Conto alla rovescia in vista del Consiglio dei Ministri di venerdì anche se l'ipotesi del decreto
legge sulle intercettazioni sembra perdere quota. Il Cdm è stato convocato ufficialmente alle 9.30, ma il dl non c'è, perché all'ordine del giorno figurano solo nomine di alcuni enti previdenziali e l'approvazione di leggi regionali. Tra le fila del Pdl, però, c'è comunque chi è convinto che il governo possa portare il testo del decreto in Cdm per aprire una discussione a livello collegiale. L'ipotesi del decreto legge potrebbe essere sfumata per problemi di opportunità politica e soprattutto per la presenza di un fitto calendario parlamentare che rende difficile i tempi di approvazione di un provvedimento d'urgenza.
Intanto il presidente Consiglio Silvio Berlusconi ha deciso di rinunciare alla partecipazione a 'Matrix' di giovedì sera, per evitare, spiega lo stesso premier in una nota, di doversi soffermare sulle questioni della giustizia e sui gossip legati alle intercettazioni piuttosto che sull'attività di governo, che, rivendicano dalla presidenza del Consiglio, sta operando bene. Stizzito il commento di Mentana: "Berlusconi ha fatto un regalo di compleanno a Veltroni" ha ironizzato il conduttore facendo riferimento al fatto che la rinuncia arrivava proprio nel giorno in cui compiva gli anni il leader del Pd . D'altra parte Veltroni avverte che, se il decreto legge sulle intercettazioni telefoniche verrà presentato, e se verrà approvata la cosiddetta norma 'blocca processi', "ci sarà maggiore asprezza nello scontro parlamentare".
"'Questo è il governo dei fatti e non, come sarebbe stato con Veltroni, il governo delle chiacchere e del disastro di Roma", ha replicato Paolo Bonaiuti, portavoce del governo.
La maggioranza difende la bontà delle scelte fin qui operate e l'esistenza dei presupposti per un eventuale decreto, pur non nascondendo le difficoltà che il provvedimento potrebbe incontrare nell'iter parlamentare. "Non sarebbe uno scandalo riscontrare i caratteri di necessità e urgenza" per un decreto legge sulle intercettazioni, ma il problema vero "è quello sottolineato anche dal presidente della Camera Gianfranco Fini sul calendario dei lavori del Parlamento", afferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "Un amico deputato -scherza- mi ha ricordato che d'agosto è più facile convertire un mujaheddin al cattolicesimo che un decreto in legge... In ogni caso, è evidente che nessuna persona di buon senso possa negare che bisogna porre un freno al gossip a mezzo stampa. L'ideale -conclude La Russa- sarebbe l'autoregolamentazione da parte del mondo della stampa, mentre la soluzione peggiore sarebbe fare un decreto e poi non avere i tempi necessari per convertirlo".
"Ribadisco che ci sono i requisiti di necessità e urgenza, solo che poi -fa eco il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri- il dl deve essereconvertito entro 60 giorni. Un decreto varato il 4 luglio, scade il 4 settembre. O c'è un accordo fortissimo tra tutti come è auspicabile oppure c'è una difficoltà di calendario e questo è un fatto che non può essere ignorato".
speriamo che dopo tutti i fuori programmi della campagna elettorale il governo lavori affinchè:
la gente comune del popolo italiano possa farcela con i salari e pensioni ed arrivare a fine mese,e mettere da parte una piccola scorta a risparmio per eventuali imprevisti come si faceva con i governi precedenti al 1995; e: che il lavoro sia vero diritto di ogni cittadino e che i lavoratori siano tutelati nei loro diritti come fino agli anni 2000. benedetto
speriamo che dopo tutti i fuori programmi della campagna elettorale il governo lavori affinchè:
la gente comune del popolo italiano possa farcela con i salari e pensioni ad arrivare a fine mese e mettere da parte una piccola scorta a risparmio per eventuali imprevisti come si faceva con i governi precedenti al 1995; e: che il lavoro sia vero diritto di ogni cittadino e che i lavoratori siano tutelati nei loro diritti come fino agli anni 2000. benedetto