Bossi accoglie le proposte del PD sul federalismo, ma sbeffeggia l'inno di Mameli e attacca i professori meridionali

20 luglio 2008
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Apre al Pd e sbeffeggia l'inno di Mameli. Poi se la prende con "i professori che non vengono dal nord". Umberto Bossi arriva al congresso della Liga Veneta-Lega Nord e usa toni concilianti verso i democratici: "C'è spazio, siamo pronti ad accogliere le proposte del centrosinistra sul federalismo. Da parte nostra non ci sarà una chiusura al Pd e a Veltroni". Parole che arrivano dopo che ieri il Senatur aveva dichiarato la sua piena sintonia con Silvio Berlusconi sulla riforma della giustizia. Con cui, oggi, non si è ancora sentito: "Mi sembra abbia altro da fare in questo momento". 

Poi Bossi sale sul palco e arringa i delegati. Il primo affondo, accompagnato da un inequivocabile dito medio alzato, è contro l'inno di Mameli: ""Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L'Inno dice che 'l'Italia è schiava di Roma...', toh! dico io". Secondo affondo contro lo Stato "fascista": "E' arrivato il momento, fratelli, di farla finita". 

Al Poggetto


Poi tocca al federalismo. Il leader del Carroccio si dice favorevole alla perequazione tra le regioni più ricche e quelle più povere. Ma con criteri diversi da quelli attuali: "Deve essere una perequazione giusta, non come è adesso, dove chi più spende più ha soldi dallo Stato. E' una truffa, è uno schifo". 

Capitolo scuola. Per Bossi è ora di dire basta "al far martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord. Un nostro ragazzo è stato 'bastonato' agli esami perché aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo". Quindi Bossi chiama al suo fianco la parlamentare leghista Paola Goisis, della commissione Cultura della Camera, che rilancia: "Gli studenti italiani sanno tutti i sette re di Roma ma non sanno neppure un nome di un doge della Repubblica Serenissima". Di grande effetto anche la tirata sul Lombardo-Veneto che "ha la forza di battere chiunque, di abbattere gli Stati e forse sarà necessario farlo. Ogni volta che il Lombardo-Veneto si è unito, ha vinto".

Fonte: repubblica.it
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Anonimo 21 luglio 2008   21:46

Arrivati a questo punto mi appello ai parlamentari meridionali - soprattutto della maggioranza - di far sentire la loro voce , perchè non possiamo  piu' tollerare  queste parole e questi gesti.

gpzeta 21 luglio 2008   19:44
L'utente ha risposto al commento anonimo del 21 luglio 2008. Visualizza »

Sono un'insegnante siciliano indignato e offeso dalle affermazioni del sig Bossi cafone e ignorante. Vergogna! non ho altre parole. E' la vergogna di questa nazione! Spero il Presidente si renda conto della gravità di questi segnali. Grazie.

 

 

A quale presidente è rivolto il suo doloroso appello? Una presidenza in Italia non si nega a nessuno.

Anonimo 21 luglio 2008   17:34

Sono un'insegnante siciliano indignato e offeso dalle affermazioni del sig Bossi cafone e ignorante. Vergogna! non ho altre parole. E' la vergogna di questa nazione! Spero il Presidente si renda conto della gravità di questi segnali. Grazie.

 

 

gpzeta 21 luglio 2008   16:18

Il ragazzo "bastonato" che ha presentato la tesina su Carlo Cattaneo è uno dei figli dello stesso Bossi che per due anni consecutivi non ha superato l'esame di maturità (corriere della sera). Un geniaccio che segue gli stessi insuccessi scolastici di cotanto genitore

Anonimo 21 luglio 2008   15:19

<B>Dite a quell'ignorante del Bossi che: - dov'è la Vittoria che CHIAVA DI ROMA iddio la creo'_ si riferisce alla DEA VITTORIA, la dea fu schiava per volere divino.<B>

Anonimo 21 luglio 2008   11:11

Anch'io sono meridionale. Vorrei sempre essere orgogliosa di essere siciliana, ma l'aria che tira dappertutto non me lo consente appieno. Sono un'ex insegnante del Lombardo-Veneto (ma non si parlava di Padania?) e, per colmo, mi sono laureata con una tesi su CARLO CATTANEO.  Sarò per questo"graziata" o sono comunque una "disgraziata"?

Qualcuno mi dica.

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