"Quello di Veltroni e' un atteggiamento vago e un po' ambiguo: chiede di rinunciare ad una normache da' priorita' a reati recenti e piu' gravi offrendo una generica riapertura di dialogo che pero' non e' in grado di reggere perche' costretto, ormai troppo spesso, a virare verso il giustizialismo di DiPietro. E per di piu' dice di non essere d'accordo nemmeno con la tutela per le alte cariche dello Stato". Lo ha detto in un'intervista al 'Corriere della Sera' il ministro della Giustizia
Angelo Alfano riferendosi alle affermazioni del leader del Pd Walter Veltroni, che ha chiesto il ritiro dell'emendamento 'blocca processi'.Alfano sottolinea che si aspettava "Proposte migliorative, ma non sono arrivate". Sul 'blocca - processi' il Guardasigilli sottolinea che "Il premier ha gia' detto che non intende beneficiarne"e aggiunge: "Noi pensiamo che se non incrociasse il destino di un suo procedimento con ogni probabilita' sarebbe votata da quella sinistra che non ha avuto nulla a che ridire quando a introdurre criteri di selezione per agevolare i processi piu' gravi sono stati i procuratori, che ovviamente non avevano la possibilita' di salvare glialtri dalla prescrizione".
"Perseguire i reati di maggior allarme sociale e' una delle priorita' del nostro programma e lo faremo dando precedenza ai processi recenti", precisa Alfano.
"Secondo noi e' il modo piu' efficace per garantire la selezione - prosegue Alfano - Ho letto il parere e anche i parlamentari lo hanno avuto. Adesso la valutazione finale spetta alle Camere". "Appena approvato il lodo metteremo mano alla riforma del settore penale che punti all'efficienza, cosi' come abbiamo gia' cominciato a fare nel settore civile introducendo le notifiche online,la penalita' per chi alimenta pretestuosamente la controversia e il potenziamento delle soluzioni extragiudiziali delle liti", sottolinea Alfano che ricorda: "i primi provvedimenti approvati e condivisi anchedai magistrati hanno riguardato l'ampliamento degli spazi per il giudizio immediato o direttissimo, le pene piu' gravi per chi guida ubriaco o drogato, il contrasto alla criminalita' organizzata che aveva pochi precedenti negli anni passati, le norme in materia di rifiuti. Non confondiamo l'effetto eco con la sostanza".
Sulla dichiarazione dello stato di agitazione da parte dei magistrati, il ministro spiega che "Un dazio al risanamento del Paese lo stiamo pagando tutti, ma siamo al lavoro per evitare che i tagli incidano sulla progressione economica. Per il resto sono convinto che piu' si entrera' nel merito dei provvedimenti e meno scontri ci saranno. Riteniamo che le nostre proposte possano essere condivise e quando ci sara' l'immunita' per le alte cariche si togliera' ogni pretesto a chi in questi mesi si e' sforzato di trovare il doppio fineo l'intento recondito nascosto dietro ogni proposta".
Riguardo al tema della pubblicazione delle intercettazioni e al divieto di diffondere gli atti di indagine fino al rinvio a giudizio Alfano si dice " sicuro che l'opinione pubblica continuera' a conoscere, come e' giusto che sia, l'avvenimento e lo svolgimento delle indagini".
"L'importante - prosegue - e' evitare, come e' avvenuto finora, che tutto sia spiattellato con gravi lesioni della privacy di tantissimi cittadini che non c'entrano nulla. La verita' e'che si e' abusato delle intercettazioni trasformandole in mezzo di lotta politica. Non dimentichiamo che anche nella passata legislatura si era intervenuti con un testo analogo".