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Veltroni, à la guerre comme à la guerre. "Berlusconi prende in giro i cittadini e si occupa solo dei suoi affari personali. Ora basta. Il dialogo è finito"

29 giugno 2008
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  "L'Italia vive la crisi più drammatica dal dopoguerra in poi. Berlusconi prende in giro i cittadini e si occupa solo dei suoi affari personali. Ora basta. Il dialogo è finito". Walter Veltroni, segretario del Pd attacca il Cavaliere ed il governo e si dichiara favorevole "ad una grande manifestazione d'autunno". Veltroni boccia la manovra del governo e descrive una situazione economica "in piena stagnazione".

"La crisi ha origini

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antiche - dice - ma oggi quello che sconcerta è il capovolgimento delle priorità". E fotografa la situazione del Paese "attraversato da impoverimento, insicurezza e paura. E la nostra destra che fa? chiede le impronte dei bambini rom, una cosa che solo a sentirla fa venire i brividi. Vara una manovra che truffa i cittadini. Inventa il reato di immigrazione clandestina che il premier definisce impraticabile dopo aver firmato il ddl che lo contiene. Inventa la bufala dei mutui, che costa 13 mila euro in più a famiglia. mette in scena la farsa dei rifiuti con Bossi e Calderoli che chiedono alle regioni di prendere i rifiuti. perché non l'hanno chiesto prima. Anche i rifiuti sono diventati merce elettorale? Ed infine rilancia le leggi ad personam.- Questo alla fine genera un inquietante caduta dello spirito pubblico,. In un momento drammatico delal storia italiana di cosa stiamo parlando dall'inizio della legislatura, del decreto salva Rete 4, della norma sposta-processi, del lodo Schifani. Lo trovo intollerabile".

Quanto al dialogo Veltroni è chiaro: "Ha senso solo se dà risultato concreti. Secondo un sondaggio Ipsos il 71% degli italiani è favorevole al dialogo tra maggioranza e opposizione affinché risolva i problemi. E' questo oggi che è venuto meno".

Veltroni ricorda il primo giorno in cui Berlusconi è venuto alla Camera, ha parlato di un clima nuovo nei rapporti tra maggioranza e opposizione.

"Io prudentemente risposi: 'vedremo se alle parole corrisponderanno i fatti'.

Oggi rivendico la giustezza di quella scelta: pensi che regalo sarebbe stato per Berlusconi se di fronte alle sue aperture l'opposizione avesse detto no, io con te non ci parlo perché sei Berlusconi. Sarebbe stato il suo alibi perfetto. Invece noi abbiamo detto: se c'é la disponibilità a fare riforme istituzionali nell'interesse del Paese noi siamo pronti. Nessuno può dire che noi abbiamo avuto un atteggiamento pregiudiziale. Ma proprio per questo oggi possiamo avere la libertà totale di dare i giudizi più severo sull'operato del premier".

Veltroni quindi afferma: "in queste condizioni il dialogo è finito. E' finito perché loro non sono in grado di votare un presidente della Commissione di Vigilanza se non facendo trattative che noi non facciamo. E' finito perché loro sanno procedere solo per strappi, come hanno fatto sulla giustizia. E' finito perché Berlusconi è tornato ad essere ciò che è".

 

Fonte: ansa
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vinx47 30 giugno 2008   16:38

Certe posizioni bisognerebbe aver avuto il coraggio di prenderle da subito. E' vero che non è mai troppo tardi ma è pur sempre un operazione di ripiego.

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