Impronte a nomadi, Confcommercio: “Perche’ non prenderle anche agli italiani?"

02 luglio 2008
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Per Alberto Marchiori, presidente di Confcommercio International, "é giusto prendere le impronte digitali dei bimbi Rom, ma bisogna prenderle anche agli italiani. Che problema sarebbe per le persone per bene?". "La situazione - ha detto, interpellato dall'ANSA - è poco entusiasmante: come imprenditori siamo quotidianamente massacrati. E' mai possibile che ci scandalizziamo perché il ministro Maroni vuole prendere le impronte? Il ministro le prenda a tutti -

Al Poggetto
ha aggiunto - anche ai nostri figli". Marchiori, che guida la rappresentanza istituzionale di Confcommercio in Europa, ha annunciato la prossima presentazione del rapporto 2008 sulla percezione della sicurezza da parte delle imprese e ha aggiunto che "la situazione sarà sicuramente peggiore rispetto a un anno fa". "Ce l'abbiamo con chi commette i crimini - ha precisato l'esponente dell'organizzazione di categoria - non con i Rom. Per evitare queste accuse di discriminazione, si prendano le impronte a tutti gli italiani, penso che le persone per bene non avrebbero nessun problema. E io sarei anche per prendere il Dna. Non c'é nulla di scandaloso, anzi - ha sottolineato - aiuterebbe le forze dell'ordine". Marchiori ha infine definito "ipocrita" la critica di Famiglia Cristiana al progetto. "Non posso pensare - ha detto - che siano i portavoce della Chiesa. Siamo filmati dalle telecamere, intercettati al telefono, le nostre dichiarazioni dei redditi vanno sui giornali: è immorale - ha concluso - scandalizzarsi per un provvedimento del genere".

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