"E' il premier che si deve scusare con gli italiani, non io". Cosi' il leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro risponde a Lucia Annunziata, conduttrice della trasmissione 'In mezz'ora' in onda su Raitre, circa l'intenzione di chiedere scusa al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per le frasi pronunciate ieri.
Di Pietro ricorda che "sotto campagna elettorale, Berlusconi aveva promesso che si sarebbe attivato per far stare bene i cittadini; e invece ora fa leggi che servono solo a lui. Il mio linguaggio puo' essere crudo, ma e' la cruda realta. Il suo e' un vero insulto agli italiani". Per questo motivo, "non penso che io mi debba scusare: e' lui che non puo' fare il capo del governo e poi telefonare per dire di assumere questo o quest'altro sulla rete pubblica".
Bravo Di Pietro.
Papale papale!
Ad ognuno la propria qualifica.
Evviva la chiarezza del tuo politichese.
Ma se aspetti le scuse dalle facce di bronzo! Campa cavallo!
Non il magnaccion! Ma la società dei magnaccion…
La caccia è aperta, o perché come ex gip Di Pietro sa molto più di quanto noi peones conosciamo, oppure veramente c’è dell’astio con “B.e.”, e chi ha tra loro iniziato le ostilità è solo pettegolezzo.
Certo si può ben essere d’accordo con l’ex “poliziotto/magistrato/parlamentare/unicooppositore”, o si può sostenere la tesi della congiura come “B.e.” dichiara, ma, tutto sommato, dal “romanzo B.e.controD.P” emerge solo uno sconsolante spaccato della politica italiana che mostra d’avere a cuore solo le sorti della casta, mai quelle dell’Italia e degli italiani. Perciò, le promesse elettorali del pruriginoso imprenditore d’Arcore, anche mafioso d’Arcore come lo definivano i leghisti, si sono ridotte alla sparizione dell’Ici sulla prima abitazione, e poi a vietare l’ingresso ai clandestini che però continueranno a farlo perché non sono stati forniti all’A.G. gli strumenti per fermarli. Fatte le normative che possiamo definire gli specchietti per le allodole, subito sono iniziate le leggi salva B.e. e salva patrimonio di B.e.
Così, è riemerso l’assistenzialismo statale invece di un trattamento economico migliore per gli italiani, la carta una tantum dedicata agli anziani con basso reddito. Contemporaneamente il programma di riduzione delle tasse si è sciolto come neve al sole, ed al primo lodo Schifani sta facendo seguito il secondo, questa volta perorato da Angelino, avvocato di B.e. portato alla Giustizia con compiti precisi: “La difesa di Sua Eccellenza B.e.”.
Intanto il petrolio continua il suo rincaro, mafia/camorra/’ndrangheta/sacra corona impongono i loro cartelli taglieggiando i commercianti e gli acquirenti finali, il Parlamento assente e muto per le necessità del paese continua ad essere luogo di consumatori di stupefacenti e l’italiano, anzi l’italyota, tra questi anch’io, paga per far star bene le loro Eccellenze che presto reclameranno lo jus primae noctis.
Ma del malessere appena accennato, a tutti noto, non voglio parlare più di quanto già ho fatto, espongo, invece, che se B.e. è cercatore di gnocca e magnaccia, la casta lo è almeno quanto lui.
Chi è la casta, arduo problema da stabilire. Essa, intanto, si distingue in primaria e secondaria a secondo chi sta al Governo, così c’è chi più è in, e chi più è out, ma ambedue hanno diritti incommensurabili. Però il loro circondario, quello che sorregge i parlamentari con il potere periferico, è altrettanto divoratore di capitali creati dai contribuenti. Così nella casta annoveriamo il carrozzone Rai, quello Alitalia, editori e giornalisti mantenuti dall’erario, eccellenze, autorità a questo e quello strapagate per fare i propri comodi, imprenditori e banchieri che non producono ma guadagnano ingentemente attraverso leggi compiacenti che permettono l’usura di Stato, regioni, province, comuni, comunità montane, partecipate… tutti luoghi in cui sistemare le mogli degli amici, i figli degli amici, gli amici degli amici. Casta particolare è il clero, non tanto i “diseredati” di provincia, quanto quello che s’adorna di titoli onorifici, questo, proprio questo ha diritti intoccabili e…santi, voluti dal loro dio. Ah, si fosse Deo… però vivono felici e contenti…
E’ necessario spiegare perché tutti quelli detti, mi scuso per i tralasciati per dimenticanza, sono magnaccia? Lo sono perché ormai repubbli_cani di una res che non è publica, ma di loro proprietà avendo chi lavora/batte per loro. Facciamo un salto indietro e torniamo con la memoria al 1943, al 1946, ed al 1948. Dagli accordi segreti di allora, sempre più perfezionati con i politicanti di casa, o cosa nostra, che si sono succeduti nel tempo, ovviamente intese inconfessabili emerse per induzione logica, si creò l’Italya colonya di U$A/Israel.
E, se qualcuno s’azzarda d dire della dipendenza dell'italyota nazione, Facio/Nirestein ne è un esempio, "son augelli senza zucchero per lui”.
Così, l’Italya, serva e non signora, combatte le guerre per U$A/Israel con circa 12 mila militari in missioni estere: “Afghanistan, Iraq, Kossovo, Somalia, Libano...”. E proprio in quest’ultima nazione qualche intelligentone vorrebbe che i nostri militari, mentre assistono a manovre israeliane d’invasione, disarmino le popolazioni arabe ritenute “terroristi”. In realtà tali povere genti, cacciate dalle loro abitazioni, paesi e città, e massacrate anche nei loro tuguri d’accomodo, non possiedono un esercito regolare, perciò usano come difesa qualsiasi mezzo disponibile, come i kassam lanciati a spalla con un’imprecisione incredibile, e con un carico massimo di tritolo pari a kg 5. Sì, la violenza è il primo ed unico rifugio degli imbecilli! Ma se a Voi invadessero la casa buttandovi fuori con i figli, che fareste?
Le genti arabe muoiono a centinaia, bambini compresi, in vero olocausto per mantenere il ricco occidente dei magnaccia; ma tali genti non controllano la stampa ed i loro morti non fanno chiasso, mentre anche un caduto o ferito della controparte urla come aquila spennacchiata che perde le ultime penne.
Della svendita d’Italia, per mantenere da parte dei nostri magnaccia che siedono in parlamento il potere solo nazionale, fa parte anche l’accettare un centinaio d’ordigni atomici nel nostro territorio, e truppe (d’occupazione) statunitensi che non comprano nemmeno le uova nel nostro Paese perché giornalmente, nelle grandi basi, anche il vettovagliamento giunge con aerei da carico. Eppure l’italyota, nel suo territorio, s’era espresso contro l’uso del nucleare anche per scopi energetici, comprando però energia elettrica all’estero fabbricata con l’uso di reattori nucleari.
E poi eccoli lì gli squallidi borghesi, gli esasperati antifascisti dell’ultima ora che plaudono in via dei Fori Imperiali insieme con Iscarioti anche provenienti dal M.S.I. Eccoli lì, tutti insieme, nell’occasione della ricorrenza della commemorazione di una libertà che ci rese schiavi. Schiavi come egregiamente indica la favola del cavallo che per combattere il suo nemico lupo accettò d’allearsi con l’uomo che gli mise la sella, e che più non gli tolse.
Ma per essere lì, nel palco di via dei Fori Imperiali bisogna essere magnaccia afferma il mio amico agrigentino Jachinu, e chi mai potrà dargli torto. Ah, sì, gli daranno torto i magnaccia perché per ora il potere è loro, anzi è così perché l’oro vinse con il tradimento sull’Idea e sull’Ideale.
Dies irae, dies illa,… Quantus tremor est futurus
kiriosomega