Gasparri accusa i magistrati di favorire la mafia boicottando il regime di carcere duro per i boss. "Parole deliranti", ribatte il Presidente della Camera penale, Roberto Tricoli, vicino ad AN.

09 luglio 2008
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 "La delirante dichiarazione del capogruppo al Senato del Pdl lascia sconcertato chiunque abbia a cuore il funzionamento della giustizia, le garanzie e l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e la sicurezza della collettività ". Lo affermano l'avvocato Roberto Tricoli, presidente della Camera Penale di Palermo e il vice presidente vicario Nino Rubino, commentando le dichiarazioni di Maurizio Gasparri sul 41 bis, il carcere duro, tolto da giudici del tribunale di Sorveglianza ad alcuni boss mafiosi.

"E' inaccettabile - dicono Tricoli e Rubino - il sillogismo secondo cui chi applica la legge è per ciò solo complice dei mafiosi. Non si comprende il nesso tra il dibattito sulla funzione e l'applicazione del 41 bis, il cui giudizio di costituzionalità è al limite, e quello relativo ad una presunta politicizzazione dei magistrati contro una parte politica".

"I temi della sicurezza e delle garanzie - concludono - sono temi troppo delicati per essere affrontati con facili battute o con provvedimenti affrettati, che più che all'interesse collettivo, guardano a precisi interessi personali. Con il dramma della detenzione non è lecito essere superficiali".

"Di delirante ci sono solo le parole di una persona che porta impropriamente un cognome onorato a Palermo. L'amicizia per la famiglia Tricoli ed il ricordo caro che porto di Marzio e di Pippo, di cui ho conosciuto il rigoroso impegno antimafia, mi consentono di non replicare con astio alle parole ridicole di chi porta indegnamente un cognome più che rispettato": è la controreplica del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, alle affermazioni del presidente e del vicepresidente della Camera penale di Palermo che hanno definito "deliranti" le affermazioni di Gasparri sulle responsabilità dei magistrati di sorveglianza nelle misure di revoca del carcere duro per alcuni mafiosi.

"I magistrati che stanno sabotando il 41 bis - ha insistito Gasparri - stanno favorendo la mafia. Di questo ho avuto modo di parlare anche con il ministro della Giustizia Alfano, con il quale abbiamo convenuto sulla necessità di introdurre ulteriori norme che impediscano ad alcuni togati di dare un immeritato premio ai capi delle cosche. Questo non è delirio. E' quel rigore nella lotta alla mafia che ho praticato e condiviso con grandi personaggi come Pippo e Marzio Tricoli, miei e mai dimenticati amici".

Fonte: ansa
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