Disegni di legge bocciati e accantonati, l’Assemblea siciliana stoppa il governo (e se stessa)
La maggioranza in panne, Cuffaro e Lombardo non si parlano da tre mesi

20 luglio 2008
Numero lettori 1008 Leggi i commenti 1 Inserisci un tuo commento

Lo stato dell’arte a Palazzo dei Normanni: 140 disegni di legge, tutti in lista d’attesa; quattro ddl d’iniziativa governativa ottengono la corsia preferenziale e finiscono nelle commissioni di merito. Con quale risultato? Il disegno di legge sulle isole minori è bloccato in Commissione, quello a favore delle vittime dell’incidente sul lavoro di Mineo è uscito dalla Commissione ed è pronto per l’Aula; la terza proposta governativa - norme di contabilità regionale - non è stato preso in considerazione dalla Commissione; la quarta iniziativa legislativa, risorse per il 118, bocciato in Commissione. Il governo aveva già provveduto alla proroga del servizio, quindi avrebbe voluto soltanto una copertura dell’Assembolea, la Commissione glielo ha negato.


E’ andata sicuramente meglio nelle precedenti legislature al tempo dello start-up: più ampia l’attività legislativa (otto leggi approvate) durante la gestione Micciché, del quale l’attuale Presidente Cascio ha recentemente ricordato la tendenza a competere con il Presidente della Regione in carica. Eppure l’esecutivo è riuscito a fare di meglio.

Al Poggetto

Lo start up dell’attuale governo avrebbe dovuto, perciò, contare – come lo stesso Presidente dell’Ars Cascio fa intendere, su una condizione più favorevole, ma non è andata così. Tre disegni di legge su quattro lo dimostrano in modo inequivocabile.


Che non ci sia alcuna voglia di agevolare il lavoro di Lombardo in questa fase appare abbastanza probabile, che sia stato mandato un messaggio al Presidente della Regione appare altrettanto probabile, come testimonia il disegno di legge per il mantenimento del servizio del 118. E’ vero, infatti, che il governo aveva già provveduto alla proroga del servizio e che cercava una copertura istituzionale con il disegno di legge, ma è altrettanto vero che in circostanze simili le Commissioni dell’Ars non hanno mai negato il placet.
L’atteggiamento della Commissione, lo si può ben dire, non è stato benevolo.
La bocciatura di una proposta legislativa del governo è un segnale inequivocabile. La consuetudine vuole che la proposta del governo “passi” in Commissione grazie al voto dei deputati della maggioranza anche quando non si condivide l’atto, se non si tratta di questioni di rilievo; prevale cioè la necessità di evitare la bocciatura, che non fa bene all’immagine del governo e della sua maggioranza.
Questo aspetto non è stato affatto curato dalla maggioranza in Commissione.
Si sarebbe potuto, al limite, accantonare la proposta governativa, invece si è preferito la bocciatura. Non solo, dunque, è stata fermata una iniziativa dell’esecutivo, ma si è voluto rendere pubblico un dissidio.
Chi ha assistito ai lavori della Commissione ha rilevato, come elemento sfavorevole al governo, l’assenza dell’assessore alla Sanità. Se il Governo ritiene che debba essere la maggioranza a togliere le castagne dal fuoco all’esecutivo – è questo il ragionamento – si sbaglia. Se poi crede di potere snobbare l’Assemblea, si sbaglia due volte.
Un avvertimento a Lombardo?
Probabilmente sì.
Ci sono sensibilità istituzionali di cui l’esecutivo dovrebbe tenere conto, sensibilità acuite dalla svolta epocale segnata dall’elezione diretta del Presidente della Regione che ha fatto perdere al Parlamento gran parte della sua forza contrattuale nei confronti del governo. Il galateo politico che guidava le relazioni Esecutivo-Legislativo è stato perciò messo in cassetto. Forse definitivamente. Accanto alle sensibilità “istituzionali” ci sono quelle politiche, ed una tensione all’interno della maggioranza ormai impossibile da nascondere. C’è un rapporto complesso fra MPA e UDC, e una dialettica “severa” all’interno del PDL: è inevitabile che non ci si “capisca” in Commissione.


L’Udc non ha affatto gradito la modesta attenzione del Presidente sulle richieste frgli assessortati durante la formazione del governo. L’UDC è stato penalizzato, è saltato un assessore (non uno qualsiasi, ma l’on.Dina, un personaggio assai influente), alla vigilia dato per scontato.
Insomma uno sgarbo oltre che un danno.


Totò Cuffario e Raffaele Lombardo non si parlano da tre mesi, o meglio si parlano per interposta persona. Una cosa inimmaginabile alla vigilia delle elezioni regionali. Cuffaro è stato determinante sia sulla candidatura quanto sull’elezione di Lombardo, e si sente mal ripagato se non addirittura tradito. Forse le sue aspettative potrebbero essere state eccessive in considerazione del fatto che Cuffaro non ha “creato” Lombardo, lo ha solo accompagnato per mano nella fase più importante della sua carriera politica; questo, tuttavia, non spiega compiutamente la “dìsattenzione” di Lombardo. Al quale viene addebitata una propensione ad ascoltare il Presidente del Consiglio piuttosto che i suoi amici siciliani fuori dalla maggioranza a Roma. Che si tratti di una motivazione debole è indubbio. Il peso politico del PDL in Italia ed in Sicilia è molto più forte di quello dell’UDC, la propensione sta nell’ordine delle cose. E l’amicizia, il giuramento di fedeltà, la gratitudine? Ma quando mai la politica ha concesso priorità a questi sentimenti?
Sarebbe errato, comunque, spiegare la fine del dialogo fra Cuffaro e Lombardo, con l’amicizia tradita. Le ragioni del cuore non sono nemmeno il corollario della “chiusura” del canale privilegiato. C’è ben altro, l’assessorato a Ilarda, per esempio, che era stato proposto da Cuffaro in una prima fase ed è poi diventato la causa di un “malinteso”.
I dettagli non li conosciamo e anche se li conoscessimo, non satrebbe di alcuna utilità riferirli.


C’è dell’altro fra MPA e UDC: l’Udc è maggioranza in Sicilia, opposizione a Roma. Cuffaro ha incalzato con straordinaria determinazione il governo nazionale sulle questioni siciliane, rimproverando a Lombardo in più circostanze un atteggiamento di sostanziale acquiescenza verso il governo Berlusconi, colpevole di avere spostato altrove risorse siciliane e di avere deliberato in Consiglio dei Ministri in assenza del Presidente della Regione, contrariamente alle norme statutarie. Cuffaro è stato implacabile, al punto da rubare la scena all’opposizione PD in Sicilia, apparsa sbiadita nelle grandi questioni.
Tornando alle proposte legislative di iniziativa governativa, va segnalata l’approvazione del disegno di legge a favore dei familiari delle vittime dell’incidente sul lavoro a Mineo. Si tratta di un disegno di legge di un solo articolo, sul quale c’è unanimità di consenso in Parlamento. Non può perciò star dentro la dialettica maggioranza-opposizione o governo-Parlamento e non fa testo.
Il modesto peso del governo nell’attività parlamentare si traduce in inattività. L’Assemblea, volente o nolente, viene coinvolta.

Segnala ad un amico
Anonimo 21 luglio 2008   07:00

il ddl delle vittime di Mineo ha la natura di dubbia costituzionalità, tanto da far ricredere attraverso dichiarazione rese ad altri quotidiani anche chi l'ha votato, nulla in contrario per qualsiasi provvedimento in favore di queste vittime,  non so fino a che punto bisogna si possa essere orgogliosi di aver esitato un simile provvedimento.

Ricevi il Giornale

Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai il quotidiano online gratuitamente

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
Altre notizie