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Angelino Alfano è diventato il bersaglio preferito del dissenso, paga le intemperanze del Capo del Governo. Il pesante attacco di Famiglia cristiana.

24 giugno 2008
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 Angelino Alfano è diventato il bersaglio preferito del dissenso, c’era da aspettarselo, visto il ruolo che il Cavaliere gli assegnato, il più vicino alle “questioni” irrisolte. Dopo avere sopportato battute pesanti all’indomani dell’ascesa alla carica di Guardasigilli, avere affrontato la controversa legge sulle intercettazioni telefoniche, gli è toccato di misurarsi sul terreno più insidioso, i processi del Cavaliere. Ai primi – le battute pesanti – ha risposto in modo composto, mantenendo un invidiabile à plomb, alle intercettazioni è apparso deciso ma supinamente ripiegato sulle decisioni del Presidente, che peraltro ha comunicato il “taglio” in una sede impropria, il convegno degli industriali; sulla terza questione mostra di arrancare, stretto com'è dal marcamento del Quirinale, le opposizioni e la magistratura, con la quale aveva trascorso una luna di miele imprevedibilmente positiva.

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Un patrimonio che è stato disperso in poche ore.

Sul terreno giudiziario, è ormai acclarato, il Cavaliere perde le staffe e non sente ragioni. Tiene sul tavolo i sondaggi aggiornatati in tempo reale, ma il suo istinto “nature” ha la meglio. Difficile, quindi, per chiunque stargli appresso, specie se si deve rappresentare la giustizia da una parte e i problemi giudiziari personali del Capo del Governo dall'altro. Finora è apparso di assistere ad una scalata dell'Everest da parte del fortunato siciliano approdato a Roma con il massimo degli onori, tanto da mettere in fila gente che stava alla Corte del Cavaliere da una vita, come Gianfranco Miccichè.

I meriti personali di Alfano sembrano liquefarsi come neve al sole: il fatto che abbia “coordinato” il partito in Siciliana senza traumi, per esempio, al contrario dell’ex delfino del Cavaliere, Miccichè, cui viene addebitato di avere pericolosamente incrinato i rapporti con gli alleati, tanto da mettere in forse il risultato elettorale (l’alleanza con Lombardo è stata recuiperata con tanti sacrifici da parte del Cavaliere).

Tutto questo vale poco, quando si sta in sella, sul destrieri più focoso ed accanto al Capo “ossessionato” dagli intrighi delle toghe rosse. Come si fa a dialogare con le toghe quando il Presidente del Consiglio li sospetta di essere dei sovversivi, dei presunti golpisti, insomma. Una enormità.Il Presidente del Consiglio, tra l’altro, l’ha scavalcato pubblicamente con la sua lettera al Presidente del Senato, la cui irritualità non è sfuggita ad amici e nemici.

Angelino ha dovuto fare buon viso a cativo gioco e stare appresso ai contenziosi aperti, non sa più dove guardarsi.Famiglia Cristiana”, la rivista più autorevole della Chiesa italiana, gli ha dedicato praticamente l’editoriale, infliggendogli un pesante sarcasmo sui meriti che l’hanno portato ad una delle poltrone più ambite del Governo, riportando le lancette indietro, ai giorni della formazione del Governo."Il Cavaliere ha un'ossessione: i magistrati. E una passione: gli avvocati”, si legge nell’editoriale del periodico cattolico. “Naturalmente, i primi sono contro di lui, gli altri li fa eleggere in Parlamento. E uno, ex segretario personale, lo mette ministro della Giustizia". ?

L'editoriale di Famiglia Cristiana dà un giudizio negativo sul provvedimento blocca-processi che sta occupando la cronache politiche di queste settimane: "Il pacchetto sicurezza è inquinato dal 'complesso dell'imputato' (definizione di Bossi), e brucia il capitale di fiducia degli italiani (che l'hanno votato a larga maggioranza), assieme all'immagine di grande statista.Ma allontana anche il Colle più alto della politica".??

Il settimanale di ispirazione cattolica non è tenero sull'operato del Cavaliere: "Il comportamento di Berlusconi è un'ossessione personale che ha il sopravvento sui problemi del Paese".Ma non è tutto: il settimanale si scaglia anche contro la politica economica del governo, definita «deludente», da «luna di fiele» perché alle famiglie «è destinata soltanto carità di Stato», e non si «cambia la vita dei poveri» con una «carta degli anziani»: a quel punto, valgono «molto di più i pacchi della Caritas o della San Vincenzo».

A commentare l'editoriale è il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. ''Famiglia Cristiana è ingenerosa verso il ministro Alfano, giovane cattolico di Agrigento prima che collaboratore di Berlusconi - sottolinea - . La parola 'segretario personale' usata nei confronti del Guardasigilli come dispregiativo è prosa arrogante e priva di misericordia cristiana''. Replica Maurizio Lupi, Pdl: «Editoriale più da manifesto che da Famiglia Cristiana».

Il Premier preferisce glissare", scrive il Corriere della Sera: “non alza i toni, rimanda a data da destinarsi l`eventuale, annunciata conferenza stampa per spiegare al Paese perché serve una riforma che metta un freno alle «persecuzioni» di certi magistrati nei suoi confronti (comunque, per l`evenienza ha fatto commissionare nuovi sondaggi che tastino il polso del Paese) e aspetta le mosse del Csm.“In ogni caso, una cosa è certa: è ferma l`intenzione di «andare avanti» con il pacchetto sicurezza (che sarà votato oggi dal Senato) e di presentare forse già in settimana un ddl con la nuova edizione del Lodo Schifani, il provvedimento che sospende i procedimenti per le cariche istituzionali per tutta la dura- ta del loro mandato (e la conferenza stampa potrebbe accompagnare proprio la presentazione del provvedimento).

”Famiglia Cristiana contro il Cavaliere e Angelino Alfano, “ex segretario personale di Berlusconi”.Angelino Alfano è diventato il bersaglio preferito del dissenso, c’era da aspettarselo, visto il ruolo che il Cavaliere gli assegnato, il più vicino alle “questioni” irrisolte.

Dopo avere sopportato attacchi e battute pesanti all’indomani dell’ascesa alla carica di Guardasigilli, avere affrontato la controversa legge sulle intercettazioni telefoniche, gli è toccato di misurarsi sul terreno più scivoloso, i prpovessi del Cavaliere. Il Presidente delk Consiglio l’ha scavalcato pubblicamente con la sua lettera al Presidente del Senato, la cui irritualità nonn è sfuggita ad amici e nemici.

Angelino ha dovuto stare appresso ai contenziosi aperti e non sa più dda dove guardarsi.Famiglia Cristiana”, la rivista più autorevole della Chiesa italiana, gli ha dedicato praticamente l’editoriale, infliggendogli un pesante sarcasmo sui meriti che l’hanno portato aad una delle poltrone più ambite del Governo."Il Cavaliere ha un'ossessione: i magistrati. E una passione: gli avvocati”, si legge nell’editoriale del periodico cattolico.

“Naturalmente, i primi sono contro di lui, gli altri li fa eleggere in Parlamento. E uno, ex segretario personale, lo mette ministro della Giustizia". ?

L'editoriale di Famiglia Cristiana dà un giudizio negativo sul provvedimento blocca-processi che sta occupando la cronache politiche di queste settimane: "Il pacchetto sicurezza è inquinato dal 'complesso dell'imputato' (definizione di Bossi), e brucia il capitale di fiducia degli italiani (che l'hanno votato a larga maggioranza), assieme all'immagine di grande statista. Ma allontana anche il Colle più alto della politica".??Il settimanale di ispirazione cattolica non è tenero sull'operato del Cavaliere: "Il comportamento di Berlusconi è un'ossessione personale che ha il sopravvento sui problemi del Paese".

Ma non è tutto: il settimanale si scaglia anche contro la politica economica del governo, definita «deludente», da «luna di fiele» perché alle famiglie «è destinata soltanto carità di Stato», e non si «cambia la vita dei poveri» con una «carta degli anziani»: a quel punto, valgono «molto di più i pacchi della Caritas o della San Vincenzo».

A commentare l'editoriale è il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. ''Famiglia Cristiana è ingenerosa verso il ministro Alfano, giovane cattolico di Agrigento prima che collaboratore di Berlusconi - sottolinea - . La parola 'segretario personale' usata nei confronti del Guardasigilli come dispregiativo è prosa arrogante e priva di misericordia cristiana''. Replica Maurizio Lupi, Pdl: «Editoriale più da manifesto che da Famiglia Cristiana».

 

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Anonimo 25 giugno 2008   11:25

Mi sembra che il testo dell'editoriale sia stato duplicato.

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