- "Al momento ci sono le dichiarazioni del governo e niente di più". Lo ha detto il presidente di Impregilo, Massimo Ponzellini, a chi gli ha chiesto se vi sono novità per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina.
"La situazione - ha spiegato il presidente del general contractor a margine di un incontro presso la Camera di Commercio di Milano - è proprio quella di prima, nel senso che c'é un contratto e va rideterminato nei contenuti e nei tempi, e ancora non siamo stati chiamati a rinegoziarlo, a rivederlo". Ponzellini, durante il seminario sugli sviluppi delle relazioni economiche tra Libia e imprese italiane, ha ricordato la firma di un contratto nel Paese nordafricano per la costruzione di tre università nella Sirte, con la nascita di una joint venture che vede impegnata al 60% Impregilo e al 40% il governo libico. Il contratto ha un valore di circa 430 milioni di euro e prevede 30 mesi per lo sviluppo delle infrastrutture.
Ma perchè Impregilo, allo stato, non insiste per una immediata conversione del problematico (sotto tanti punti di vista) ponte in una più agevole commessa per la stesura e realizzazione di un progetto infrastrutturale completo (stradale, ferroviario, portuale e aereoportuale) per la Sicilia. La realizzabilità sarebbe più piana e immediata, l'utilità più facilmente comprensibile per tutti, i cantieri riguarderebbero omogeneamente un po' tutta la Sicilia e i soldini (anche quelli europei) giungerebbero subito e, credo, anche assai. E appoi o ponti si pensa!
a che serve il ponte?
a chi serve il ponte?
Forse perché per la (non) realizzazione di un piano infrastrutturale non ci sono scuse: ferrovie, porti, strade, aeroporti sono tecnologia consolidata. Nel caso di un ponte come quello sullo Stretto, tecnologia tutta da scoprire, si possono drenare finanziamenti giustificandoli con la necessita' di studi tecnologici, senza bisogno di posare una sola pietra o rotaia che sia.
Quello che dici è forse vero, anche perchè quello che dice Ponzellini in ordine alla necessità di ridefinizione nei contenuti e nei tempi del contratto relativo al ponte è assai strano, anche dal punto di vista legale. Se si deve ridefinire tutto, va rifatta la gara d'appalto, qui non siamo in una contrattazione privata. Ho avuto modo di rileggere da qualche parte le motivazioni con cui le cordate straniere abbandonarono la gara d'appalto del ponte, lasciando pressoché da sola Impregilo. Con il dovuto bon ton, esse ebbero tuttavia a dire che erano troppo alti i rischi legali, GEOLOGICI, TECNICI ed economici. Mi pare che ci sia veramente da pensare, un'opera pubblica che si presenta con questo biglietto da visita veramente non s'era mai sentita. Ciò che comunque più spiace e disarma, se la tua ipotesi fosse corrispondente alla realtà, è la totale leggerezza, se non si vuole pensare a connivenza o complicità, della classe politica siciliana. Fare della Sicilia ostaggio di un'opera, che in ogni caso si preannuncia "sperimentale" è un vero e proprio delitto, di cui si assumono ogni responsabilità tutti quanti la stanno enfaticamente pompando. Ma il tempo e galantuomo e la verità verrà prima o poi a galla, personalmente ritengo tra non molto.
Ma perchè Impregilo, allo stato, non insiste per una immediata conversione del problematico (sotto tanti punti di vista) ponte in una più agevole commessa per la stesura e realizzazione di un progetto infrastrutturale completo (stradale, ferroviario, portuale e aereoportuale) per la Sicilia. La realizzabilità sarebbe più piana e immediata, l'utilità più facilmente comprensibile per tutti, i cantieri riguarderebbero omogeneamente un po' tutta la Sicilia e i soldini (anche quelli europei) giungerebbero subito e, credo, anche assai. E appoi o ponti si pensa!
Forse perché per la (non) realizzazione di un piano infrastrutturale non ci sono scuse: ferrovie, porti, strade, aeroporti sono tecnologia consolidata. Nel caso di un ponte come quello sullo Stretto, tecnologia tutta da scoprire, si possono drenare finanziamenti giustificandoli con la necessita' di studi tecnologici, senza bisogno di posare una sola pietra o rotaia che sia.
In libia 30 mesi mentre il ponte 30 anni, piccola discrasia. a me sembra che il ponte sullo stretto sembra sia servito solo ad accrescere la solidita' di impregilo che tanto non rischia di fallire se tutto va per il peggio gli pagano la penale o mi sto sbagliando? chiedo
Ma perchè Impregilo, allo stato, non insiste per una immediata conversione del problematico (sotto tanti punti di vista) ponte in una più agevole commessa per la stesura e realizzazione di un progetto infrastrutturale completo (stradale, ferroviario, portuale e aereoportuale) per la Sicilia. La realizzabilità sarebbe più piana e immediata, l'utilità più facilmente comprensibile per tutti, i cantieri riguarderebbero omogeneamente un po' tutta la Sicilia e i soldini (anche quelli europei) giungerebbero subito e, credo, anche assai. E appoi o ponti si pensa!