La Rai impugnerà la sentenza

30 giugno 2008
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Con un'ordinanza di 13 pagine depositata questa mattina il Giudice Vetritto del Tribunale del Lavoro di Roma, accogliendo il ricorso proposto in via di urgenza da Agostino Sacca', ha sospeso gli effetti del provvedimento di sospensione cautelare disposto dalla Rai nei suoi confronti il 21 dicembre 2007 ed ha ordinato all'Azienda di riammetterlo in servizio nel ruolo precedentemente svolto. "La decisione -annuncia l'azienda in una nota- sara' impugnata dalla Rai con reclamo davanti al Tribunale in 
composizione collegiale".
 
"Secondo il giudizio della dottoressa Vetritto, che ne da' conto con ampia motivazione, la Rai avrebbe avuto gia' da tempo gli elementi di fatto necessari e sufficienti ad adottare sanzioni disciplinari, anche risolutive, nei confronti del dottor Sacca', senza bisogno -risporta la Rai- di attendere che sugli stessi fatti si pronunci in sede penale il Gup presso il Tribunale di Napoli: non c'era, pertanto, ragione per procrastinare la sospensione cautelare dal servizio ne' 
per sospendere il procedimento disciplinare".
 
"Dai fatti acquisiti e valutati fin dal 30 aprile 2008, si rileva nell'ordinanza, risultano, infatti, 'profili di violazione del comportamento addebitato al lavoratore delle norme del Codice Civile e del Codice Etico vigente in Azienda' in 'un quadro di contrarieta' delle condotte del dipendente ai propri doveri di prestatore di lavoro in ambito Rai'", sottolinea viale Mazzini. 
 

"In particolare, il Giudice ha ritenuto giuridicamente inefficaci -riporta ancora la Rai- la protrazione della sospensione del rapporto di lavoro e la sospensione del procedimento disciplinare poiche' la Rai, in base agli elementi in suo possesso, in parte non contestati ovvero comprovati da intercettazioni telefoniche ormai di pubblico dominio, sarebbe stata in grado di 'valutare se i comportamenti di un proprio dirigente apicale, responsabile di un settore di particolare importanza, siano meritevoli di sanzioni disciplinari oppure no'". "Piu' in dettaglio l'ordinanza specifica, tra l'altro -specificala Rai-, che e' infatti palese che l'aver manifestato i propri progetti di abbandono dell'Azienda e di inizio di un'attivita' di tipo imprenditoriale a dipendenti della societa' che e' la principale concorrente della propria datrice di lavoro prima che a quest'ultima, costituisce atteggiamento che, benche' difficilmente sanzionabile in sede penale, poteva e doveva essere valutato dall'Azienda in sede disciplinare'".

Al riguardo la Rai "ricorda di aver atteso l'ulteriore e definitiva documentazione, preannunziata dalla Procura di Napoli e successivamente inviata il 16 maggio ultimo scorso, al fine di assumere le proprie decisioni sulla base di un'istruttoria completa a garanzia dell'Azienda e dei soggetti interessati. La trascrizione dell'ingente materiale rilevante e' stata messa a disposizione degli organi aziendali competenti giovedi' scorso per le determinazioni del caso".

 

 

Fonte: ansa
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