Magistrati in agitazione contro gli interventi del Governo, tra i temi la sospensione dei processi, le intercettazioni e il taglio delle risorse

05 luglio 2008
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Da stasera i magistrati entrano in stato di agitazione riservandosi tra l'altro l'adozione di altre misure per protestare contro gli interventi del governo nell'ambito della giustizia. Tra i punti critici, la sospensione dei processi, le disposizioni sulle intercettazioni, il taglio delle risorse alla giustizia e la riduzione degli stipendi delle toghe introdotto dal dl 112 (decreto manovra). Inoltre l'Associazione nazionale magistrati ha convocato in seduta permanente il comitato direttivo centrale per "monitorare costantemente l'evoluzione del quadro normativo". L'Anm ha inoltre delegato alla giunta "l'adozione delle iniziative di denuncia e di protesta sulla situazione degli uffici giudiziari da realizzare con il pieno coinvolgimento e interessamento delle sessioni locali. Nel documento approvato dal Comitato direttivo centrale a larga maggioranza il sindacato delle toghe "ribadisce il suo impegno per un'intransigente difesa dei principi costituzionali posti a garanzia dell'autonomia e indipendenzadei magistrati. Tra questi in particolare l'unita' dell'ordine giudiziario e la composizione e le competenze del Csm". Ma lo stato diagitazione dei magistrati inizia dalla riduzione degli stipendi, anchese poi si espande all'azione del governo in materia di giustizia. "In particolare -scrivono i magistrati nel documento- la generalizzata sospensione dei processi in corso per fatti puniti con pena inferiore a 10 anni e commessi prima del giugno 2002, oltre a ledere i diritti delle parti lese e a creare ingiustificate disparita'di trattamento comportera' gravissime disfunzioni del processo penale.Inoltre -aggiungono- le disposizioni contenute nel ddl intercettazioniridurrebbero drasticamente l'efficacia dell'azione di contrasto all'illegalita'". Infine i magistrati hanno sottolineato le loro preoccupazioni per il decreto con cui il governo ha ridotto "drasticamente le risorsedestinate al settore giustizia con una diminuzione degli stanziamenti fino al 40% e il blocco delle assunzioni del personale amministrativo". Cosi' il sindacato delle toghe ha deciso di adottare iniziative "dirette a rappresentare all'opinione pubblica la grave situazione in cui versa la giurisdizione e a ribadire le proposte capaci di dare risposte ai bisogni di giustizia".

Fonte: adnkronos
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Anonimo 07 luglio 2008   21:50
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 luglio 2008. Visualizza »

Gli avvocati denunciano da anni lo stato comatoso della Giustizia di questi magistrati e nessuno li ascolta, neppure i cittadini che pure dovrebbero sostenerli e che non hanno capito che zittire gli avvocati significa anzitutto zittire e asservire i cittadini stessi, come infatti è gradualmente avvenuto in questi ultimi decenni, da mani pulite in poi.

 

Ora i magistrati, ai quali sarebbe stato ridotto il lauto stipendio, si sono decisi a denunciare anche loro la crisi.

 

Quanto ai diritti delle parti lese, nei processi per fatti commessi ante giugno 2002, vengono già abbondantememente calpestati da oltre  sei anni...

 

Il questurino

 

sei proprio sicuro che gli avvocati non siano contenti del marasma ove la giustizia è sta gettata di proposito?

chi ha architettato ciò se non i nostri bravi politici.vieni a lavorare in un qualsiasi ufficio giudiziario ti divertirai um mondo.

dove può essere mai la produttività tanto declarata dal piccolo BRUNETTA. dove sono i mezzi,dove è il personale.

Ma a chi serve la giustizia?........riflettiamo

Anonimo 06 luglio 2008   11:51

Gli avvocati denunciano da anni lo stato comatoso della Giustizia di questi magistrati e nessuno li ascolta, neppure i cittadini che pure dovrebbero sostenerli e che non hanno capito che zittire gli avvocati significa anzitutto zittire e asservire i cittadini stessi, come infatti è gradualmente avvenuto in questi ultimi decenni, da mani pulite in poi.

 

Ora i magistrati, ai quali sarebbe stato ridotto il lauto stipendio, si sono decisi a denunciare anche loro la crisi.

 

Quanto ai diritti delle parti lese, nei processi per fatti commessi ante giugno 2002, vengono già abbondantememente calpestati da oltre  sei anni...

 

Il questurino

 

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