L’Assemblea regioonale siciliana ci ha abituato a tante cose, ma non finisce mai di stupircii. Riesce ad uscire dall’anonimato quando meno te lo aspetti.
Mentre discetta dell’autobus per le riprese esterne della Rai dirottato maldestramente a Milano – di sicuro per volontà dei soliti leghisti che fanno il bello ed il cattivo tempo – e ne approfitti per prendere un caffè, capita che tornando in Aula vedi ed ascolti i deputati impegnati su temi internazionali che pongono il Parlamento regionale al centro dell’attenzione planetaria.
Con una felice intuizione ed a causa di una fortunata circostanza, l’Assemblea ha approvato infatti all’unanimità un ordine del giorno con cui viene chiesta l’assegnazione del Premio Nobel per la pace alla signora Betancourt, liberata pochi giorni fa, dopo anni di prigionia in mano ai guerriglieri delle Farc.
La proposta non l’aveva ancora fatta nessuno, nemmeno i francesi che tanto hanno patito per la sorte della coraggiosa donna, probabilmente a causa del fattoi che sono ancora impegnati nei festeggiamenti per il “ritorno”.
“Poche ore dopo aver presentato l’appello per la liberazione in Assemblea”, ha spiegato Antonello Cracolici, capogruppo parlamentare PD– “si è diffusa la notizia del blitz dei colombiani. Per questo ho chiesto di ‘aggiornarne’ il contenuto e impegnare il nostro parlamento a sostegno dell’assegnazione del Nobel ad Ingrid Betancourt. È un atto certamente simbolico – ha concluso il presidente del gruppo PD - ma a mio parere doveroso da parte della nostra istituzione regionale”.
Il blitz delle squadre speciali colombiane ha beffato i carcerieri, ridato la libertà all’ostaggio e reso inutile l’appello, ma Antonello Cracolici ha avuto l’intuizione giusta: l’appello è stato immediatamente riciclicato: invece che la liberazione, l’assegnazione del Premio Nobel. L’idea, assai felice, è stata condivisa, e non avrebbe potuto essere altrimenti, perché avrebbe legato alla storia della Sicilia la Betancourt e la Betancourt alla storia della Sicilia.
“Il parlamento siciliano sia fra le prime istituzioni a sollecitare l’assegnazione del premio Nobel per la pace ad Ingrid Betancourt”, aveva invocato il capogruppo PD, incassando il plauso generale. Sui tavoli dellle cancellerie di mezzo mondo potrebbe già trovarsi l’ordine del giorno siciliano. A Stoccolma e a Washington si è già registrata un’eco favorevole all’iniziativa. Il Presidente Sarkozy e il suo collega colombiano, Alvaro Uribe, sono stati favorevolmente impressionati dalla tempestività e dalla sensibilità del Parlamento siciliano.
L’iniziativa, si commenta, sfata la leggenda che dalla Sicilia arrivino solo padrini e buoni soggetti per i film di Hollywood. Essa ridà ossigeno alla Regione, provata dagli attacchi leghisti (il bus Rai è una prova della durezza della contesa) e permette alla Sicilia di respirare un’aria internazionale alla quale peraltro ha diritto.
Negletta e dimenticata, colonizzata e sbeffeggiata, indicata come il granaio di Roma prima ed il serbatoio di voti berlusconiani dopo, la Sicilia trova finalmente le ragioni del riscatto.
L’appello approvata nel corso della memorabile seduta dell’Ars potrebbe dare l’avvio ad una serie di iniziative collaterali: seminari, convegni, tavole rotonde, gemellaggi, scambi di scolaresche, master e giornate di studio dedicate alla proverbiale amicizia della Sicilia con la Colombia, che il cartello di Medellin colombiano, per un breve triste periodo, ha oscurato concedendo visibilità ai patti fra famiglie mafiose.
Le manifestazioni potrebbero costituire un contenitore appropriato per riflettere sui figli della Sicilia, assurti alle masime cariche dello Stato, e dare una seconda chance alla Fondazione Federico II, provata da sfortunate circostanze che la privano di risorse, e la additano ingiustamente come esempio irripetibile di cattiva amministrazione.
Ingrid Betancourt ancora non ne sa niente, ma darà il via ad un anno di buone relazioni fra i popoli del Mediterraneo e quelli del Centro America e ad una serie di eventi culturali diurante i quali si metterà l’accento sul ruolo della Sicilia, come ponte fra le civiltà occidentale e araba – un ponte su cui c’è accordo – e sul ruolo della Colombia nel Centro America fra Chavez e Bush.
L’Italia non rimane estranea alla vicenda, tutt’altro. Sia il Presidente Uribe quanto il Presidente Berlusconi hanno qualche problema con la giustizia, ma sono entrambi amati: il primo ha sconfitto i gueriglieri, il secondo si avvia a cancellare la monnezza napoletana.
Grazie a queste circostanze, lo sforamento siciliano nel campo internazionale viene guardato con indulgenza e simpatia dal Ministero degli Esteri, generalmente severo verso le regioni che assumono iniziative internazionali.
Sempre nell'ottica di dare una maggiore visibilità esterna alla Sicilia sarebbe opportuno ora dare subito la cittadinanza siciliana a Reinhold Wurth (come peraltro mi pare fosse già stato peannunciato) e dargliela in pompa magna. Infatti, il Wurth ha proceduto al restauro della Cappella Palatina pur nella consapevolezza dello splendido momento europeo, che fu la specialissima sintesi siculo-normanno-sveva. Quale migliore occasione, oggi che si blatera tanto di Europa, per ricordare che l'ultimo tentativo di realizzare un grande Stato Europeo risalì Lo Stivale dalla Sicilia (senza bisogno di ponti).
Pur essendo lodevole quanto ha fatto l'assemblea della Regione Siciliana per la Betancourt, sarebbe stato meglio e certamente più lodevole se l'Assemblea avesse fatto qualcosa di concreto per i sudditi siciliani.........................
Finalmente il parlamento piu` antico del mondo si e` risvegliato dal suo sonno profondo. Allora andiamo presto verso l'attuazione totale dell'autonomia della nazione Siciliana!!!!!!
Trovo molto positiva l'iniziativa, il Parlamento siciliano dovrebbe quanto più possibile industriarsi per acquisire una evidenza internazionale, anche attraverso questa strada ci si può opporre al tentativo di isolamento politico della Sicilia, di cui parla Massimo Costa nel suo ottimo intervento su questo stesso portale e che purtroppo non ritrovo più, almeno mi pare, tra le notizie in evidenza e per cui riporto, in ogni caso, il relativo link