andando nel negozietto accanto. Il Parlamento inattivo è ben altro.
Che cosa accade quando l’informazione non racconta ciò che avviene perché ritiene che sia poco importante e non rivesta alcun interesse per i lettori? Cancella l’evento. Ciò che non avviene, non è successo, e dunque non arriva sui giornali, la radio, la tv o in rete.
E’ un'omissione, certe volte un pregiudizio, di sicuro una consuetudine che viene assecondata, le cui responsabilità vanno addebitate all’istituzione che non si fa raccontare.
Prima o poi si dovrà considerare ciò che non si fa, come notizia.


Quando scriviamo dell’inattività e nel scriviamo come di una omissione, restiamo nel territorio della discrezionalità. Non si trasgredisce una norma, ma non si rispetta un mandato, che pure è libero. La discrezionalità è’ il territorio privilegiato dalla politica; non può essere altrimenti, perché la politica è l’arte del compromesso e della mediazione, e governare è “fare ciò che si può” e non “ciò che si vuole”.
Un esempio: il ministro “verde” del precedente governo nazionale avrebbe voluto che il problema della raccolta dei rifiuti venisse affrontato con la “differenziata”, e così ha provocato l’emergenza rifiuti per la quale tutto il mondo ha riso dell’Italia ed ha conosciuto il volto peggiore di una nostra splendida città, Napoli. Ciò che lui avrebbe voluto fare era buona cosa, ma non era realizzabile; se avesse affrontato realisticamente il problema, governandolo, avrebbe dovuto far funzionare le fabbriche di riciclaggio dell’immondizia - che il ministro verde non ama - facendo partire la raccolta differenziata con incentivi concreti. Napoli avrebbe dovuto “subire” le macchine del riciclaggio, ma non le montagne di rifiuti meleodoranti, causa di malattie, danni per l’immagine e il turismo.
Torniamo al Parlamento regionale siciliano. Che non è questione siciliana, perché si tratta di una istituzione alla quale il nord guarda come una concreta attuazione del federalismo.
Il Parlamento siciliano è incagliato in una secca. Fosse una nave passeggeri, avrebbe bisogno di calare a mare le scialuppe e trasportare tutti a riva.
La secca è rappresentata dalle regole desuete, da un gap politico-culturale manifesto, dalla modesta attenzione concessa alle questioni di pubblica utilità, da una litigiosità interna ai partiti senza precedenti.
Il federalismo siciliano, a conti fatti, danneggia in buona misura il federalismo e l’Isola.
Perché?
Non è stato usato, e una buona macchina, quando si usa poco e male bene, si gusta spesso, costa un sacco di soldi e diventa un peso per tutti.
Il federalismo siciliano, in più, è servito a guadagnare piccoli privilegi, a fermare buone leggi nazionali, ma non ha potuto essere usato per fermare le cattive leggi nazionali, a causa della presenza del commissariato dello stato, voluto dai siciliani, che espleta a senso unico la sua funzione, salvaguardando il governo e il parlamento nazionali.
Fatta eccezione per le compagne elettorali, ai siciliani di questo Parlamento che non legifera e non si capisce quello che fa, bene che vada, non interessa assolutamente niente.

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Anonimo 22 luglio 2008   08:25
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 luglio 2008. Visualizza »

In genere non si può dissentire dai commenti prevalenti fin'ora riportati; però dobbiamo pur dircelo, chi li ha eletti a nostra rappresentanza? Questa classe politica l'abbiamo selezionata noi con anni di voto dati a chi fa "il favore" e/o a chi promette di proteggere i nostri interessi "particolari" e/o di farci partecipi di un qualche "privilegio".

Duole dirlo (sono siciliano ed ho voglia e diritto di camminare a testa alta) questa classe politica riflette un "modo di vedere e di essere" molto diffuso fra noi.

 

scusami,ma il commento mi appare superficiale assai.Noi abbiamo votato quello che ci hanno "imposto",con le liste bloccate,liste preparate nelle camere "oscure".

Anonimo 21 luglio 2008   19:03

In genere non si può dissentire dai commenti prevalenti fin'ora riportati; però dobbiamo pur dircelo, chi li ha eletti a nostra rappresentanza? Questa classe politica l'abbiamo selezionata noi con anni di voto dati a chi fa "il favore" e/o a chi promette di proteggere i nostri interessi "particolari" e/o di farci partecipi di un qualche "privilegio".

Duole dirlo (sono siciliano ed ho voglia e diritto di camminare a testa alta) questa classe politica riflette un "modo di vedere e di essere" molto diffuso fra noi.

 

terrino 21 luglio 2008   15:11

i politici sono nel pallone come proposte politiche ed amministrative perchè hanno troppi amici (politici,boss, lacchè) in galera!!!

gpzeta 21 luglio 2008   15:03

Può darsi che l’informazione non le imbrocchi tutte, anzi è sicuro, ma che l’evanescente parlamento siciliano lavori poco e male si vede nella vita di ogni giorno dei siciliani. L’informazione veramente indipendente dovrebbero solo aiutare le persone a rendersi conto di questa situazione, e forse ancora non basta per aprire gli occhi alle persone sullo sfacelo che gli sta attorno, siamo un popolo rassegnato.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata in Lombardia funziona benissimo e senza bisogno di nessun tipo d’incentivo “concreto” se non quello del senso civico dei cittadini e delle loro amministrazioni. Quello che a noi siciliani manca, bisogna cominciare a lavorare anche sul fronte dell’educazione civica, sarà un lavoro duro.

Anonimo 21 luglio 2008   14:53
L'utente ha risposto al commento anonimo del 21 luglio 2008. Visualizza »

basta non tenere conto dell'affermazione delle 2 ultime righe.

Invece complimenti per questo  tentativo di rappresentare minuziosamente  una realta'

di gente che vive nelle nuvole

mentre la gran parte dei siciliani annaspa per sopravvivere.

può essere che hanno poche idee perchè tanti boss sono in galera????

Anonimo 21 luglio 2008   11:30
L'utente ha risposto al commento anonimo del 21 luglio 2008. Visualizza »

Lei si sbaglia di grosso! A me ne frega molto, glielo assicuro. Purtroppo la nostra autonomia è una brutta bestia, una chimera utile a mafia e borghesia siciliana, per non parlare dei nostri politici: delle me*** che cercano sempre più soldi e dalla Regione e dallo Stato Italiano. Voglio vedere come sarebbero messi di fronte a un'indipendenza siciliana...emigrerebbero tutti in Italia, sissignore!

Non è l'autonomia la "brutta bestia"! La brutta bestia sono i POLITICI FANNULLONI (Brunetta non ha nulla da dire?), che ritengono il mandato una carica onorifica e non un servizio alla comunità!

 

VERGOGNA, politicanti siciliani, VERGOGNA!

 

Anonimo 21 luglio 2008   09:15
L'utente ha risposto al commento anonimo del 21 luglio 2008. Visualizza »

Lei si sbaglia di grosso! A me ne frega molto, glielo assicuro. Purtroppo la nostra autonomia è una brutta bestia, una chimera utile a mafia e borghesia siciliana, per non parlare dei nostri politici: delle me*** che cercano sempre più soldi e dalla Regione e dallo Stato Italiano. Voglio vedere come sarebbero messi di fronte a un'indipendenza siciliana...emigrerebbero tutti in Italia, sissignore!

basta non tenere conto dell'affermazione delle 2 ultime righe.

Invece complimenti per questo  tentativo di rappresentare minuziosamente  una realta'

di gente che vive nelle nuvole

mentre la gran parte dei siciliani annaspa per sopravvivere.

Anonimo 21 luglio 2008   00:58

Lei si sbaglia di grosso! A me ne frega molto, glielo assicuro. Purtroppo la nostra autonomia è una brutta bestia, una chimera utile a mafia e borghesia siciliana, per non parlare dei nostri politici: delle me*** che cercano sempre più soldi e dalla Regione e dallo Stato Italiano. Voglio vedere come sarebbero messi di fronte a un'indipendenza siciliana...emigrerebbero tutti in Italia, sissignore!

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