Assemblea regionale siciliana. Una seduta “storica” dedicata al nulla, i siciliani sono maestri in queste cose: tu approvi una mozione a me ed io approvo una mozione a te…

03 luglio 2008
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E’ bene ragionarci, sulla seduta d’Aula del Parlamento regionale dedicata al “nulla”. Un nulla ben presentato e perfino sofferto, ma sempre nulla resta. E’ impressionante il fatto che il mondo dell’informazione se ne sia occupato con l’attenzione che si dedica ai fatti epocali.

 

Non c’è soluzione di continuità fra le cazzate e le cose importanti? In questo modo nessuno ci capisce niente, a cominciare dagli informatori che credono di raccontare le cose come stanno ed invece non è così. Ma questo è il nostro compito, raccontare le cose come sembrano. Cercare di capirle per giudicarle fa parte del mestiere? Fino a un certo punto. Non puoi imporre ad un artigiano di realizzare una scultura. Gli puoi imporre di costruire mille paia di scarpe, confezionate allo stesso modo o quasi, roba pregiata magari, ma scarpe tutte uguali. E’ questo che gli viene richiesto, di farle tutte bene. Se vuoi qualcuno che faccia lo “scarpone” definitivo, devi pagarlo profumatamente e circondarlo d’attenzione e non solo di desk.

Al Poggetto

 

Ma andiamo alla seduta del “nulla” dell’Assemblea. Ormai le mozioni non si negano a nessuno. Tu ne approvi una a me ed io ne approvo una a te. Nella seduta di mercoledi pomeriggio a Sala D’Ercole sono state approvate, con alcune modifiche, tre mozioni che riguardano i forestali, la viabilità provinciale e il ripristino dei fondi ex Fintecna. Erano state presentate dal gruppo parlamentare di opposizione, il PD (viabilità provinciale) e ed una dal gruppo parlamentare dell’Udc (forestali adibiti agli interventi antincendio; fondi ex Fintecna). Le mozioni non avrebbero potuto ricevere il numero di voti occorrenti per essere approvati se non fossero state accolte anche dalla maggioranza, della quale peraltro l’Udc fa parte. Se ne deve dedurre che il Governo deve essere strattonato, fortemente sollecitato a fare delle cose che non farebbe se l’Assemblea non gli “imponesse” di farlo. La mozione, infatti, almeno originariamente, costituisce uno strumento parlamentare di “imposizione politica”. Ma solo sulla carta, perché ormai è diventata niente più che un ordine del giorno, che il governo accoglie ma può non rispettare.

 

L’ubbidienza, insomma, non è prevista. Ci sono norme – e sono tante – che sono indicano adempimenti tassativi ma non prevedono conseguenze se gli adempimenti non sono rispettati. E’ il caso delle mozioni, l’arma tradizionale delle opposizioni. Ma nel caso che prendiamo in esame, la seduta dell’Assemblea, il problema non si pone: maggioranza e opposizione hanno votato le mozioni, facendo contenti i presentatori. Che cosa ci guadagna la maggioranza ed il governo che essa esprime? E che cosa ci guadagna l’opposizione? La prima vuole dare un segnale di “apertura” e gioca sul piano relazionale la partita politica dell’attività d’Aula: meglio non creare le condizioni per l’ostruzionismo parlamentare, il muro contro muro, che crea problemi in termini di “tempo”. La seconda, l’opposizione, può dimostrare di contare e fare prevalere il proprio punto di vista. In pratica non succede nulla o quasi. Il Governo fa quello che deve fare, a prescindere dalla mozione, ben sapendo che in Assemblea c’è un orientamento sull’argomento trattato dalla mozione.

 

E l’opposizione non si sente affatto legata a questo momento di “abbraccio”. Insomma, in definitiva, è una rappresentazione di modesto conto dell’attività parlamentare. Resta l’aspetto politico della “rappresentazione”: l’opposizione ha adottato la linea soft, veltroniana, e la maggioranza la più conveniente linea di collaborazione, che a Roma si è infranta sullla questione giudiziaria. Può darsi che tutto cambi in fretta, ma oggi il problema vero è l’attività plegislativa. Non si muove niente, non ci sono provvedimenti di rilievo al vaglio delle commissioni legislative. Una sterilità preoccupante. La maggioranza incontra difficoltà politiche per il rapporto difficile fra MPA e UDC, e all’interno del PDL, c’è una dialettica vivace fra ex democristiani e forzisti originari duri e puri, e fra gli ex di An, inevitabilmente in seconda fila, e il gruppo dirigente PDL in mano agli azzurri di Berlusconi.

 

Spiegare tutto con le schermaglie politiche sarebbe riduttivo: c’è un problema di qualità dell’attività parlamentare, e cioè il patrimonio di competenze e conoscenze che il singolo deputato ed i gruppi parlamentari mettono in campo. E c’è anche una ormai conclamata supremazia dell’Esecutivo sul Parlamento, che non raggiunge i livelli dei consigli regionali, ma ci si avvicina a passi veloci.

 

Il Parlamento perde il suo ruolo inesorabilmente ma questo non sembra turbare il sonno di alcuno. Anzi, si punta sul nulla: basta riflettere sulla nascita della Commissione per il vaglio della qualità tecnica delle leggi. A che serve? Deputati impegnati, una presidenza, uffici, personale, indennità, maggiore lavoro per tutti. Le commissioni legislative permanenti si occupano del merito, della legittimità dei disegni di legge e della loro compatibilità con le risorse disponibili.

 

La seduta di mercoledì, dunque, offre più indizi per farci prevedere la qualità della legislastura, non dei disegni di legge. Per questi ultimi ci si può inventare una commissione, per la qualità del Parlamento non ci si può inventare niente.

 

(la foto in home page è di Giuseppe Di Michele)

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Anonimo 05 luglio 2008   03:12
L'utente ha risposto al commento anonimo del 05 luglio 2008. Visualizza »

Siamo sicuri che la riforma presidenziale delle regioni che ci hanno rifilato negli anni '90 (con il Tatarellum) sia poi così buona? Nei consigli regionali "ordinari" va anche peggio, solo che costano meno. A me i parlamenti in cui "non si parla" non piacciono. Sapete però che la Regione Siciliana, se volesse, potrebbe tornare ad un ordinamento parlamentare con sua legge ordinaria senza passare dal Parlamento nazionale? e' scritto nelle norme transitorie che hanno regolato il passaggio dalla "regione parlamentare" a quella "presidenziale". Non si potrebbe fare una buona legge maggioritaria (come in Inghilterra, ma non è il caso di intrattenersi sulle soluzioni tecniche), per garantire la stabilità dei governi e non spossessare del tutto il legislativo dei suoi poteri? La Regione "parlamentare" (1946-2001) ha avuto luci ed ombre. Ha avuto stagioni di battaglie parlamentari appassionanti, una rivoluzione tutta parlamentare nel 1958, una legislatura con un governo solo (miracolo) dal 1951 al 1955, ma anche un declino inglorioso da tangentopoli in poi. Ma - mi chiedo - la colpa del declino era solo del Parlamento in quanto tale e delle sue leggi istitutive o dei suoi inquilini? Cambiata la legge con inquilini simili non è peggiorato tutto? Non si è reso un "nientificio"? Ma le colpe non sono tutte tutte "al di qua" del Faro, sarebbe un discorso lungo... Solo un accenno: se manteniamo, unici in Italia, una censura costituzionale preventiva sulle leggi dell'ARS (il "Commissario dello Stato") senza che a consuntivo ci sia il nostro giudice costituzionale naturale (l'Alta Corte) ma una Corte Costituzionale che a pezzo a pezzo smonta ogni tentativo dell'ARS di legiferare, che senso ha lavorare se poi la Consulta dice che le uniche leggi che contano si fanno a Roma? Tanto vale non darsi pena e ogni tanto limitarsi a qualche "leggina di recepimento"...

Si,senza l'alta corte non abbiamo la vera autonomia che e` stata conquistata col sangue Siciliano.Affinche` gli italici ci considerano una colonia interna non avremo mai la nostra vera autonomia.Allora che cosa puo` fare il popolo e nazione Siciliana?  Puo` alzare il tiro e cercare di corpire e  centrare lo stato italico nel cuore.  Il popolo e nazione dere ritrovare il craggio del Vespro che noi tutti sentiamo nel sangue che scorre nelle nostre vene. Il Presidente Sicliano e il palamento Siciliano dovrebbe nominare i rappresentanti Siciliani all'altra corte forzando la mano allo stato italico.  Come popolo abbiamo tanti modi per far rispettare ed implimentare la nostra autonomia statutaria.Se gli italici non rispettano il patto fra le nostre due nazione allora vuol dire che e` arrivato il nostro momento d'indipendenza!

Anonimo 04 luglio 2008   15:13

Siamo sicuri che la riforma presidenziale delle regioni che ci hanno rifilato negli anni '90 (con il Tatarellum) sia poi così buona? Nei consigli regionali "ordinari" va anche peggio, solo che costano meno. A me i parlamenti in cui "non si parla" non piacciono. Sapete però che la Regione Siciliana, se volesse, potrebbe tornare ad un ordinamento parlamentare con sua legge ordinaria senza passare dal Parlamento nazionale? e' scritto nelle norme transitorie che hanno regolato il passaggio dalla "regione parlamentare" a quella "presidenziale". Non si potrebbe fare una buona legge maggioritaria (come in Inghilterra, ma non è il caso di intrattenersi sulle soluzioni tecniche), per garantire la stabilità dei governi e non spossessare del tutto il legislativo dei suoi poteri? La Regione "parlamentare" (1946-2001) ha avuto luci ed ombre. Ha avuto stagioni di battaglie parlamentari appassionanti, una rivoluzione tutta parlamentare nel 1958, una legislatura con un governo solo (miracolo) dal 1951 al 1955, ma anche un declino inglorioso da tangentopoli in poi. Ma - mi chiedo - la colpa del declino era solo del Parlamento in quanto tale e delle sue leggi istitutive o dei suoi inquilini? Cambiata la legge con inquilini simili non è peggiorato tutto? Non si è reso un "nientificio"? Ma le colpe non sono tutte tutte "al di qua" del Faro, sarebbe un discorso lungo... Solo un accenno: se manteniamo, unici in Italia, una censura costituzionale preventiva sulle leggi dell'ARS (il "Commissario dello Stato") senza che a consuntivo ci sia il nostro giudice costituzionale naturale (l'Alta Corte) ma una Corte Costituzionale che a pezzo a pezzo smonta ogni tentativo dell'ARS di legiferare, che senso ha lavorare se poi la Consulta dice che le uniche leggi che contano si fanno a Roma? Tanto vale non darsi pena e ogni tanto limitarsi a qualche "leggina di recepimento"...

Anonimo 04 luglio 2008   14:34
L'utente ha risposto al commento anonimo del 04 luglio 2008. Visualizza »

Purtroppo "questa gente" - la classe dirigente siciliana (capace solo di meraviglie )- è degna espressione di ciò che siamo! Quanti teatrini ributtanti in qualsiasi altro consesso civile!!

Che siamo un popolo asservito, che siamo un popolo senza dignità non interessa a nessuno. Noi Siciliani il servilismo lo abbiamo nel DNA. La dignita', l'amor proprio non sappiamo neanche cosa sia! Non ne abbiamo per noi e (peccato mortale !!) non ne abbiamo peri nostri figli. Chi osa stare fuori dal coro fa impressione! Pare un esaltato! 

E allora che rimangano tra di loro, (chi può se ne vada lontano )a girovoltare, ipocriti e patetici, nel valzer stantio di poltrone e favori per gli amici. 

Non è eterno falso splendore anzi a me pare solo l'anticamera del più profondo degli abissi...

Vergogna -

Anonimo 04 luglio 2008   13:29
L'utente ha risposto al commento anonimo del 04 luglio 2008. Visualizza »

eppoi quando uno avanza dubbi sulla mancata alternanza che si verifica nel nostro parlemento

(comandato prima dalla DC e ora da Forza Italia e soci) mi viene risposto che " l'alternanza si GUADAGNA..."

ma per favore ... qui è tutto stabilito a tavolino, io dò a te tu dai a me...

apriamoci gli occhi altrimenti saremo sempre in mano a questa gente ... e quelli che sudano per arrivare a fine mese saremo sempre noi...

dovremmo essere in piazza a distruggere tutto, come nella civilissima Francia.

Il popolo è sovrano non i politici.

I politici LI PAGHIAMO NOI, devono fare quello che è bene per la gente, non i loro interessi.

Queste cose ce le dimentichiamo e giustifichiamo tutto.

SVEGLIAAAAAA "siGiliani"  !!!

Purtroppo "questa gente" - la classe dirigente siciliana (capace solo di meraviglie )- è degna espressione di ciò che siamo! Quanti teatrini ributtanti in qualsiasi altro consesso civile!!

Che siamo un popolo asservito, che siamo un popolo senza dignità non interessa a nessuno. Noi Siciliani il servilismo lo abbiamo nel DNA. La dignita', l'amor proprio non sappiamo neanche cosa sia! Non ne abbiamo per noi e (peccato mortale !!) non ne abbiamo peri nostri figli. Chi osa stare fuori dal coro fa impressione! Pare un esaltato! 

E allora che rimangano tra di loro, (chi può se ne vada lontano )a girovoltare, ipocriti e patetici, nel valzer stantio di poltrone e favori per gli amici. 

Non è eterno falso splendore anzi a me pare solo l'anticamera del più profondo degli abissi...

Anonimo 04 luglio 2008   12:28
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questo nulla di cui si parla è forse il nuovo veleno dei siciliani? la lenta agonia che ci aspetta?  e tutto questo perchè il nuovo è un bambino debole, un pauroso, uno che si trincera nel palazzo e che non parla con nessuno, uno che a ogni sciusciata di vento ha paura del rumore delle foglie secche, uno che è forte con i deboli e debole non i forti,  i suoi simili che gli si siedono accanto......e nel frattempo la sicila perde: 900 milioni di euro delle comunità europea da sependere entro dicembre 2008.ricordiamo:

14 aprile elezioni

22 maggio il nuvo governo

qualche giorno fa le commsioni parlamenteri, aumentate solo per aumentare lo stipendio a qualcuno

e poi il nulla.

 

eppoi quando uno avanza dubbi sulla mancata alternanza che si verifica nel nostro parlemento

(comandato prima dalla DC e ora da Forza Italia e soci) mi viene risposto che " l'alternanza si GUADAGNA..."

ma per favore ... qui è tutto stabilito a tavolino, io dò a te tu dai a me...

apriamoci gli occhi altrimenti saremo sempre in mano a questa gente ... e quelli che sudano per arrivare a fine mese saremo sempre noi...

dovremmo essere in piazza a distruggere tutto, come nella civilissima Francia.

Il popolo è sovrano non i politici.

I politici LI PAGHIAMO NOI, devono fare quello che è bene per la gente, non i loro interessi.

Queste cose ce le dimentichiamo e giustifichiamo tutto.

SVEGLIAAAAAA "siGiliani"  !!!

Anonimo 04 luglio 2008   05:43
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Il Parlamento più antico d'Europa...quanto rumore per nulla!

Ma è questo nulla che noi Siciliani meritiamo. Dovremmo solo aver pena di noi stessi.

 

 

questo nulla di cui si parla è forse il nuovo veleno dei siciliani? la lenta agonia che ci aspetta?  e tutto questo perchè il nuovo è un bambino debole, un pauroso, uno che si trincera nel palazzo e che non parla con nessuno, uno che a ogni sciusciata di vento ha paura del rumore delle foglie secche, uno che è forte con i deboli e debole non i forti,  i suoi simili che gli si siedono accanto......e nel frattempo la sicila perde: 900 milioni di euro delle comunità europea da sependere entro dicembre 2008.ricordiamo:

14 aprile elezioni

22 maggio il nuvo governo

qualche giorno fa le commsioni parlamenteri, aumentate solo per aumentare lo stipendio a qualcuno

e poi il nulla.

 

Anonimo 03 luglio 2008   18:26
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 luglio 2008. Visualizza »

Il Parlamento più antico d'Europa...quanto rumore per nulla!

Ma è questo nulla che noi Siciliani meritiamo. Dovremmo solo aver pena di noi stessi.

 

 

condivido il tuo,siamo delle pecore: che hanno il bisogno di essere munti e reasate

BLasco un palermitano incaz....

Anonimo 03 luglio 2008   17:15
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 luglio 2008. Visualizza »

Il Parlamento più antico d'Europa...quanto rumore per nulla!

Ma è questo nulla che noi Siciliani meritiamo. Dovremmo solo aver pena di noi stessi.

 

 

Putroppo uno dei parlamenti più antichi del mondo in questo momento è un disastro. Dopo 60 anni dalla costituzione dell'ARS e 60 anni dominati da cosanostra, DC e centrodestra, ma soprattutto da politici incompetenti è l'ora di farci sentire. 60 anni che questi "gruppetti" dicono che è colpa dei comunisti e che bisogna cambiare questa nostra terra...

Anonimo 03 luglio 2008   13:07

Il Parlamento più antico d'Europa...quanto rumore per nulla!

Ma è questo nulla che noi Siciliani meritiamo. Dovremmo solo aver pena di noi stessi.

 

 

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