Sui Rom interviene l'Unione Europea: "Impossibile discriminare su base etnica". E intanto Maroni definisce quello italiano "solo un censimento"

02 luglio 2008
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L'Unione europea dispone ditutti gli strumenti necessari per fermare le discriminazioni contro i milioni di cittadini europei di origine rom, ma per questo e' necessario che i Ventisette uniscano le forze. Questo il messaggio contenuto in un rapporto della Commissione Ue sull'inclusione dei rom nello spazio dei Ventisette, presentato a Bruxelles dal commissario europeo ali Affari sociali, Vladimir Spidla.

 

"Milioni di europei di origine rom sono oggetto di continua discriminazione, sia a livello individuale che a quello istituzionale, e di diffusa emarginazione sociale", denuncia l'esecutivo in un comunicato. Davanti a questa situazione, tuttavia, esistono tutti gli "strumenti per migliorare la situazione se l'Ue, gli Stati membri e la societa' civile uniranno le forze per coordinare le loro attivita'". La relazione presentata oggi costituisce una risposta alla richiesta formulata nel dicembre 2007 dai capi di Stato e di governo dell'Ue di esaminare le politiche e gli strumenti disponibili a livello comunitario per migliorare l'inclusione dei rom. "I rom sono una delle piu' grandi minoranze etniche nell'Ue ma troppo spesso essi sono anche i cittadini dimenticati dell'Europa", avverte Vladimir Spidla, che e' anche responsabile per le pari opportunita'.

Al Poggetto

 

"Essi si trovano ad affrontare una continua discriminazione e un'ampia emarginazione sociale. L'Ue e gli Stati membri hanno la responsabilita' condivisa di porre fine a questo stato di cose. Abbiamo gli strumenti per farlo - aggiunge Spidla - si tratta ora di usarli nel modo piu' efficace".In particolare, nelle sue 57 pagine, la relazione pubblicata oggi giunge alla conclusione che esiste una "salda base di strumenti legislativi, finanziari e di coordinamento politico" e che questi sono usati in misura crescente, ma che negli Stati membri sussistono ancora "lacune" sul piano dell'attuazione. I Fondi strutturali dell'Ue, compreso il Fondo sociale europeo (Fse), e gli strumenti di preadesione sono "essenziali" per superare l'emarginazione, si legge ancora nella nota.

 

Ad esempio, nel 2000-2006, stanziamenti del Fse per un valore di 275 milioni di euro sono stati consacrati a progetti specificamente indirizzati ai rom mentre un altro miliardo di euro e' stato speso a vantaggio dei gruppi vulnerabili, rom compresi. Per Bruxelles, tuttavia, "la chiave per il successo e' data da un coordinamento forte ed efficace e dal pieno coinvolgimento della societa' civile nella progettazione, nell'attuazione e nel monitoraggio dell'azione Ue". Insomma, l'esecutivo comunitario dispone di chiari poteri nel campo della discriminazione, di cui ha fatto uso per legiferare e per monitorare il corretto recepimento della normativa Ue. "Resta pero' ilfatto - si precisa ancora nella nota - che la responsabilita' principale in merito a molti degli aspetti centrali dell'inclusione dei rom compete essenzialmente agli Stati membri (ad esempio istruzione, occupazione, inclusione sociale)". In questi ambiti, conclude la Commissione, "l'Ue puo' soltanto coordinare le politiche degli Stati membri e corroborarne l'attuazione facendo leva tra l'altro sui Fondi strutturali". Secondo una recente inchiesta Eurobarometro, il 77% degli europei ritiene che essere rom costituiscauno svantaggio nella societa' quasi altrettanto che essere disabili (79%).

 

L'ordinanza per il rilevamento delle impronte ai bambini rom nasce per compiere "un censimento" e non "una schedatura" e prevede interventi per garantire la scolarizzazione. Lo ha sottolineato il ministro dell'Interno Roberto Maroni, rispondendo durante il Question time alla Camera ad un'interrogazione dell'Udc. Il titolare del Viminale ha poi definito "infondate e strumentali" le polemiche di questi giorni, anche perché l'ordinanza risale al 30 maggio scorso.

Fonte: adnkronos
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