Lombardo attacca il governo. "Il decreto taglia-leggi viola l'autonomia siciliana"

05 luglio 2008
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Il decreto legge 112, varato dal consiglio dei ministri il 25 giugno - il cosiddetto decreto taglia-leggi – è in parte incostituzionale. Lo afferma il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, in una lunga e circostanziata lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi.

“Sono stato costretto – afferma il Presidente della Regione – a stigmatizzare il comportamento del governo nazionale. Per la seconda volta in poche settimane alcune prerogative costituzionali dell’autonomia regionale siciliana sono state ignorate dall’attività del governo nazionale di cui paradossalmente condividiamo finalità ed obiettivi”.

Il decreto taglia-leggi elenca 3574 provvedimenti legislativi che saranno considerati abrogati al momento della conversione in legge del provvedimento. La Segreteria generale della Presidenza della Regione, con il supporto dell’Ufficio legislativo e legale, ha immediatamente avviato una ricognizione sulla lista di leggi “tagliate” e ha delegato una analisi a vasto raggio sul provvedimento ai direttori di ogni dipartimento regionale. Si è scoperto così che quattro delle leggi cancellate sono norme di attuazione dello Statuto: i decreti legislativi 507, 655 e 789 del 1948 e la legge 4447 del 1952. Ma sapremo solo venerdì prossimo se altre leggi abrogate alterano i delicati equilibri legislativi che intercorrono tra Stato e Regione Siciliana.

Al Poggetto

Di certo, fino a questo momento, è l’effetto prodotto dalle quattro norme individuate. Il decreto 507 disciplina i rapporti finanziari tra stato e regione in virtù dell’articolo 36 dello Statuto: norme ancora attuali e ribadite con un decreto del Presidente della Repubblica – il 1074 - nel 1965. Il decreto 655 prevede – sulla base delle previsioni dell’articolo 23 dello Statuto - l’istituzione delle sezioni della Corte dei Conti per la Regione Siciliana. Il decreto 789 e la legge 4447 del 1952 che lo ratifica, assegna alla Regione  le attribuzioni del Ministero dell’agricoltura in attuazione degli articoli 14 e 20 dello Statuto.

Si tratta di provvedimenti approvati dalla Commissione paritetica Stato-Regione istituita per dare attuazione allo Statuto siciliano. Secondo i pronunciamenti della stessa Corte Costituzionale, tutti i decreti di attuazione sono da considerare norme di livello superiore rispetto alle leggi ordinarie, proprio perché derivano in linea diretta dalla Costituzione: si tratta di leggi che non possono essere modificate da una legge ordinaria. Men che meno con le procedure d’urgenza legate al varo e all’approvazione di un decreto legge.

“Non c’è dubbio – afferma Raffaele Lombardo commentando la sua lettera a Berlusconi -  che l’attività di  semplificazione legislativa avviata dal governo nazionale sia necessaria e opportuna. Ma da un governo che si dice rispettoso delle autonomie e votato al federalismo è legittimo aspettarsi maggiore attenzione sia in chiave istituzionale che in chiave politica.” 

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Anonimo 08 luglio 2008   01:51
L'utente ha risposto al commento anonimo del 08 luglio 2008. Visualizza »

Non ha alcuna rilevanza la lettera al Presidente del Consiglio .

Le lesioni allo statuto speciale vanno denunciate mediante ricorsi presso le  sedi istituzionali previste dalla costituzione .L'alta corte di giustizia, la consulta e il Capo dello Stato .

Lo scambio di missive è aria fritta

Bisogna chiedere il reintegro dell'alta corte per la sicilia solo quest'organo può far tutelare e far in modo che venga applicato totalmente lo statuto.

Ma dico io che italiani sono i siciliani, se lo stesso stato italiano infrange le leggi a tutela del popolo e dell'autonomia siciliana.

Siamo solamente e soltanto una colonia dello stato italiano.....

Anonimo 07 luglio 2008   09:25

Se dovessimo giudicare un Governo, i Deputati ed i Senatori dalle norme che gli stessi approvano e/o presentano, per lo più norme e leggi contaddittorie,  insensate, e solo per alcune lobby, procurando danno ad altri Enti Pubblici ed ai Cittadini, verrebbe la voglia di fare causa ad ognuno di loro chiedendo risarcimento per i danni arreacati alla Nazione, questa intesa come comunità dei Cittadini  

Anonimo 06 luglio 2008   10:20
L'utente ha risposto al commento anonimo del 06 luglio 2008. Visualizza »

Non ha alcuna rilevanza la lettera al Presidente del Consiglio .

Le lesioni allo statuto speciale vanno denunciate mediante ricorsi presso le  sedi istituzionali previste dalla costituzione .L'alta corte di giustizia, la consulta e il Capo dello Stato .

Lo scambio di missive è aria fritta

Ben detto. Aria fritta, fumo negli occhi e cosi' via.

E il popolo bue abbocca.

Meno musse e ciu' dine', dicono a Genova.

 

Chaarlie

Anonimo 06 luglio 2008   09:20

Bravo Lombardo! Anzi, affonda di più il coltello tanto lo sappiamo tutti che siete alleati per necessità. Solo alzando la voce si può ottenere qualcosa. E poi è chiaro che a Roma nessuno rispetta e conosce lo Statuto siciliano. La vera novità della politica italiana dev'essere che ora, finalmente, c'è qualcuno che questa carta di autonomia comincia a farla rispettare sul serio.

Anonimo 06 luglio 2008   02:45

Non ha alcuna rilevanza la lettera al Presidente del Consiglio .

Le lesioni allo statuto speciale vanno denunciate mediante ricorsi presso le  sedi istituzionali previste dalla costituzione .L'alta corte di giustizia, la consulta e il Capo dello Stato .

Lo scambio di missive è aria fritta

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