Finanziaria, Cuffaro contro la manovra. "Ribelliamoci alla chiusura della Corte dei Conti in Sicilia"

05 luglio 2008
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"Appare quanto mai sconcertante la sottovalutazione dell'ennesimo sopruso operato dal governo nazionale nei confronti della Sicilia ad opera di alcuni giornali: mi riferisco all'allarme sulla soppressione della sezione siciliana della Corte dei conti". Lo dice il senatore Udc Totò Cuffaro. "Sono costretto - aggiunge - dunque a ripetere il mio appello e rilanciare l'allarme: il governo nazionale, con un semplice decreto legge, abroga di fatto la sezione siciliana della corte dei conti, tanto osannata da più parti per il delicato compito che svolge appena una settimana fa quando ha presentato la sua relazione annuale e ignorata oggi che rischia di scomparire se non si solleva una mobilitazione generale". Per Cuffaro "il recente Decreto legge 112/2008 all'art. 24 ha inserito la cosiddetta norma taglia leggi, prevista come strumento di delegificazione con la quale si abrogano una serie di norme espressamente indicate in un documento denominato Allegato A. Fra le oltre 3.400 leggi è prevista anche l'abrogazione di alcune norme di attuazione del nostro Statuto tra cui quella che di fatto abroga la sezione siciliana della Corte dei conti"."Questa vicenda - prosegue - evidenzia il modo assolutamente approssimativo con cui muove i primi passi il Governo nazionale. Corre l'obbligo di evidenziare che le norme di attuazione dello Statuto siciliano, che è una legge di rango istituzionale, non possono essere abrogate con un semplice articolo inserito in un decreto legge. Una scelta che genera un vulnus all'autonomia regionale e che non può essere sottovalutata o minimizzata". "Ad aggravare il quadro, il fatto che nell'occasione il presidente della Regione, che mi auguro voglia e sappia tutelare l'autonomia regionale in tutte le sedi istituzionali e politiche - conclude - non sia stato invitato alla riunione del Consiglio dei ministri durante il quale si è approvato il decreto, così come prevede l'art. 21 del nostro Statuto".

Fonte: ansa
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Anonimo 25 luglio 2008   07:35
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qualcuno risponda,sui ticket's,per favore...

risponde L'Espresso,con la copertina di questa settimana.

Meta' di 100 miliardi di euro di spesa sanitaria se ne vanno in appalti e convenzioni.

Anonimo 23 luglio 2008   12:57
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sono pensionato.Oggi ho dovuto fare una serie di analisi in Laboratorio.

3 ricette = 91 euro .

Alla domanda:e' tanto il ticket?Risposta :col ticket sarebbero 97 euro (+ 2 euro per ogni ricetta)

Chi devo ringraziare? 

qualcuno risponda,sui ticket's,per favore...

Anonimo 22 luglio 2008   19:05

sono pensionato.Oggi ho dovuto fare una serie di analisi in Laboratorio.

3 ricette = 91 euro .

Alla domanda:e' tanto il ticket?Risposta :col ticket sarebbero 97 euro (+ 2 euro per ogni ricetta)

Chi devo ringraziare? 

Anonimo 10 luglio 2008   09:39
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io credo che bisogna avere fiducia nell'azione del Governo Centrale.Molte sono le strutture duplicate e quindi inutili in Sicilia,e sono motivo di sprechi di denaro pubblico.L'iniziativa mi pare coerente con la necessita' di tagliare rami secchi.

Com'e' che nonostante la presenza di una Corte dei Conti in Sicilia,le strutture organiche di dipendenti pubblici risultano

dapertutto sovradimensionate?Basta porle a confronto con le altre Regioni.In passato la Corte dei Conti come mai non si e' accorta di questa situazione di abnormita' siciliana?

ho ascoltato una intervista,su sky,al neoministro Brunetta.Mi pare che e' entrato bene nel cuore del problema della produttivita' della P.A.

Ha secondo me uno scoglio difficile da superare,quello di spazzare via il vecchio modo di intendere la politica,cioe'

piagnucolare per ottenere risorse dal governo centrale per poi farne clientelismo.E gli esclusi?Il Lavoro se lo vadano a cercare all'estero,e chi se ne frega!

Anonimo 07 luglio 2008   21:08
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Ti sei svelato, unionista e centralista, per me (se permetti) questo è atteggiamento anti-siciliano. Peccato per te che i due terzi dei siciliani hanno votato per l'autonomia speciale appena due mesi fa con un plebiscito. W la Sicilia! W l'indipendenza! Via il colonialismo italiano e i mantenuti siciliani che ci guadagnano sopra!

2 mesi fa i siciliani hanno votato a dx.PDL,

il cui Leader e' il Presidente Silvio Berlusconi.

Purtroppo S.B. deve dare l'imprimatur a qualcuno,ed e' cosa che ha fatto.

Poi l'eletto crede che sia lui a portare i voti alla dx.

NON E' COSI'

 

Anonimo 07 luglio 2008   19:51
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Allora togliamo l'autonomia alla Scozia e alla Catalogna, altre nazioni storiche senza stato come la Sicilia, visto che "ormai c'è l'Europa". Quelli lì si che ci tengono alla loro autonomia, se la difendono coi denti e la fanno fruttare. Noi ce la facciamo sfilare dal naso, proprio ora che stavamo cominciando ad usarla dopo 60 anni di oblio...guarda caso. La storia poi non si cancella, è un'operazione impossibile. Noi siamo e resteremo sempre siciliani, prima di ogni cosa e un recente sondaggio ha ribadito che come me la pensa la maggioranza assoluta dei Siciliani. Se poi girando per le strade di Palermo ti sembra di essere "in Italia" anziché in una capitale da terzo mondo di uno dei pochi paesi ancora non decolonizzati, si vede che non vuoi guardare in faccia la realtà. E poi di che Europa si parla? Di quella superstato bocciata da tutti i popoli cui è data la possibilità di votare? O della tecnocrazia di banchieri che ci asfissia da quasi vent'anni e che non ha eletto nessuno? Non tiriamo fuori l'Europa, questo fantasma, per le beghe di casa nostra ogni volta che ci conviene.

ma se non riusciamo a cancellare l'Autonomia alla Sicilia,che ci interessa la Scozia e la Catalogna?Sono paesi di cui poco sappiamo,come d'altronde niente sappiamo del perche' sopravvive l'Autonomia Siciliana.Cui prodest?

Anonimo 07 luglio 2008   19:48
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Allora togliamo l'autonomia alla Scozia e alla Catalogna, altre nazioni storiche senza stato come la Sicilia, visto che "ormai c'è l'Europa". Quelli lì si che ci tengono alla loro autonomia, se la difendono coi denti e la fanno fruttare. Noi ce la facciamo sfilare dal naso, proprio ora che stavamo cominciando ad usarla dopo 60 anni di oblio...guarda caso. La storia poi non si cancella, è un'operazione impossibile. Noi siamo e resteremo sempre siciliani, prima di ogni cosa e un recente sondaggio ha ribadito che come me la pensa la maggioranza assoluta dei Siciliani. Se poi girando per le strade di Palermo ti sembra di essere "in Italia" anziché in una capitale da terzo mondo di uno dei pochi paesi ancora non decolonizzati, si vede che non vuoi guardare in faccia la realtà. E poi di che Europa si parla? Di quella superstato bocciata da tutti i popoli cui è data la possibilità di votare? O della tecnocrazia di banchieri che ci asfissia da quasi vent'anni e che non ha eletto nessuno? Non tiriamo fuori l'Europa, questo fantasma, per le beghe di casa nostra ogni volta che ci conviene.

in sessant'anni che vivo a Palermo,non mi sono mai accorto che c'e' una Regione a Statuto Speciale.Non ho mai capito che cosa ne possa essere venuto di utile al popolo siciliano,al di fuori del gruppetto di 90 parlamentari che teniamo all'ARS.

Tra l'altro i padri dell'Autonomia Siciliana misero in atto uno Statuto guardando alla Sicilia di sessant'anni fa,che non e' piu' la Sicilia di oggi.Ci sono tanto problemi che restano aperti oggi in Sicilia,problemi che molti potenti  (pro-tempore)

fingono di non vedere e lasciano aperti.

In primis lo Statuto andrebbe ampiamente revisionato,e poi applicato.Ma ci vogliono Cervelli,e noi i Cervelli li facciamo

emigrare.A proposito di Emigrati,a chi si deve rivolgere uno che ha bisogno di un lavoro decoroso,senza essere sfruttato e mortificato?

Anonimo 07 luglio 2008   13:47
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Allora togliamo l'autonomia alla Scozia e alla Catalogna, altre nazioni storiche senza stato come la Sicilia, visto che "ormai c'è l'Europa". Quelli lì si che ci tengono alla loro autonomia, se la difendono coi denti e la fanno fruttare. Noi ce la facciamo sfilare dal naso, proprio ora che stavamo cominciando ad usarla dopo 60 anni di oblio...guarda caso. La storia poi non si cancella, è un'operazione impossibile. Noi siamo e resteremo sempre siciliani, prima di ogni cosa e un recente sondaggio ha ribadito che come me la pensa la maggioranza assoluta dei Siciliani. Se poi girando per le strade di Palermo ti sembra di essere "in Italia" anziché in una capitale da terzo mondo di uno dei pochi paesi ancora non decolonizzati, si vede che non vuoi guardare in faccia la realtà. E poi di che Europa si parla? Di quella superstato bocciata da tutti i popoli cui è data la possibilità di votare? O della tecnocrazia di banchieri che ci asfissia da quasi vent'anni e che non ha eletto nessuno? Non tiriamo fuori l'Europa, questo fantasma, per le beghe di casa nostra ogni volta che ci conviene.

Chi è sinceramente europeista per coerenza dovrebbe in primis propugare l'abolizione degli Stati nazionali. Chi fa l'eurpeista e il patriota al tempo stesso proprio non lo capisco. Ovviamente lo capiscono meglio e certamente lo apprezzano tutti coloro i quali vedono l'indispensabilità della Nazione per impore sui territori i dictat dei banchieri della BCE, che certamente non piacciono ai popoli europei come risulta dal fatto che vengono sistematicamente trombati, allorché il popolo è chiamato a pronunciarsi su quest'Europa di chi ha tanti soldi in tasca.

Anonimo 07 luglio 2008   11:06
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cosa c'entra Vizzini?

Di' qualcosa sugli esuberi del  personale negli enti locali .

Descrivi,per migliore comprensione dei Lettori,composizione ruolo e missione della Corte dei Conti Siciliana.

Come mai in altri siti si ritiene di poterne fare a meno? 

Lascia perdere la storia.ormai trapassata.Oggi non c'e' piu' motivo di tenere in piedi un'AUTONOMIA SICILIANA,

non ci sono le condizioni storiche.Oggi siamo parte dell'Europa(e meno male)

Allora togliamo l'autonomia alla Scozia e alla Catalogna, altre nazioni storiche senza stato come la Sicilia, visto che "ormai c'è l'Europa". Quelli lì si che ci tengono alla loro autonomia, se la difendono coi denti e la fanno fruttare. Noi ce la facciamo sfilare dal naso, proprio ora che stavamo cominciando ad usarla dopo 60 anni di oblio...guarda caso. La storia poi non si cancella, è un'operazione impossibile. Noi siamo e resteremo sempre siciliani, prima di ogni cosa e un recente sondaggio ha ribadito che come me la pensa la maggioranza assoluta dei Siciliani. Se poi girando per le strade di Palermo ti sembra di essere "in Italia" anziché in una capitale da terzo mondo di uno dei pochi paesi ancora non decolonizzati, si vede che non vuoi guardare in faccia la realtà. E poi di che Europa si parla? Di quella superstato bocciata da tutti i popoli cui è data la possibilità di votare? O della tecnocrazia di banchieri che ci asfissia da quasi vent'anni e che non ha eletto nessuno? Non tiriamo fuori l'Europa, questo fantasma, per le beghe di casa nostra ogni volta che ci conviene.

Anonimo 07 luglio 2008   10:55
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cosa c'entra Vizzini?

Di' qualcosa sugli esuberi del  personale negli enti locali .

Descrivi,per migliore comprensione dei Lettori,composizione ruolo e missione della Corte dei Conti Siciliana.

Come mai in altri siti si ritiene di poterne fare a meno? 

Lascia perdere la storia.ormai trapassata.Oggi non c'e' piu' motivo di tenere in piedi un'AUTONOMIA SICILIANA,

non ci sono le condizioni storiche.Oggi siamo parte dell'Europa(e meno male)

Ti sei svelato, unionista e centralista, per me (se permetti) questo è atteggiamento anti-siciliano. Peccato per te che i due terzi dei siciliani hanno votato per l'autonomia speciale appena due mesi fa con un plebiscito. W la Sicilia! W l'indipendenza! Via il colonialismo italiano e i mantenuti siciliani che ci guadagnano sopra!

Anonimo 07 luglio 2008   09:46

Non credo che i problemi della Sicilia si possano ricondurre al "rischio chiusura della Sezione Siciliana delle Corte dei Conti.

Il risveglio di Cuffaro per un problema così "grave" è quanto meno strano.

Negli ultimi anni ai sensi dell'art. 1, comma 170, legge 266/2005, il "passatempo" della Corte dei Conti, per cercare di colpire il "governo della Regione", ha attivato una attività di "indagine diretta" sui bilanci delle aziende sanitarie (sulla base di schemi nazionali), finalizzato a cercare di individuare indirettamente illeciti "legislativi" della regione per sanare "impropriamente" i bilanci delle Aziende Sanitarie.

Per ulteriori informazioni, Totò può parlare con qualche amico Direttore Generale.

Anonimo 07 luglio 2008   08:55
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Quello che dici o è pura partigianeria "silviofila" (anche il PDL locale, vedasi Vizzini, sta trovando il coraggio di opporsi) o è assolutamente privo delle conoscenze necessarie per parlare sull'argomento. La presenza in Sicilia degli organi giurisdizionali di massimo livello è "un pezzo della Costituzione" e non si può modificare per decreto legge. La Corte dei Conti siciliana ha sempre fatto un ottimo lavoro e non è una duplicazione "inutile" di quella romana. Il cattivo lavoro, semmai, lo hanno fatto i nostri politici. Poi sei padronissimo di pensare quello che vuoi. Ma addirittura questo governo (a parole federalista) si è impegnato a dare piena attuazione allo Statuto siciliano, tra cui anche l'apertura  della sezione siciliana della Corte di Cassazione (anzi "ri-apertura" perché sino al 1926 funzionava e anche assai bene ed era "aperta", sotto vari nomi, dai tempi dei Normanni senza soluzione di continuità). Qua, invece di dare attuazione allo Statuto, si stanno togliendo quei pochi pezzi che erano stati applicati e che funzionavano. Insomma il federalismo va bene solo per il Nord? Qui c'è il colonialismo? Ma guarda se mi deve difendere Cuffaro...Bene siamo messi.

cosa c'entra Vizzini?

Di' qualcosa sugli esuberi del  personale negli enti locali .

Descrivi,per migliore comprensione dei Lettori,composizione ruolo e missione della Corte dei Conti Siciliana.

Come mai in altri siti si ritiene di poterne fare a meno? 

Lascia perdere la storia.ormai trapassata.Oggi non c'e' piu' motivo di tenere in piedi un'AUTONOMIA SICILIANA,

non ci sono le condizioni storiche.Oggi siamo parte dell'Europa(e meno male)

Anonimo 06 luglio 2008   17:12
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io credo che bisogna avere fiducia nell'azione del Governo Centrale.Molte sono le strutture duplicate e quindi inutili in Sicilia,e sono motivo di sprechi di denaro pubblico.L'iniziativa mi pare coerente con la necessita' di tagliare rami secchi.

Com'e' che nonostante la presenza di una Corte dei Conti in Sicilia,le strutture organiche di dipendenti pubblici risultano

dapertutto sovradimensionate?Basta porle a confronto con le altre Regioni.In passato la Corte dei Conti come mai non si e' accorta di questa situazione di abnormita' siciliana?

Quello che dici o è pura partigianeria "silviofila" (anche il PDL locale, vedasi Vizzini, sta trovando il coraggio di opporsi) o è assolutamente privo delle conoscenze necessarie per parlare sull'argomento. La presenza in Sicilia degli organi giurisdizionali di massimo livello è "un pezzo della Costituzione" e non si può modificare per decreto legge. La Corte dei Conti siciliana ha sempre fatto un ottimo lavoro e non è una duplicazione "inutile" di quella romana. Il cattivo lavoro, semmai, lo hanno fatto i nostri politici. Poi sei padronissimo di pensare quello che vuoi. Ma addirittura questo governo (a parole federalista) si è impegnato a dare piena attuazione allo Statuto siciliano, tra cui anche l'apertura  della sezione siciliana della Corte di Cassazione (anzi "ri-apertura" perché sino al 1926 funzionava e anche assai bene ed era "aperta", sotto vari nomi, dai tempi dei Normanni senza soluzione di continuità). Qua, invece di dare attuazione allo Statuto, si stanno togliendo quei pochi pezzi che erano stati applicati e che funzionavano. Insomma il federalismo va bene solo per il Nord? Qui c'è il colonialismo? Ma guarda se mi deve difendere Cuffaro...Bene siamo messi.

Anonimo 06 luglio 2008   09:44

io credo che bisogna avere fiducia nell'azione del Governo Centrale.Molte sono le strutture duplicate e quindi inutili in Sicilia,e sono motivo di sprechi di denaro pubblico.L'iniziativa mi pare coerente con la necessita' di tagliare rami secchi.

Com'e' che nonostante la presenza di una Corte dei Conti in Sicilia,le strutture organiche di dipendenti pubblici risultano

dapertutto sovradimensionate?Basta porle a confronto con le altre Regioni.In passato la Corte dei Conti come mai non si e' accorta di questa situazione di abnormita' siciliana?

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