La linea di Silvio Berlusconi sulla giustizia non cambia: avanti tutta. Al premier non è andato proprio giù il parere negativo del Consiglio superiore della magistratura sulle cosiddette norme salva-processi. Anche oggi, raccontano, il Cavaliere avrebbe manifestato tutte le sue perplessità sul ruolo di palazzo dei Marescialli. Non a caso, il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, uno degli uomini più vicini al premier, ha parlato di ''sconfinamento di potere'',
bollando come ''inaccettabili'' le dichiarazioni del vicepresidente del Csm, Nicola Mancino. Anche Michele Saponara, consigliere laico del Pdl al Csm ha detto di aver "votato contro, perché il parere non ha rispettato le indicazioni del capo dello Stato ed è dettato da un pregiudizio politico''. Come annunciato ieri ad Acerra, Berlusconi parteciperà domani alla tramissione 'Matrix' su Canale 5 per dire la sua sul rapporto magistratura e politica. Salvo cambiamenti di programma dell'ultima ora, il suo intervento (la prima intervista televisiva a tutto campo dopo il successo elettorale) sarà trasmesso in prima serata per dargli maggior rilevanza possibile. Il Cavaliere, raccontano, sta sempre valutando l'ipotesi di ricorrere a un decreto legge, che potrebbe approdare al prossimo Consiglio dei ministri.La riunione del Cdm ancora non è stata convocata, ma secondo indicrezioni sempre più insistenti potrebbe tenersi venerdì mattina prima della partenza del premier per il G8 del Giappone. Nulla, però, è stato deciso: anche perché il premier vuole prima consultare gli alleati. Sul dl, infatti, mentre la Lega frena, Alleanza nazionale, secondo le ultime dichiarazioni di Italo Bocchino, sembra disponibile, ma dell'argomento ne dovrebbero aver parlato oggi Berlusconi e Fini durante il pranzo a Montecitorio. L'eventuale ricorso alla decretazione d'urgenza per regolare una materia così delicata come quella delle intercettazioni fa discutere anche all'interno del Pdl. Intanto, stamane il presidente del Consiglio ha incontrato, a Palazzo Grazioli, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e Nicolò Ghedini, parlamentare del Pdl e legale del capo del governo. Non è escluso che il vertice possa aver rappresentato l'occasione per fare il punto della situazione e metter a punto le prossime mosse politiche.