Dall'inizio della legislatura, 225 le petizioni di cittadini nelle aule parlamentari, 59 a Montecitorio e ben 166 al Senato. Cresce la voglia di partecipazione.

07 luglio 2008
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 Non conosce sosta il lavoro del legislatore fai-da-te. Neppure l'afa insopportabile di questi giorni ne ha frenato l'entusiasmo: prende carta e penna e scrive ai presidenti di Camera e Senato per sostenere la necessita' di leggi e decreti sui temi piu' svariati, dalle tasse (argomento principe delle richieste di intervento legislativo) alla scuola, dalla sanita' alle liberalizzazioni, dall'energia ai costi della politica, arrivando persino a chiedere, come fa il vercellese Matteo La Cara, un certificato "che attesti le buone condizioni psicofisiche dei parlamentari". In soli tre mesi, dall'inizio della legislatura, sono gia' 225 le petizioni arrivate nelle aule parlamentari, 59 a Montecitorio e ben166 al Senato.

Di questo passo, presto sara' superato il trend che aveva caratterizzato le precedenti legislature, con una media di 600 petizioni assegnate alle commissioni di competenza nei due rami del Parlamento. Un record, comunque, c'e' gia' ed e' quello di Francesco Di Pasquale, di Cancello e Arnone, piccolo centro in provincia di Caserta: portano la sua firma ben 138 delle 166 petizioni annunciate nell'emiciclo di palazzo Madama. Un afflato legislativo che gli e' costato 82 euro in francobolli e che con ogni probabilita' lo ha spinto a chiedere, per legge, la "franchigia postale sulla corrispondenza diretta alle principali cariche istituzionali". –

Al Poggetto

Del resto, il Di Pasquale e' ben noto ai funzionari di Camera e Senato chiamati a vagliare le richieste dei cittadini per verificare che queste non siano in contrasto con i principi costituzionali e che non contengano passaggi insultanti per le istituzioni: nelle precedenti legislature ha battagliato duramente con un altro gigante delle petizioni, Salvatore Acanfora che e' pure riuscito ad entrare nel Guinness dei primati con un 'bottino' di oltre4mila petizioni presentate in Parlamento in 14 anni.

Questa volta, pero', stranamente, Acanfora non si e' ancora presentato ai blocchi dipartenza e cosi', almeno per ora, il record e' saldamente nelle mani di Di Pasquale. La produzione dei legislatori dalla penna facile e' enciclopedica, spazia su un orizzone amplissimo e riguarda tutto o quasi lo scibile umano. C'e', tuttavia, almeno in questa prima, corposa, infornata di petizioni, un argomento che piu' di altri ha toccato la sensibilita' dei cittadini che si sono rivolti per iscrittoai presidenti di Camera e Senato: le tasse.

Delle 166 petizioni assegnate alle commissioni senatoriali, 16, cioe' il 10%, riguardano in un modo o nell'altro l'annoso problema del peso fiscale che grava sulle spalle del contribuente italiano. Via il canone Rai e la tassa di proprieta' sull'auto, chiede, manco a dirlo, Francesco Di Pasquale,che batte sullo stesso tasto anche con la richiesta di "nuovi strumenti a tutela del cittadino nei confronti del fisco nazionale e locale". Nell'elenco delle petizioni firmate dallo stakanovista della missiva alle cariche istituzionali c'e' davvero di tutto: dalla RC auto "a chilometraggio" a misure per frenare il rincaro di pane e pasta; dai funerali di Stato per i grandi invalidi di guerra e per i decorati al valor militare e civile, alla salvaguardia del decoro urbano dagli atti di vandalismo; dal 'tesserino del contribuente' che attesti la situazione patrimoniale ed immobiliare e la regolarita dei pagamenti di tasse e tributi, alla valorizzazione degli oratori; da interventi in materia di parcheggi, al Garante della spesa pubblica; dai farmaci gratis (se prescritti dal medico), all'istituzione di un ministero per i Comuni e di un dicastero per la difesa dei diritti deicittadini. Non piace, evidentemente, a Matteo La Cara (quellodel certificato per le buone condizioni psicofisiche degli onorevoli) di Vercelli, la gestione della sanita' da parte delle Regioni. Per questo, con lettera al presidente della Camera, chiede il trasferimento allo Stato delle competenze regionali in materia di Sanita' nonche' l'istituzione del 'giudice per le questioni sanitarie'.

E poi, che si dia il giusto riconoscimento all'impegno messo in campo da chi 'legifera' da casa: chi presenta petizioni, chiede La Cara, ottenga benefici economici e la qualifica di pubblico ufficiale. 'Italianissima' la richiesta che giunge da Mantova, a firma di Fabio Bortolotti: si vieti l'uso di parole straniere nelle scritture pubbliche, salva la possibilita', naturalmente, di utilizzarle "accompagnandole con la relativa traduzione".

Singolare, sotto il profilo giuridico, il 'suggerimento' di Moreno Sgarallino di Terracina, affinche' si possa scontare la pena "presso familiari e congiunti". Il siciliano di Licata Mariano Severino chiede tagli agli stipendi di parlamentari, presidenti di Provincia, sindaci e assessori, mentre un altro siciliano, di Palermo questa volta, tale Mariano Sciacca, chiede sanzioni penali contro la prostituzione.

Ancora due richieste dalla Sicilia: quella di Edoardo Macri', diMilazzo, secondo il quale le imposte sulle rendite finanziarie siano applicate al netto dell'inflazione, e quella del messinese Giuseppe Buda che vuole 15 mensilita' per i dipendenti della Pubblica amministrazione. Da Pisa, invece, Roberto Di Gaetano chiede un intervento radicale sull'uso 'improprio' del cellulare da parte di giovani e giovanissimi, spesso, negli ultimi mesi, legato ad episodi di bullismo fuori e dentro la scuola. La soluzione? Limitare l'uso da parte dei minorenni dei telefonini che possono registrare e riprodurrefoto e video. Dulcis in fundo, la richiesta di una ulteriore sburocratizzazione della Pubblica amministrazione: basta, dice il palermitano Antonio Padalino, con il certificato 'di sana e robusta costituzione' per l'assunzione nel pubblico impiego.

Fonte: ansa
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