Caratterizzate da una consistente vena patriottica le considerazioni che hanno portato Roberto Menia a ripresentare anchein questa legislatura la proposta di legge per il ripristino della festivita' del 4 novembre: "se c'e' una data del secolo scorso che perpatrimonio condiviso e' di tutti gli italiani ed e' data di festa, questa -spiega il deputato del Pdl- e' il 4 novembre, vittoria della Grande Guerra, ma soprattutto coronaento del Risorgimento e dell'unita' nazionale".
Dal senatore della Svpo Oskar Peterlini, invece, giunge la sottolineatura dell'importanza, non solo religiosa, della figura di San Giuseppe, che ben meriterebbe, dice l'esponente delle Minoranze linguistiche, una festa nazionale a tutti gli effetti: nella tradizione popolare San Giuseppe e' il protettore dei poveri e dei derelitti, "poiche' i piu' indifesi hanno diritto al piu' potente dei santi". Non a caso, nel 1870 Papa Pio IX lo proclamo' patrono della Chiesa universale, "dichiarando esplicitamente la sua superiorita' su tutti i Santi, seconda solo a quella della Madonna".
Poi, si sa, San Giuseppe e' anche il santo protettore dei falegnami e la sua festa come artigiano fu istituita nel 1955 da Pio XII e fissata il 1 maggio. E poi, dice il senatore della Svp, ripristinare il giorno di SanGiuseppe come festivo "vuol dire dare maggiore visibilita' ai padri e riconoscere il loro ruolo nell'ambito della famiglia. Considerato che varie disposizioni della Costituzione esaltano l'importanza della famiglia, sembra doveroso istituire, o nel caso del 19 marzo ripristinare, un giorno in onore di essa".