Il Presidente dll’Ars getta acqua sul fuoco ed esprime auspici più che certezze, che cioè Calderoli non possa disconoscere la validità dello Statuto siciliano, al punto da cassarne alcune norme. Ma si tratta di una difesa d’ufficio “preventiva” più che un giudizio successivo ad un accertamento dei fatti.
Nei giorni scorsi l’ex Presidente della Regione, Cuffaro, aveva sparato a zero contro il Governo nazionale che aveva fatto saltare addirittura la Corte dei Corti, prevista dallo Statuto siciliano. Cuffaro se l’è presa anche il governo regionale, al quale ha addebitato l’assenza in questa circostanza. La protesta di Lombardo, ha detto Cuffaro, è arrivata tardi e non è apparsa efficace.
''Io credo che il nostroStatuto, realmente, non sia stato mai davvero a rischio. Ritengo chequesta polemica estiva sia nata sulla scia di una disattenzione diqualche zelante funzionario ministeriale. Io non credo che Calderoli,consapevolmente, avesse potuto disconoscere la valenza costituzionaledel nostro Statuto''. Lo ha detto il presidente dell'Ars, FrancescoCascio, oggi a Catania, in merito alla presentazione avvenuta ieri diun emendamento per l'abrogazione di alcune norme contenute nel decreto'Taglia leggi', che avrebbero 'leso' l'autonomia statutariadell'Isola, dal parte del ministro per la semplificazione legislativa,Roberto Calderoli. Alla domanda sulla 'produttivita'' dell'Assemblea regionalesiciliana, Cascio ha risposto: ''Credo che nelle ultime duelegislature, l'Ars, non abbia dato il meglio di se'. Ritengo altresi'che un'istituzione insediatasi il 23 maggio scorso -ha concluso- debbaessere messa alla prova prima di essere giudicata''.
Il vulnus allo Statuto è già avvenuto allorchè il CdM adottò il provvedimento ICI utilizzando risorse finanziarie destinate al Mezzogiorno e in particolare alla Sicilia ,in assenza del Presidente della Regione siciliana.
E' spiacevole che il Presidente dell'ARS dichiari quanto riferito .I tentativi di omologazione dello Statuto autonomistico siciliano a quelli delle regioni ordinarie ci sono stati e consapevolmente messi in atto . Alcuni sono riusciti altri solamente rinviati. L'impegno maggiore e più qualificante dei rappresentanti istituzionali della Regione è :presidiare senza distrazioni la "specialità"dello Statuto .Ciò dovrebbe farlo il Commissario dello Stato ma una dubbia prassi interpretativa gli ha sottratto questo dovere costituzionale . Una battaglia politico giuridica andrebbe fatta anche in questo caso per ripristinare i pieni poteri del Commissario dello Stato che sono quelli di rispettare e far rispettare la norma costituzionale e quindi anche lo statuto siciliano che è parte integrante della Costituzione .
Sono presidente del consiglio comunale di Misterbianco, un paese di 49.000 ab. a ridosso della città di Catania, ho sempre pensato che lo Statuto siciliano , è stata una grande conquista dei nostri padri , proprio sessant'anni fa e come tutte le conquiste teoriche , per diventare pratiche è necessario che maturino i tempi e che gli uomini rappresentanti dell'Istituzione non dimentichino, presi da impegni più contingenti, questo Loro dovere: "VIGILARE,PROPORRE E DISPORRE".
Sono certa che il Presidente Cascio sia al posto giusto e saprà far valere questa prerogativa.
Personalmente, da un pò di tempo , penso , poichè sono anche dirigente scolastica , che qualcosa si debba fare con le giovani generazioni,alle quali si parla tanto di Costituzione italiana ( a dovere) e poco di statuto siciliano.
Mi piacerebbe proporre un progetto in rete fra più comuni, affinchè i giovanissimi ( quinte elementari e Medie) riflettano su questa grande opportunità che va fortemente difesa. PRESIDENTE MI AIUTA?
Il vulnus allo Statuto è già avvenuto allorchè il CdM adottò il provvedimento ICI utilizzando risorse finanziarie destinate al Mezzogiorno e in particolare alla Sicilia ,in assenza del Presidente della Regione siciliana.
E' spiacevole che il Presidente dell'ARS dichiari quanto riferito .I tentativi di omologazione dello Statuto autonomistico siciliano a quelli delle regioni ordinarie ci sono stati e consapevolmente messi in atto . Alcuni sono riusciti altri solamente rinviati. L'impegno maggiore e più qualificante dei rappresentanti istituzionali della Regione è :presidiare senza distrazioni la "specialità"dello Statuto .Ciò dovrebbe farlo il Commissario dello Stato ma una dubbia prassi interpretativa gli ha sottratto questo dovere costituzionale . Una battaglia politico giuridica andrebbe fatta anche in questo caso per ripristinare i pieni poteri del Commissario dello Stato che sono quelli di rispettare e far rispettare la norma costituzionale e quindi anche lo statuto siciliano che è parte integrante della Costituzione .