Lombardo incontra Berlusconi e annuncia l’agenda del Premier: giustizia, federalismo fiscale, fiscalità di vantaggio per la Sicilia e Ponte sullo Stretto.

18 luglio 2008 00:37
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Berlusconi, ormai, ha un solo pensiero, la giustizia.

Vuole riformarla e non si sa come e fino a che punto. Anche i suoi alleati stanno con il fiato sospeso. I leghisti sono i più preoccupati perché temono che questa determinazione e questa scelta finiscano con il nuocere al loro progetto, il federalismo fiscale. E’ per quello che lavorano da quando sono nati ed ora il Premier si sta mettendo di traverso, magari senza volerlo, solo perché la sua agenda sente “emotivamente” una sola questione, voltare come un guanto la magistratura.

 

Visto come stanno le cose, non c’è da stare allegri. L’economia è allo sfascio e meriterebbe certo la prioprità: i prezzi alle stelle, i mutui che crescono come il lievito del pane, la benzina che costa quanto lo spumante e i generi alimentari, specie quelli di prima necessità, che fanno balzi in avanti dall’oggi al domani. Ma lui, non toglie lo sguardo dai magistrati.

Ha dedicato un po’ di tempo al presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ieri. E Lombardo, alla fine dell’incontro, non ha potuto che dire ai giornalisti: che “il presidente del Consiglio vuole con forza una riforma del sistema giudiziario. C'é una forte volontà del premier, orami la discussione è in dirittura d'arrivo..."
 

 

Che le cose stiano effettivamente così, lo si è appreso proprio nella mattinata di ieri, quando Berlusconi ha deto chiaro e tondo ai leghisti che o si fanno le due cose insieme o non non se ne fa nessuna. Quali “due cose”? Riforma della giustizia e federalismo fiscale.
 

Calderoli si è fatta una risata, ma c’è poco da ridere. Per la prima volta, il premier ha battuto i pugni sul tavolo con la Lega.  Ma torniamo all’incontro di Lombardo con il Premier.


Lombardo ha aggiunto qualcos’altro, che modifica in modo sostanziale le anticipazioni del Premier. Quando avrà concluso con la giustizia, spiega il leader dell'Mpa, verrà il federalismo fiscale, "di cui parleremo con Calderoli, per fare in modo che venga inclusa nel progetto la nostra proposta di 'fiscalita'' di vantaggio per le nuove imprese e per gli investimenti nelle aree disagiate, a partire dal Sud".

 

Insomma il federalismo fiscale leghista sta bene al governatore siciliano. Quindi, le preoccupazioni di alcuni esperti, non sono da prendere in considerazione? Mah, la sensazione è che si stia entrando in un tunnell e che non si veda la luce in fondo.

 

C’ ancora dell’altro e riguarda il Ponte sullo Stretto. “Per partire con il progetto per il Ponte sullo Stretto di Messina, ha affermato Lombardo, arriveranno "trecento milioni di euro entro novanta giorni. Il progetto per il ponte passerà alla fase esecutiva nei prossimi novanta giorni", ha spiegato Lombardo, “grazie alle risorse che arriveranno dal maxi-emendamento alla manovra economica che prevede una riorganizzazione delle risorse per
le aree svantaggiate".

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Anonimo 06 agosto 2008   16:10

 

Riporto un articolo pubblicato su L’Unità a firma di Vincenzo Cerami.

Perché questo governo, con sfacciataggine, ha redatto la sua manovra economica girando le spalle al Sud, visto che è stato proprio il Sud a regalare alla destra la vittoria? Basta pensare al pieno di voti fatto in Sicilia. Davvero i meridionali hanno creduto alle belle parole elettorali? Sono state promesse di marinaio e loro neanche se ne sono accorti. A loro si può promettere di tutto, impunemente: tanto hanno sempre votato per chi li ha turlupinati e vessati. Per la destra sono voti sicuri, comunque. Anzi, sono più sicuri se continuano a chiedere l’elemosina alla politica. Si sa, una grande parte delle schede elettorali sta in mano alla malavita organizzata, alla quale giova il degrado civile, morale, culturale e ambientale di quelle terre. Possiamo essere più che certi: i presidenti delle regioni, delle province e dei comuni, di fronte agli scempi della finanziaria faranno finta di niente.

Quando Bossi ha tirato violente bordate contro i docenti meridionali che insegnano al Nord, loro hanno messo la coda tra le gambe e non hanno aperto bocca. Prendo occasione da questa storica tragedia nazionale per dire a quei meridionali che non sono ancora scappati al Nord, di non essere troppo severi con i loro miseri concittadini, ridotti a carne da macello dall’ignoranza in cui sono strategicamente tenuti. E’ difficile per loro scegliere tra un pezzo di pane e un minimo di dignità. L’escogitare del disperato non ha mai fine, ma i cittadini del Sud subiscono e basta, con l’antica pazienza dei rieletti, vendono il loro voto e la loro anima per un piatto di lenticchie, poi, fino alle prossime elezioni prendono solo bastonate. E non dicono niente.

Sarebbe bene che i meridionali che amano la loro terra provassero a smuovere nei cuori dei loro compaesani, ingenuamente complici dei carnefici, l’amor proprio e l’orgoglio che sono antico patrimonio della cultura mediterranea. Si può tenere la schiena dritta e la testa alta, anche con le pezze al culo. Capisco che è difficile comunicare con chi non può ascoltare. Nel Sud si legge pochissimo, sia libri che giornali. Al massimo ci si informa grazie alla televisione, che purtroppo è tutta nelle mani dei loro persecutori. Tuttavia è necessario risvegliare negli schiavi il sentimento di riscattto civile e morale che certamente sopravvive in una cultura antica e nobile.

Bossi tratta i meridionali da analfabeti morti di fame, fa finta di ignorare che la cultura meridionale non ha pari in tutta Europa, per prestigio e spessore. Altro che Padania. Chi scrive è autorizzato a trattare la questione con toni così decisi e dolenti perché ha un padre siciliano e una madre pugliese. Si sente fratello anche del più umiliato dei meridionali. Abbiate pietà di lui. Abbiate pietà della Sicilia.

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