Da Roma arriva il primo attestato di fiducia all'operato dell'assessore regionale alla Sanita' della Sicilia, Massimo Russo, ma rimane forte il rischio del commissariamento. L'esame definitivo del piano di rientro, infatti, e' stato rinviato al 10 ottobre, proprio per consentire alla nuova Amministrazione regionale di completare il lavoro iniziato e riscontrare l'efficacia delle misure adottate. E' il risultato del tavolo per la verifica dei piani di rientro che si e' svolto oggi a Roma, al ministero dell'Economia. "E' la notizia che attendevo - ha commentato l'assessore Russo - e che ci da' nuova energia per andare avanti in un lavoro complesso, ma al tempo stesso esaltante. Resta pero' il fatto che le criticita' del sistema sanitario siciliano sono ancora enormi. Per troppi anni la politica ha assunto decisioni non in linea con le necessita' di rigore e adesso siamo costretti a un'affannosa corsa verso un obiettivo che resta molto difficile''.
''Il rischio di un commissariamento non e' per nulla superato - puntualizza l'ex magistrato - la situazione di emergenza continua, ma siamo nelle condizioni di riuscire a rispettare gli impegni. Nei prossimi tre mesi porteremo a compimento i nuovi atti di programmazione che consentiranno alla sanita' siciliana di uscire dalla crisi".
"Quello di oggi e' solo un punto di partenza - aggiunge Russo - Occorre avviare una stagione di confronto e dialogo con tutti gli attori del sistema, ai quali si chiede grande senso di responsabilita' per adottare scelte difficili che vanno in direzione di una vera e propria riconversione del sistema. Scelte che - conclude - devono essere condivise non soltanto al piu' alto livello di responsabilita' politica e istituzionale, ma anche dalle comunita' locali interessate. I tetti di spesa sono necessari e non e' piu' possibile prevedere il pagamento degli extra budget".
Il commissariamento avrebbe comportato un aumento dell'aliquota Irap e dell'addizionale Irpef, la mancata attivazione del cosiddetto "fondino" che concorre al ripiano del deficit e la mancata definizione del prestito di 2 miliardi e 800 milioni di euro previsto per il pagamento delle spese pregresse, oltre al congelamento dei crediti che la Regione siciliana vanta, sulla quota a carico dello Stato, in relazione al fondo sanitario regionale. Oggi a Roma sono state analizzate le singole voci del piano di rientro. Sono state accertate "numerose inadempienze" da parte della precedente Amministrazione regionale, che entro il 2007 avrebbe dovuto porre in essere dei provvedimenti per la riduzione del deficit.
In particolare, il tavolo tecnico ha sottolineato i mancati interventi in relazione alle seguenti voci: fissazione dei tetti di spesa ai laboratori di analisi, ai convenzionati esterni e alle cliniche private; razionalizzazione della rete ospedaliera; la riqualificazione e la nuova impostazione di sistema del servizio di emergenza e urgenza 118 e la riduzione delle strutture dirigenziali presso le aziende sanitarie. Tutti temi gia' affrontati dall'Assessorato alla Sanita' in queste settimane con le organizzazioni di categoria.