“Il dipendente pubblico agli arresti domiciliari”. Il sindacato reagisce, e vengono a galla altre anomalie.

di Giuseppe Di Bella
01 luglio 2008
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 Pubblico dipendente ammalato? “Arresti domiciliari”. Assoluta incertezza sulle procedure e sulla certificazione da produrre.E’ il Salfi (per il momento), Sindacato autonomo lavoratori finanziari, che col Notiziario N° 483 del 30/06/2008, reagisce energicamente alla nuova normativa sul trattamento di malattia dei dipendenti pubblici, introdotta dal Decreto Legge N° 112/08.

Il titolo è già un manifesto all’albo di tanti uffici: “Manovra d’Estate – assenze per malattia ovvero Il dipendente pubblico agli arresti domiciliari”“I dipendenti pubblici sono diventati tutti “truffatori”, “ladri”, “evasori fiscali” e “corruttori”. “Infatti, la seconda parte dell’art. 71 del D.L. 112/08, recita testualmente: “…le fasce orarie di reperibilità del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo, è dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14 alle ore 20.00 di tutti i giorni, compresi i non lavorativi e i festivi …” Ovvero “il dipendente pubblico agli arresti domiciliari”.

“Chi ha concepito quest’articolo, ha paragonato sicuramente il dipendente pubblico ad un “delinquente”, visto che se malauguratamente, si ammala, dovrà rimanere a casa l’intero giorno, con esclusione di un’ora, aggiungendo al danno, la beffa”.

“Tale normativa viene percepita non come una richiesta di effettiva disponibilità per le visite fiscali, ma come una “punizione” da irrogare al dipendente per essersi reso “colpevole” di essersi ammalato”.

“Al di là della detenzione forzata, nello stesso articolo si parla della corresponsione, in caso di periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, nei primi dieci giorni di assenza, solo del trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento avente carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio”.

“Ed ancora, il comma 5 dello stesso articolo, dispone che “…le assenze dal servizio dei dipendenti di cui al comma 1 non sono equiparate alla presenza in servizio ai fini della distribuzione delle somme dei fondi per la contrattazione integrativa…”.

La nota sindacale continua e senza mezzi termini, censura la nuova normativa.“Si tratta di un vero e proprio “sopruso”. Una prevaricazione di potere che è a dir poco intollerabile”.I nodi di una lunga campagna di denigrazione sono al pettine e, continua il Sindacato “La famosa equivalenza, coniata ad hoc dal Ministro Brunetta, del pubblico dipendente fannullone, è stata ben studiata. A cominciare dalle prime frasi espresse al Forum della Pubblica Amministrazione del maggio scorso da Brunetta, e tutte le conseguenze che ne sono derivate, non hanno fatto altro che “giustificare” agli occhi dell’opinione pubblica il decreto che da lì a poco avrebbe presentato”.

Ma il punto dolente, al di là delle vessatorie nuove fasce di reperibilità, è la previsione del secondo comma dell’art. 71 secondo il quale, è bene ripeterlo, “Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare, l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da “struttura sanitaria pubblica”.

E dunque non più col certificato del medico di base.Dell’impatto sociale della norma si discute senza sosta, a tutti i livelli, e la reazione più comune è l’incredulità, seguita da stupore e sconcerto.Si registra grande preoccupazione in seno alla più grande categoria di lavoratori.

Risulta paradossale che il dipendente che si troverà colpito da un terzo episodio di malattia nell’anno (anche se tutti di un solo giorno), o anche una sola volta in un anno, da patologie (abbastanza frequenti) che abbisognano oltre dieci giorni di cure, sarà costretto a recarsi, pur malato, presso una struttura ospedaliera e sottoporsi al calvario delle attese infinite. Infatti le strutture pubbliche non effettuano visite domiciliari, salvo quelle fiscali.

E’ evidente che nel 90% dei casi, l’impiegato ammalato, dovrà transitare dal pronto soccorso e pagare il relativo ticket. Dal pronto soccorso sarà poi indirizzato al Reparto di competenza e dovrà seguire la “normale” trafila, meglio un “calvario” con le attese che conosciamo.Intanto negli uffici che amministrano il Personale si è vissuta un’altra giornata di passione. Infatti inevitabilmente, ieri ed oggi un certo numero di impiegati hanno comunicato per le vie brevi, come da contratto, di essere ammalati.

Non sono state ancora diramate istruzioni dalle Direzioni Centrali e gli Uffici, ma neanche tutti, hanno applicato, l’unica parte immediatamente eseguibile delle nuove disposizioni, ovvero hanno immediatamente disposto le visite fiscali.

Risulta evidente che gli impiegati che si sono ammalati ieri o oggi, non sono in buona parte, neanche a conoscenza delle nuove disposizioni e presenteranno il certificato del medico di base, con conseguenze al momento non prevedibili.

Resta comunque il fatto che questi lavoratori un certificato “fiscale” di un medico appartenente ad una struttura sanitaria pubblica, lo hanno già: quello del medico fiscale.

E questa linea di condotta si sta già delineando nel “fai da te” tutto italiano a cui i dipendenti sono costretti: Attendere la visita fiscale e fare riferimento al certificato del medico fiscale, senza produrre altro se non la prevista comunicazione scritta dello stato di malattia.

L’impressione che circola negli uffici, è quella di un provvedimento frettoloso e approssimativo, che contiene un errore “tecnico” che lo rende praticamente inapplicabile, commesso perché non sono state adeguatamente prefigurate le conseguenze procedurali, ma ci si è limitati ad un proclama, meglio ad una messa al bando, dal forte sapore demagogico.

Ma se così non fosse, se non si trattasse di un errore “tecnico”, se è veramente questo l’intento del Governo, ci troveremmo di fronte ad un regime della malattia, improntato esclusivamente alla massima punizione del pubblico dipendente malato, a prescindere da ogni altra considerazione.

Quindi l’equazione si completerebbe: pubblico dipendente sta a fannullone come impiegato malato sta a truffatore.

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Anonimo 24 luglio 2008   20:30
L'utente ha risposto al commento anonimo del 24 luglio 2008. Visualizza »

Sono perfettamento d'accordo con la Tua analisi, non capisco tutte queste lamentele dei dipendenti pubblici, sono un dipendente presso uno studio privato da 26 anni e non ho mai fatto giorni di malattia, tutti i giorni (mezzogiorno e sera) prima di uscire si parla, sinteticamente, con il datore di lavoro di quanto svolto nella giornata; pertanto, secondo me si deve iniziare a licenziare il lavoratore fannullone e a seguire, dopo un primo avvertimento tramite una consistente multa, si deve licenziare anche il dirigente che non si interessa dei suoi dipendenti. Bisogna controllare anche i medici che rilasciano i certificati. Ed infine, occorrerebe che la guardia di finanza faccia spesso dei blitz negli uffici pubblici per verificare le assenze ingiustificate dei dipendenti.

On. Brunetta, vada avanti su questa strada e vedrà che molti "malati" guariranno. Che bel risparmio per la sanità!!!!!!

La tua analisi è proprio qualunquista e pressapochista, si vede che non conosci il mondo del pubblico impiego ma solo ciò che appare in vetrina. Non ammalarsi per 26 anni è una vera "Grazia", per non parlare della seconda "Grazia" che hai ricevuto... parlare tutti i giorni (mezzogiorno e sera) con il tuo datore di lavoro della giornata svolta, ecc.... si! Credimi, che grande fortuna. Non so se hai famiglia e/o figli, mi sembra difficile per una persona così dedita al lavoro e poco sensibile nei confronti di persone che hanno problemi pratici, di chi deve mettere insieme il pranzo con la cena, i figli ammalati, gli asili nido incapienti; perchè vedi, ti svelo un segreto, la maggior parte degli impiegati pubblici .... SONO DONNE ... MAMME... Per quanto riguarda, poi, la G.di F, intanto te la mettono sotto casa. Che grande paese e che grande civiltà.  

Anonimo 24 luglio 2008   20:13

Siamo più di tremilioni! Vogliamo dimostrare al paese se contiamo davvero così poco ... particolarmente ai piccoli e medi commercianti e artigiani? Facciamo uno sciopero di una settimana ad iniziare dalla spesa quotidiana, è facilmente organizzabile, non si muore di fame per una settimana, ed iniziamo così a renderci visibili. I famosi aiuti alle famiglie (dei ricchi), che questo governo aveva in mente, doveva forse passare attraverso il totale impoverimento delle famiglie degli statali?

Anonimo 11 luglio 2008   16:58
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 luglio 2008. Visualizza »

Ma se un lavoratore è effettivamente in stato di malattia, non capisco perchè non debba stare a casa negli orari previsti dal ministro Brunetta, e non mi sembra una giustificazione il fatto che debba andare a fare la spesa...

 

la verita' è una, che quando si toccano i "privilegi" di una delle tante caste, cioe' quella dei dipendenti pubblici, subito i diretti interessati, e peggio ancora i sindacati, insorgono...

Spero che al piu' presto si proceda anche a iniziare a LICENZIARE chi non produce oppure chi chi non va a lavoro..

 

un esempio per tutti: avete provato a prendere i bus la sera della partita dell'italia con la spagna??

                                ..c'erano il 20% delle cirocolari in giro...e sapete perchè??

                                 LA MAGGIORANZA DEGLI AUTISTI AMAT CHE AVEVANO IL TURNO SERALE SI ERANO MESSI IN   

                                 MALATTIA!   

                                 IN QUESTI CASI L'UNICO RIMEDIO E LICENZIARE!       

 

Sono d'accordo con il castigare gli abusi, ma ci sono persone che hanno davvero problemi di salute, e se non altro, per il fatto che siamo tutti fatti di carne e ossa, a tutti puo' venire un'influenza anche a lei, caro signore. Si auguri che non la licenzino per questo.

Anonimo 11 luglio 2008   16:39
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 luglio 2008. Visualizza »

Rispondo a:

La mia modesta riflessione è questa: Se un disgraziato lavoratore autonomo si ammala come qualsiasi altro comune mortale, chi lo sostiene economicamente? NESSUNO, anzi deve si pregare, ma il padreterno per farlo guarire presto e riprendere il quotidiano lavoro, per ciò se questa famigerata classe di eletti o privileggiati si ammala togliete loro la paghetta quotidiana vedrete che anche a loro viene la prescia a ritornare presto al lavoro, CON O SENZA ACCERTAMENTO O VISITA FISCALE.

 

Hai detto bene, se io mi ammalo mi toglieranno la paghetta vale a dire 8.333 euro l'ora.

Io sono una laureata del pubblico impiego lavoro 144 ore/ mese per 1.200 euro/mese pari a 1.200:144= 8,3333

Hiiiiii credo che "il disgraziato" lavoratore autonomo non guagdagna 8,333 euro ad ora, gia' una colf ne prende 10/12.

Caro artigiano, sono un dipendente pubblico da 36 anni, al servizio anche degli artigiani come lei, che quindi conosco molto bene. Io lavoro tutti igiorni dalle 7,30 del mattino alle 16. Il mio stipendio, già  miserabile, dopo tanti anni, è di 986 euro mensili per fare fronte ad un'utenza spesso ignorante quanto arrogante di 80 persone al giorno. Lei quanti euro guadagna in un giorno? e quanti ne dichiara al fisco e agli enti pubblici? Quante fatture o ricevute fiscali rilascia ai suoi clienti? Il mio stipendio viene tassato fino all'ultimo centesimo, e non posso dichiararmi neppure nullatenente come sicuramente fa lei con il fisco. In compenso auguro a lei e a tutti quelli come lei che pressto sparisca la pubblica amministrazione, di modo che se vorra' un servizio o assistenza sanitaria adeguata dovrà pagarla profumatamente con un'assicurazione privata. Forse non lo sa, ma la pubblica amministrazione e' la coperta che oggi copre tutto il tessuto sociale, dall'operaio all'imprenditore, grazie ai sacrifici dei dipendenti nulafacenti della pubblica amministrazione come me e tanti altri.

Anonimo 08 luglio 2008   00:16
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vergognati.... se io non percepisco lo stipendio e non posso più venire nel tuo negozio a fare la spesa o nel tuo laboratorio, tu vai a chiedere l'elemosina! sai tu quanti dipendenti sono chiamati tutti i giorni a fare lo straordinario e non sono pagati? neanche te lo immagini...  e sai tu quanto è lo stipendio medio nella scuola? te lo dico io: il collaboratore scolastico (bidello) percepisce € 950,00 il professore con 20 anni di servizio ne percepisce € 1.200,00 e sai quante volte si rimane a scuola solo perché i genitori si dimenticano che i figli sono lì? stai zitto che è meglio...

Rispondo a:

La mia modesta riflessione è questa: Se un disgraziato lavoratore autonomo si ammala come qualsiasi altro comune mortale, chi lo sostiene economicamente? NESSUNO, anzi deve si pregare, ma il padreterno per farlo guarire presto e riprendere il quotidiano lavoro, per ciò se questa famigerata classe di eletti o privileggiati si ammala togliete loro la paghetta quotidiana vedrete che anche a loro viene la prescia a ritornare presto al lavoro, CON O SENZA ACCERTAMENTO O VISITA FISCALE.

 

Hai detto bene, se io mi ammalo mi toglieranno la paghetta vale a dire 8.333 euro l'ora.

Io sono una laureata del pubblico impiego lavoro 144 ore/ mese per 1.200 euro/mese pari a 1.200:144= 8,3333

Hiiiiii credo che "il disgraziato" lavoratore autonomo non guagdagna 8,333 euro ad ora, gia' una colf ne prende 10/12.

Anonimo 04 luglio 2008   09:20
L'utente ha risposto al commento anonimo del 04 luglio 2008. Visualizza »

Faccio parte della categoria bersagliata da sempre dallo strapotere  e dalla arroganza della maggioranza degli impiegati, che finalmente da oggi sono messi a ragione alle corde!!!!!

La mia modesta riflessione è questa: Se un disgraziato lavoratore autonomo si ammala come qualsiasi altro comune mortale,  chi lo sostiene economicamente?  NESSUNO,  anzi deve si pregare,  ma il padreterno per farlo guarire presto e riprendere il quotidiano lavoro, per ciò se questa famigerata classe di eletti o privileggiati si ammala togliete loro la paghetta quotidiana vedrete che anche a loro viene la prescia a ritornare presto al lavoro, CON O SENZA ACCERTAMENTO O VISITA FISCALE.

vergognati.... se io non percepisco lo stipendio e non posso più venire nel tuo negozio a fare la spesa o nel tuo laboratorio, tu vai a chiedere l'elemosina! sai tu quanti dipendenti sono chiamati tutti i giorni a fare lo straordinario e non sono pagati? neanche te lo immagini...  e sai tu quanto è lo stipendio medio nella scuola? te lo dico io: il collaboratore scolastico (bidello) percepisce € 950,00 il professore con 20 anni di servizio ne percepisce € 1.200,00 e sai quante volte si rimane a scuola solo perché i genitori si dimenticano che i figli sono lì? stai zitto che è meglio...

Anonimo 04 luglio 2008   06:58
L'utente ha risposto al commento anonimo del 04 luglio 2008. Visualizza »

Faccio parte della categoria bersagliata da sempre dallo strapotere  e dalla arroganza della maggioranza degli impiegati, che finalmente da oggi sono messi a ragione alle corde!!!!!

La mia modesta riflessione è questa: Se un disgraziato lavoratore autonomo si ammala come qualsiasi altro comune mortale,  chi lo sostiene economicamente?  NESSUNO,  anzi deve si pregare,  ma il padreterno per farlo guarire presto e riprendere il quotidiano lavoro, per ciò se questa famigerata classe di eletti o privileggiati si ammala togliete loro la paghetta quotidiana vedrete che anche a loro viene la prescia a ritornare presto al lavoro, CON O SENZA ACCERTAMENTO O VISITA FISCALE.

Gentile signore, sono una dipendente pubblica che non si sente affatto fannullona, ho lavorato nel privato molti anni prima di venire assunta per concorso pubblico presso l'amministrazione e non ho certamente perso l'abitudine a lavorare, sono fiera di poterle dire che la totalità dei cittadini che si rivolgono al ns. ufficio ci ringraziano per la gentilezza e disponibilità (e badi, non lavoro nel sociale)  nonostante i tempi biblici della ns procedura.

Le assenze per malattia, mie come di altri tanti colleghi, sono sempre ridotte all'osso e non certo per amore di gloria, semplicemente perchè abbiamo una coscienza ed il ns stipendio ce lo vogliamo guadagnare come tutti: lavorando.

Lei però ha una vaga idea di quanto percepisce di stipendio un dipendente pubblico? Non dirigente?  La mia busta netta è di € 1290,00 al mese per 36  ore di lavoro settimanali e sono di una categoria già alta, la maggiorazione per 1 ora di straordinario (che deve essere autorizzato preventivamente dal dirigente) è di € 1.86 lordi.

Lei quando lavora tutti i giorni ha un salario netto dello stesso importo? per non parlare di meritocrazia, ma dove?!?

Confesso che sono molto arrabbiata per questa decreto, se dovessi ammalarmi sono discriminata sul piano economico e gestionale (certificato che non so chi mi dovrebbe rilasciare, ore di reperibilità) da qualsiasi lavoratore dipendente.

Come al solito si generalizza, così è più comodo e meno faticoso colpire tutti indistintamente che fare veramente la cernita e cominciare ad eliminare le mele marce, che ci sono e che, glielo assicuro, danno più rabbia a noi che li abbiamo a fianco come colleghi e li paghiamo come tutti i cittadini.

Se non hanno la capacità e la forza di beccare i veri fannulloni, ma tutti siamo uguali, lei non si chiederebbe: "a me chi lo fare di lavorare cercando di farlo come sempre ho fatto piuttosto che incrociare le braccia e aspettare che venga sera?"

 

Anonimo 03 luglio 2008   12:21
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TRATTARE TUTTI I DIPENDENTE PUBBLICI COME VAGABONDI E' COME DIRE CHE TUTTI  I NAPOLETANI SONO SUDICI ,CHE TUTTI I MILANESI SONO GRANDI LAVORATORI,TUTTI I SICILIANI SONO MAFIOSI ,TUTTI GLI STRANIERI SONO DELINQUENTI.DIRE CHE LA MAGGIOR  PARTE DEI DIPENDENTI PUBBLICI E' ABITUATO A NON FAR NULLA E' MOLTO GRAVE ,SEMBRA QUASI CHE CHI PARLA ABBIA UNA ESPERIENZA PERSONALE ,MOLTO PERSONALE .IO NELLA MIA VITA HO CAMBIATO DIVERSI LAVORI PERCHE' PRECARI ,HO LAVORATO NEL PUBBLICO E NEL PRIVATO E IL VAGABONDO C'E' IN TUTTI I SETTORI .MI VIENE IN MENTE UNA FRASE DI FABRIZIO DE ANDRE'  ...LA GENTE DA' BUONI CONSIGLI QUANDO NON PUO' DARE CATTIVO ESEMPIO .IN OSPEDALE AD ESEMPIO LAVORA TANTA GENTE CHE LAVORA CON PASSIONE ,MA CHE E' REDUCE DI GRAVI MALATTIE,CHE HA AVUTO UN INFARTO ,CHE HA LA SCLEROSI A PLACCHE ,ECC..FACCIAMO PIU' CONTROLLI ,MA NON SCHERZIAMO SULLA SALUTE PENALIZZANDO CHI E' VERAMENTE MALATO.

E' sempre la solita storia: in Italia, o non funziona niente o si parte "lancia in resta" a combattere crociate "contro"!... Non condivido mai questo tipo di impostazione. I politici farebbero bene a asciare il mondo (anche quello normativo) com'è e cominciare a rimboccarsi le maniche per farlo funzionare con gli strumenti che già ci sono a disposizione. Chiedo, ad esempio: si è mai verificato che un medico fiscale contraddica la diagnosi del medico di base?... No, ovviamente. Perché anche se il "malato" è evidentemente sano come un pesce (e il medico, se è tale e non è un ciarlatano, può facilmente verificarlo), il medico fiscale "non si prende mai la responsabilità" di contraddire un collega. Meglio non correre rischi!... Siamo un Paese allo sbando. L'Italia non funziona perché ha perso il senso del dovere, il senso delle proporzioni, il senso della responsabilità, il rispetto dei ruoli e dei compiti altrui, il senso del servizio alla collettività, il piacere di fare del bene agli altri, il piacere dell'imparzialità, il piacere della gestione corretta della "cosa pubblica". Sono sfiduciato. Gli Italiani non recupereranno tanto facilmente questo "gap" etico-morale. Sono troppo impastati di "favori", "opportunismi", "poltrone", "amici", "mors tua vita mea", ecc. ecc. ecc... Difficile uscirne. E L'ATTUALE CLASSE POLITICA, PER DI PIU', E' DI INFIMA LEGA!!! Buona fortuna, Italia.

Anonimo 03 luglio 2008   09:04
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Rispondo al commento "la verità è che la maggior parte dei pubblici dipendenti è abituata a non fare nulla ed ad assentarsi quando ne ha voglia.Il fatto di ammalarsi e stare in casa è assolutamente un insulto per il pubblico dipendente abituato ad ammalarsi per andare in gita, a vedere la partita , al cinema o semplicemente coltivare un qualsiasi hobby che non consente di lavorare.Arresti domiciliari ? Gli dovrebbero dare quelli veri arresti, perchè se è fuori casa vuol dire che sta bene e sta truffando tutti noi, visto che l'immeritato stipendio è pagato con le tasse versate da noi tutti".

 

Egregio Signore Lei, come una buona parte degli italiani, confonde i reati con i luoghi comuni. Se un dipentente pubblico o privato, finge di essere malato e fa il carpentiere, il datore di lavoro, che non può non sapere, lo denuncia e lo licenzia, i mezzi ci sono.

Ma che nesso c'è tra  il reato di un singolo, o di tanti singoli,  e la punizione di tutta una catregoria dii lavoratori? CI RIFLETTA UN MOMENTO.

io però non riesco a capire perchè se uno è ammalato e quindi non può recarsi al lavoro, debba offendersi se il datore di lavoro vuole accertarsene.

Il fatto di dovere andare a farsi rilasciare il certificato medico è una scusa e soltanto una scusa PERCHE' SE IL PAZIENTE E' AMMALATO E NON PUO' USCIRE IL MEDICO DI BASE HA L'OBBLIGO  DI VISITARLO A CASA  GRATUITAMENTE PENA LA DENUNZIA AL MEDICO PROVINCIALE ED AL CONSIGLIO DELL'ORDINE

Anonimo 03 luglio 2008   00:57
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Ma se un lavoratore è effettivamente in stato di malattia, non capisco perchè non debba stare a casa negli orari previsti dal ministro Brunetta, e non mi sembra una giustificazione il fatto che debba andare a fare la spesa...

 

la verita' è una, che quando si toccano i "privilegi" di una delle tante caste, cioe' quella dei dipendenti pubblici, subito i diretti interessati, e peggio ancora i sindacati, insorgono...

Spero che al piu' presto si proceda anche a iniziare a LICENZIARE chi non produce oppure chi chi non va a lavoro..

 

un esempio per tutti: avete provato a prendere i bus la sera della partita dell'italia con la spagna??

                                ..c'erano il 20% delle cirocolari in giro...e sapete perchè??

                                 LA MAGGIORANZA DEGLI AUTISTI AMAT CHE AVEVANO IL TURNO SERALE SI ERANO MESSI IN   

                                 MALATTIA!   

                                 IN QUESTI CASI L'UNICO RIMEDIO E LICENZIARE!       

 

Sono perfettamento d'accordo con la Tua analisi, non capisco tutte queste lamentele dei dipendenti pubblici, sono un dipendente presso uno studio privato da 26 anni e non ho mai fatto giorni di malattia, tutti i giorni (mezzogiorno e sera) prima di uscire si parla, sinteticamente, con il datore di lavoro di quanto svolto nella giornata; pertanto, secondo me si deve iniziare a licenziare il lavoratore fannullone e a seguire, dopo un primo avvertimento tramite una consistente multa, si deve licenziare anche il dirigente che non si interessa dei suoi dipendenti. Bisogna controllare anche i medici che rilasciano i certificati. Ed infine, occorrerebe che la guardia di finanza faccia spesso dei blitz negli uffici pubblici per verificare le assenze ingiustificate dei dipendenti.

On. Brunetta, vada avanti su questa strada e vedrà che molti "malati" guariranno. Che bel risparmio per la sanità!!!!!!

Anonimo 02 luglio 2008   23:40

Ma se un lavoratore è effettivamente in stato di malattia, non capisco perchè non debba stare a casa negli orari previsti dal ministro Brunetta, e non mi sembra una giustificazione il fatto che debba andare a fare la spesa...

 

la verita' è una, che quando si toccano i "privilegi" di una delle tante caste, cioe' quella dei dipendenti pubblici, subito i diretti interessati, e peggio ancora i sindacati, insorgono...

Spero che al piu' presto si proceda anche a iniziare a LICENZIARE chi non produce oppure chi chi non va a lavoro..

 

un esempio per tutti: avete provato a prendere i bus la sera della partita dell'italia con la spagna??

                                ..c'erano il 20% delle cirocolari in giro...e sapete perchè??

                                 LA MAGGIORANZA DEGLI AUTISTI AMAT CHE AVEVANO IL TURNO SERALE SI ERANO MESSI IN   

                                 MALATTIA!   

                                 IN QUESTI CASI L'UNICO RIMEDIO E LICENZIARE!       

 

Anonimo 02 luglio 2008   18:25
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la verità è che la maggior parte dei pubblici dipendenti è abituata a non fare nulla ed ad assentarsi quando ne ha voglia.

Il fatto di ammalarsi e stare in casa è assolutamente un insulto per il pubblico dipendente abituato ad ammalarsi per andare in gita, a vedere la partita , al cinema o semplicemente coltivare un qualsiasi hobby che non consente di lavorare.

Arresti domiciliari ? Gli dovrebbero dare quelli veri arresti, perchè se è fuori casa vuol dire che sta bene e sta truffando tutti noi, visto che l'immeritato stipendio è pagato con le tasse versate da noi tutti

TRATTARE TUTTI I DIPENDENTE PUBBLICI COME VAGABONDI E' COME DIRE CHE TUTTI  I NAPOLETANI SONO SUDICI ,CHE TUTTI I MILANESI SONO GRANDI LAVORATORI,TUTTI I SICILIANI SONO MAFIOSI ,TUTTI GLI STRANIERI SONO DELINQUENTI.DIRE CHE LA MAGGIOR  PARTE DEI DIPENDENTI PUBBLICI E' ABITUATO A NON FAR NULLA E' MOLTO GRAVE ,SEMBRA QUASI CHE CHI PARLA ABBIA UNA ESPERIENZA PERSONALE ,MOLTO PERSONALE .IO NELLA MIA VITA HO CAMBIATO DIVERSI LAVORI PERCHE' PRECARI ,HO LAVORATO NEL PUBBLICO E NEL PRIVATO E IL VAGABONDO C'E' IN TUTTI I SETTORI .MI VIENE IN MENTE UNA FRASE DI FABRIZIO DE ANDRE'  ...LA GENTE DA' BUONI CONSIGLI QUANDO NON PUO' DARE CATTIVO ESEMPIO .IN OSPEDALE AD ESEMPIO LAVORA TANTA GENTE CHE LAVORA CON PASSIONE ,MA CHE E' REDUCE DI GRAVI MALATTIE,CHE HA AVUTO UN INFARTO ,CHE HA LA SCLEROSI A PLACCHE ,ECC..FACCIAMO PIU' CONTROLLI ,MA NON SCHERZIAMO SULLA SALUTE PENALIZZANDO CHI E' VERAMENTE MALATO.

Anonimo 02 luglio 2008   18:23
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Faccio parte della categoria bersagliata da sempre dallo strapotere  e dalla arroganza della maggioranza degli impiegati, che finalmente da oggi sono messi a ragione alle corde!!!!!

La mia modesta riflessione è questa: Se un disgraziato lavoratore autonomo si ammala come qualsiasi altro comune mortale,  chi lo sostiene economicamente?  NESSUNO,  anzi deve si pregare,  ma il padreterno per farlo guarire presto e riprendere il quotidiano lavoro, per ciò se questa famigerata classe di eletti o privileggiati si ammala togliete loro la paghetta quotidiana vedrete che anche a loro viene la prescia a ritornare presto al lavoro, CON O SENZA ACCERTAMENTO O VISITA FISCALE.

Osservazioni.

Sulle ore di permanenza a casa non ho particolari critiche anche se mi
sembra eccessivo. Se uno vive da solo in un piccolo centro dove i negozi
chiudono all'ora di pranzo e la sera alle 20.00, dopo una settimana muore di
fame a meno che non trovi qualcuno che gli faccia la spesa. Però potrebbe
anche abitare in una casa isolata in campagna e allora ne troveremmo il
corpo. Per andare a fare la spesa per mangiare si esce 30' anche malati ma
se i negozi sono chiusi quando posso uscire che faccio? Inoltre l'attesa al
pronto soccorso con codice bianco non sarà pari a quella del medico di
famiglia e la devo fare anche per una colite avuta fra le 3 e le 10 del
mattino. Fortunatamente non sarò al posto di molte donne che soffrono di
dolori mestruali invalidanti per una giornata e che dovranno recarsi al
pronto soccorso da un medico sconosciuto per un certificato. Nè sono fra
quelli malati di stati depressivi che dovranno recarsi al pronto soccorso e
farsi certificare da uno che non sa nulla delle sua malattia "oscura". Per
non parlare del fatto che il medico del  pronto soccorso ti potrebbe fare
prescrizioni senza sapere a cosa tu sei allergico o quali malattie pregresse
hai avuto o quali medicinali già prendi. Se si sbaglia e fa un danno, chi
paga? Il medico precario del pronto soccorso e il direttore sanitario, anche
loro vessati dalla medesima norma? chi glielo fa fare a rischiare?

Inoltre se ho la certificazione del pronto soccorso, il medico fiscale,
della medesima struttura, a che titolo viene? Solo per vedere se sto a casa?
Quale medico contesterebbe un pronto soccorso? A cosa è ridotto il suo
compito di medico?

Per quanto riguarda la certificazione sorgono alcuni problemi pratici e di
impatto economico che rendono l'utilità dell'operazione negativa.
Prova ad ipotizzare cosa sarà un pronto soccorso nei mesi di epidemia
influenzale. A Roma i pubblici dipendenti sono centinaia di migliaia, basta
che l'incidenza sia del 2 per mille giornaliero e avremo rapidamente un
migliaio di persone al giorno ad intasare i pronti soccorsi.

Se abito a 30 km dal più vicino ospedale come in molti piccoli comuni si
arriva al paradosso che, se lavoro in quel Comune, devo prendere l'auto,
malato, per ecarmi all'ospedale più vicino, magari in inverno e sotto la
neve. A Ascrea, Saracinisco, Collepardo, Pietracamela, Castelsantangelo sul
Nera, in inverno e con la neve lo trovo un taxi? Non siamo solo noi di Roma
ad avere problemi ma anche e di più le decine di migliaia di lavoratori
pubblici residenti in centri minuscoli o medi senza strutture ospedaliere e
senza sedi ASL. Noi siamo a questo punto di serie B. Loro sono di serie C o
D?

Per fare tutte le certificazioni alla fine dovranno fare dei servizi
appositi presso le ASL, capaci di visite domiciliari. Per fare quello che fa
il medico di famiglia, che comunque esisterebbe e continuerebbe ad essere
pagato anche per i dipendenti pubblici. Ossia molte più strutture, molto più
personale, duplicazione dei compiti. A carico ovviamente dei bilanci
sanitari regionali già disastrati. Questo per eliminare qualche furbo.
Basterebbero dei controlli seri sui malati e costerebbe di gran lunga meno.
E Brunetta fa anche l'economista! Un semplice ragionamento fa capire che la
soluzione è follemente antieconomica e che non è in grado di fare nemmeno
una valutazione costi - benefici.

Altro paradosso. La certificazione della struttura sanitaria serve anche per
il primo evento di malattia dell'anno se supera 10 giorni. Ma all'inizio
della malattia come faccio ad essere certo di quanto mi dura?

Inoltre, se ovviamente vado dal mio medico che mi conosce e mi da 10 giorni
e poi vado al pronto soccorso, avendo già un certificato medico, a parte
l'assurdità di 2 certificati medici, il medico del pronto soccorso può
correggere con proprio certificato quello del mio medico riducendo la
prognosi a 8 giorni? Se il nono rientro in ufficio e mi prendo una polmonite
perché non mi sono riguardato a sufficienza ovviamente denuncerò il medico
del pronto soccorso. Ne deriva che consapevoli del pericolo di denuncia
nessun medico del pronto soccorso si porrà in contrasto con il medico di
famiglia perché potrebbe rischiare in modo personale mentre confermando non
rischia nulla, con la differenza chge avrò un certificato ASL che nessun
medico fiscale potrà mai contestare e forse nemmeno controllare.

Infine, anche se potrei continuare, i pronti soccorsi non possono fare
certificazioni ma al più inviarti allo specialista di turno che sarà già
abbastanza ingolfato. Si potrebbe arrivare al paradosso di ottenere visite
specialistiche senza aver tempi di attesa di mesi e, forse, senza ticket.
Però finalmente avremo eliminato le file, almeno per i dipendenti pubblici.
Ma anche uno specialista si metterà in contrasto con il medico di famiglia?
e se dovesse poi sbagliarsi o dare un medicinale a cui si è allergici e non
lo sa?

Insomma la disciplina è un pastrocchio senza precedenti: inapplicabile,
sostanzialmente inutile, antieconomica, semplicemente vessatoria e che
conduce a risultati paradossali che avranno il risultato di distruggere la
sanità pubblica e i bilanci regionali, alla faccia del federalismo tanto
decantato.


Infine, dato l'origine del commento, se il lavoratore autonomo non mi fa la fattura o la ricevuta fiscale evadendo le tasse che il lavoratore dipendente, pubblico o privato, invece pagano di sicuro, a chi sta truffando o rubando se non allo Stato e a me che pago le tasse? Come lo vogliamo definire?

Per utlimo, se il lavoratore autonomo o un suo familiare deve andare al pronto soccorso che trova ingolfato da coloro che, malati, sono in fila per un certificato, che fa? con chi protesta? se questa norma gli piace è meglio che stia zitto? ancor più se non rilascia ricevute o fatture (e non è un luogo comune perché ne abbiamo tutti un'esperienza diretta)

Anonimo 02 luglio 2008   16:44

I COMMENTI SONO LO SPECCHIO PIU' EVIDENTE DELL'AVVERSIONE CHE SI E' INSTILLATA CONTRO I PUBBLICI DIPENDENTI. SI COMMENTANO DA SOLI.

Anonimo 02 luglio 2008   16:37
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 luglio 2008. Visualizza »

la verità è che la maggior parte dei pubblici dipendenti è abituata a non fare nulla ed ad assentarsi quando ne ha voglia.

Il fatto di ammalarsi e stare in casa è assolutamente un insulto per il pubblico dipendente abituato ad ammalarsi per andare in gita, a vedere la partita , al cinema o semplicemente coltivare un qualsiasi hobby che non consente di lavorare.

Arresti domiciliari ? Gli dovrebbero dare quelli veri arresti, perchè se è fuori casa vuol dire che sta bene e sta truffando tutti noi, visto che l'immeritato stipendio è pagato con le tasse versate da noi tutti

Rispondo al commento "la verità è che la maggior parte dei pubblici dipendenti è abituata a non fare nulla ed ad assentarsi quando ne ha voglia.Il fatto di ammalarsi e stare in casa è assolutamente un insulto per il pubblico dipendente abituato ad ammalarsi per andare in gita, a vedere la partita , al cinema o semplicemente coltivare un qualsiasi hobby che non consente di lavorare.Arresti domiciliari ? Gli dovrebbero dare quelli veri arresti, perchè se è fuori casa vuol dire che sta bene e sta truffando tutti noi, visto che l'immeritato stipendio è pagato con le tasse versate da noi tutti".

 

Egregio Signore Lei, come una buona parte degli italiani, confonde i reati con i luoghi comuni. Se un dipentente pubblico o privato, finge di essere malato e fa il carpentiere, il datore di lavoro, che non può non sapere, lo denuncia e lo licenzia, i mezzi ci sono.

Ma che nesso c'è tra  il reato di un singolo, o di tanti singoli,  e la punizione di tutta una catregoria dii lavoratori? CI RIFLETTA UN MOMENTO.

Anonimo 02 luglio 2008   15:26
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 luglio 2008. Visualizza »
se i dipendenti si prendono un giorno di malattia, perchè realmente malati, è giusto che stiano a casa a curarsi e non in giro. quindi perchè no alle visite durante tutto il giorno?? così vediamo se finalmente negli uffici si troverà qualcuno!!

Furbone come fa ad andare dal medico per farsi rilasciare il certificato, ovvero vuoi che venga il medico a casa con la visita a pagamento?

Anonimo 02 luglio 2008   15:02
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 luglio 2008. Visualizza »

GRAZIE RENATO! SEI GRANDE!

GRAZIE ALLA TUA RACCOMANDAZIONE A LAVORO FACCIO QUELLO CHE VOGLIO!

LE RACCOMANDAZIONI DEL PDL SONO UNA BOMBA!

ISCRIVIAMOCI TUTTI AL PDL!

 

PREGHIAMO TUTTI

IL NEODUCE BERLUSCONI

Faccio parte della categoria bersagliata da sempre dallo strapotere  e dalla arroganza della maggioranza degli impiegati, che finalmente da oggi sono messi a ragione alle corde!!!!!

La mia modesta riflessione è questa: Se un disgraziato lavoratore autonomo si ammala come qualsiasi altro comune mortale,  chi lo sostiene economicamente?  NESSUNO,  anzi deve si pregare,  ma il padreterno per farlo guarire presto e riprendere il quotidiano lavoro, per ciò se questa famigerata classe di eletti o privileggiati si ammala togliete loro la paghetta quotidiana vedrete che anche a loro viene la prescia a ritornare presto al lavoro, CON O SENZA ACCERTAMENTO O VISITA FISCALE.

Anonimo 02 luglio 2008   14:20

la verità è che la maggior parte dei pubblici dipendenti è abituata a non fare nulla ed ad assentarsi quando ne ha voglia.

Il fatto di ammalarsi e stare in casa è assolutamente un insulto per il pubblico dipendente abituato ad ammalarsi per andare in gita, a vedere la partita , al cinema o semplicemente coltivare un qualsiasi hobby che non consente di lavorare.

Arresti domiciliari ? Gli dovrebbero dare quelli veri arresti, perchè se è fuori casa vuol dire che sta bene e sta truffando tutti noi, visto che l'immeritato stipendio è pagato con le tasse versate da noi tutti

Anonimo 02 luglio 2008   11:19

GRAZIE RENATO! SEI GRANDE!

GRAZIE ALLA TUA RACCOMANDAZIONE A LAVORO FACCIO QUELLO CHE VOGLIO!

LE RACCOMANDAZIONI DEL PDL SONO UNA BOMBA!

ISCRIVIAMOCI TUTTI AL PDL!

 

PREGHIAMO TUTTI

IL NEODUCE BERLUSCONI

Anonimo 02 luglio 2008   09:31
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 luglio 2008. Visualizza »

Cosa fa la triplice? Cosa pensa? possibile che Berlusconi abbia annichilito  tutti??

se i dipendenti si prendono un giorno di malattia, perchè realmente malati, è giusto che stiano a casa a curarsi e non in giro. quindi perchè no alle visite durante tutto il giorno?? così vediamo se finalmente negli uffici si troverà qualcuno!!
Anonimo 02 luglio 2008   08:39

E' il caso che i sindacati, che dovrebbero essere al servizio dei lavoratori e difenderlidai sopprusi, forse unavlta...., si diano una smossa. Non vorrei che questa fosse l'ultima goccia che fa teaboccare il vaso...

grazie 

Anonimo 02 luglio 2008   06:17

Se Epifani, Bonanni ed Angeletti hanno veramente intenzione di prolungare l'esistenza delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, abbiano la capacità di fare ciò che riuscì a realizzare Sergio Cofferati nel 2003 con gli iscritti della CGIL. Una grande manifestazione di protesta, ovviamente pacifica, contro il governo, con più di tre milioni di persone i piazza a Roma. Il tutto ovviamente con la partecipazione dei dipendenti pubblici in qualsiasi modo contrattualizzati; anche, se non soprattutto, quelli che hanno votato questo governo meschino che ha individuato nei dipendenti della Pubblica Amministrazione il male dell'Italia. Francesco R. 

Anonimo 01 luglio 2008   23:04

Cosa fa la triplice? Cosa pensa? possibile che Berlusconi abbia annichilito  tutti??

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