Corte dei Conti, allarme spesa pubblica. "Perduti 70 miliardi di euro"

26 giugno 2008 18:16
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Un 'bonus' di 70 miliardi in 10 anni. E' quello che l'Italia ha ottenuto con l'introduzione dell'euro, ma che a differenza di altri paesi europei, è stato 'disperso' nella spesa pubblica, senza sostanziali vantaggi per il bilancio dello Stato 

E' l'allarme lanciato dalla Corte dei Conti nella relazione sul rendiconto generale dello Stato. "L'euro - ha spiegato il Presidente Fulvio Balsamo - ha consentito al nostro paese di ridurre il peso della spesa per interessi sul Pil di più di 4 punti (poco meno di 70 miliardi di euro), mentre in Germania e Francia la riduzione è stata di pochi decimi di punto". Ma, mentre "questi due paesi hanno ridotto l'incidenza della spesa corrente primaria (di ben 3,6 punti la Germania e di 0,7 punti la Francia), in Italia è cresciuta di 1,5 punti di Pil" e molto più della metà dell'intero bonus ''è stato disperso in incrementi della spesa pubblica complessiva, anziché alleggerire il fardello del debito pubblico".



Senza usare mezzi termini, Balsamo ha quindi sottolineato chee l'andamento della spesa resta a livelli preoccupanti e se non si agisce immediatamente con ''regole rigide'' sarà praticamente impossibile alleggerire la pressione fiscale. Per i prossimi anni, dice il presidente, il definitivo risanamento dei nostri conti pubblici ''non puo' prescindere dall'osservanza di regole rigide di evoluzione della spesa corrente (certamente da mantenere su tassi di incremento inferiore al tasso della cresita nominale del pil)''.

Ma tale impegnativo percorso, prosegue il presidente, ''non puo' che prevedere, ad avviso della Corte, inclusione nella strategia di controllo di tutti i grandi comparti della spesa'', altrimenti c'è il rischio di dover necessariamente rinunciare al progetto di allentare gradualmente la pressione fiscale''. Il presidente sottolinea quindi che''l'anomano livello'' della pressione fiscale ''non è privo di implicazioni negativesullo sviluppo delle attività produttive e sulla allocazione dei fattori della produzione''.

La ricetta per risanare i conti pubblici, afferma poi il procuratore generale, Furio Pasqualucci, non puo' passare per un aumento della pressione fiscale, ma occorre migliorare l'attività di riscossione e vendere progressivamente il patrimonio pubblico ''che rappresenta valori attivi stimati in 1800 miliardi e quindi superiori al debito stesso''. "L'area di evasione -osserva - è tuttora molto estesa e rappresenta una riserva che puo' incrementare in misura notevole le pubbliche risorse ove si riesca a ricondurla progressivamente nell'ambito della fisacalità, come hanno dimostrato i cosiddetti tesoretti recuperati nel biennio trascorso. Particolare attenzione deve essere prestata anche all'attività di riscossione" che presenta ancora "percentuali molto basse" tali da "destare notevole preoccupazione" e da far ritenere "un incremento doveroso".

''La sfida che attende il governo attuale - conclude - è quelli futuri consiste proprio nella capacità di seguire un percorso virtuoso che consenta un progressiva, sistanziosa riduzione del debito pubblico''.

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
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