Il giorno dopo la manifestazione di piazza Navona resta alta la polemica intorno agli attacchi lanciati da Sabina Guzzanti e da Beppe Grillo al presidente della Repubblica e al Papa. Una condanna trasversale, che in serata porta Pd e Idv sull'orlo della rottura e si accompagna a quella della Chiesa, contro le esternazioni dei due comici. E c'è un piccolo mistero intorno a Sabina Guzzanti. Il suo sito è risultato non raggiungibile per tutta la giornata. "Abbiamo subìto l'attacco di un hacker" dicono gli organizzatori.
Dopo una giornata di critiche e dissociazioni dai toni e dagli argomenti usati in piazza Navona, Walter Veltroni dice a Matrix che "dopo ieri molte cose cambiano, perché ciascuno risponde di quello che fa. La nostra era solo un'alleanza elettorale e poi per fare un gruppo parlamentare unico. La vita è così: bisogna essere in due". E ancora: "Lo dico nettamente, una sinistra riformista e un'opposizione alternativa di governo non va in una piazza dove si ascoltano le follie di ieri, come gli attacchi al Papa e al Quirinale".
Il segretario del Pd rivendica la sua scelta di non esserci, anche se ripete che "una norma che metta al riparo le alte cariche dello Stato per reati commessi prima dell'esercizio della loro funzione non esiste in nessun paese europeo". Ma - sottolinea - "l'opposizione che urla in piazza si oppone "a chiacchiere, perchè le parole sono parole, mentre i fatti li abbiamo fatti noi. Come sul decreto Rete 4 e sulle intercettazioni, e come speriamo di fare sul blocca-processi". Insomma, per il leader democratico dalla piazza, ieri, "è stato fatto il più bel regalo a Berlusconi".
L'intervento di Veltroni arriva dopo una lunga giornata di polemiche e "dissociazioni". Dopo Furio Colombo, è la volta di Rita Borsellino che ieri era intervenuta telefonicamente dal palco: "Un'occasione persa".
Da Tokyo attacca Silvio Berlusconi. "Di spazzatura mi occupo solo a Napoli. Lasciamo stare, un 'de minimis', si illustrano da soli" taglia corto il premier. Chi invece chiama in causa gli organizzatori della manifestazione e in particolare Antonio Di Pietro è il presidente della Camera Gianfranco Fini che bolla Grillo e la Guzzanti come "esibizionisti" e dopo attacca "quegli uomini politici che adesso si dissociano, ma che hanno dato modo a questi personaggi di dar corso a queste espressioni di cui oggi tutti sottolineano la gravita". Un chiaro riferimento ad Antonio Di Pietro che ribatte: "Guardare soltanto le sbavature e non vedere il lago di immoralità e di illegalità che all'interno delle istituzioni commettono coloro che devono governare, vuol dire ancora una volta 'guardare il dito perche' si ha vergogna di guardare la luna di cui si fa parte". Ma l'ex pm deve fronteggiare anche gli affondi del Pd che, per bocca di Marina Sereni, parla di "lacrime di coccodrillo". Mentre Marco Follini chiede un "taglio netto" con l'ex pm.
La condanna e la solidarietà passano anche per i palazzi della politica. "Nessuno può condividere le ingiurie ascoltate ieri sera, ed è dovere di tutti condannare le parole usate e coloro che le usano con intento distruttivo nelle piazze" dice il presidente del Senato, Renato Schifani, aprendo la seduta a palazzo Madama. Mentre il ministro della Cultura, Sandro Bondi ricorda "il difficile, equilibrato, sapiente lavoro politico per ricostituire le basi del dialogo politico del nostro paese" fatto da Napolitano.
Duri i toni della Sir, l'agenza di stampa della Conferenza episcopale italiana, per la quale le offese rivolte ieri al Papa dal palco di piazza Navona "nascono e crescono" in una palude di "menzogna e ignoranza" alla quale la "coscienza laica" del paese si ribella. "Trasformare una manifestazione pubblica di dissenso su importanti scelte politiche in un'occasione per insultare e offendere altri con toni di inconcepibile volgarità non può e non deve essere considerata un'espressione di democrazia e, quindi, neppure di intelligenza", scrive l'agenzia. Anche l'Avvenire, con un corsivo intitolato 'Mai così in basso', critica gli attacchi al Papa definendoli "solo squallida spazzatura". Asciutta la reazione del Vicariato di Roma: "Quanto avvenuto non merita ulteriori commenti". Nel frattempo il sito internet di Sabina Guzzanti non risulta raggiungibile.
Alla Vigilanza il caso Orlando. Dopo i fatti di ieri si rilancia la polemica sulla elezione dell'ex sindaco di Palermo alla presidenza della commissione di Vigilanza sulla Rai. L'organismo è convocato per domani, e il Pdl attacca: per Gasparri "non ci sono le condizioni, perché il partito di Di Pietro sobilla il popolo", e così la pensa anche Giorgio Lainati di Forza Italia. L'Udc è alla finestra, e dice che "spetta alla maggioranza, nel caso, dire no". E il Pd, che finora aveva speso il suo nome, sembra ora molto più freddo: "Qualche parola dell'on. Leoluca Orlando a difesa del Partito democratico - dice Morri - ce l'aspettavamo. Ma non disperiamo, si sarà trattato certamente di una dimenticanza".