Il Ministro Brunetta, è noto, ha iniziato una crociata contro i fannulloni della Pubblica Amministrazione. Un male antico, imputabile in buona parte a decenni di gestione politica della P.A., che è stata utilizzata fino ad oggi come ammortizzatore sociale da Governi di destra di centro e di sinistra.
Un male antico cui nessuno fino ad oggi ha voluto o potuto porre rimedio. Ma una razionalizzazione del lavoro, attraverso la misurazione dei risultati sarà sicuramente più utile ed efficace di una caccia alle streghe. Per i risultati si dovrà aspettare.Poi il Ministro ha pubblicato le così dette “consulenze d'oro”.
Anche questo un male ormai endemico, anche se non antico. Un uso invalso da un decennio: le Amministrazioni ignorano le risorse interne e assoldano professionisti o Strutture esterne, per risolvere, o meglio cercare di risolvere, problemi organizzativi o gestionali, che potrebbero spesso essere affrontati adeguatamente dai dirigenti interni, stipendiati e in pianta stabile.
Anche qui niente di nuovo, il Ministro non fa altro che evidenziare una situazione politica reale che è stata consentita, se non determina, da una volontà politica trasversale e immanente, che nelle consulenze esterne ha trasposto la stessa logica del sotto governo.In terza battuta Renato Brunetta rivolge la sua attenzione ai distacchi sindacali concessi ai dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Saranno diffusi on line tutti i nomi dei rappresentanti sindacali della P.A. “distaccati" che sono più di 3.000 e che nel 2006 sono costati 125 milioni di Euro alle casse dello Stato.I sindacalisti distaccati continuano a ricevere un regolare stipendio e per loro vengono versati i contributi previdenziali ed assistenziali dall'Amministrazione pubblica di provenienza.
I numeri sono notevoli: “le ore di assenze per riunioni sindacali nel settore pubblico sono state 475.508 nel 2005, riunioni che sono costate nello anno 8.749.00 euro. Le ore di permesso sindacale richieste in Italia sono addirittura 8.400.000 ogni mese”.
Anche in questo terzo caso, il Ministro della Funzione Pubblica non scopre nulla di nuovo. Infatti i distacchi sindacali sono regolati da una serie di Leggi, meglio di contratti collettivi Nazionali, conclusi da tutti i Governi precedenti con i Sindacati.Niente di nuovo sotto il sole. Nessuno scandalo tutte cose sapute e risapute a tutti i livelli: dai Presidenti del Consiglio al pizzicagnolo sotto casa.
Cosa si cerca con l’effetto annuncio?
Casa si cerca nella cassa di risonanza dell’avversione dei cittadini verso una certa P.A. che la politica non ha mai voluto riformare?Il consenso popolare no perché quello c’è già tutte le volte che è nel mirino la P.A. distrutta da decenni di gestione dissennata.
Consenso all’attività di Governo no, perché questo ha tutti i numeri che servono.
Una giustificazione a priori per un eventuale insuccesso? Ma non è meglio varare una riforma organica studiata nei dettagli applicativi invece di perdere tempo a fare liste di proscrizione?
Oppure è la politica che ancora una volta non trova la volontà ed i mezzi adeguati per riformare la macchina dello Stato e farla funzionare?
I mali che Brunetta vuole curare, sono antichi e radicati in profondità nel tessuto dello Stato Apparato e fanno parte integrante del sistema della “disorganizzazione statale”.
Il Ministro potrebbe scoprire strada facendo che il problema è solo politico, “interno”, e che la vera battaglia dovrà sostenerla contro l’apparato politico Istituzionale e non contro i fannulloni.Giuseppe Di Bella
Problema: devo assumere 10 impiegati pubblici, per ottenere i risultati che voglio e posso equamente pagarli 100 euro al mese, con una spesa di 1000 euro. Ma sono un uomo politico, e intanto assumo senza fare concorsi, come vuole la Costituzione, ma con la solita leggina; inoltre per creare consenso assumo 20 impiegati e li pago 50 euro a testa. Risultati: Spesa uguale, ma almeno 30 voti in più (impiegati e familiari). Conseguenze: come faccio a chiedere i risultati, la produttività al Dirigente preposto, se ho creato una struttura sovradimensionata e quindi strutturalmente inefficiente??
Belfagor
Io personalmente se fossi il ministro brunetta comincerei proprio dai voti di fiducia, basterebbe controllare i voti avuti dai politici nei comuni e vedere a chi e stato assegnato un posto pubblico per capire se e un parente o altro. Comunque se vogliono il sistema lo trovano ed in questo caso licenziamento in tronco sia per la persona che per il politico
Qualche sera fà, a Matrix, Brunetta ha detto una sola cosa giusta ".... il pesce puzza dalla testa .....". Peccato (per lui) che i pesci nella P. A. siano i politici come Lui. Il problema della P. A. è la gestione clientelare operata dai politici. Questi si avvalgono delle prestazioni di favore di dirigenti ed impiegati che per contro dispongono di assoluta libertà, pur di assecondare i desiderata degli stessi. Ecco perchè ad ogni rinnovo di organo politico, in ogni P. A. (Regione, Provincia, Comune ecc..) si assiste ad una rotazione degli incarichi dei dirigenti e dei dipendenti, in barba a capacità professionale, competenze, presenza in servizio. La P. A. è una manna per la politica, il sistema, per eccellenza, per attuare favoritismi e clientelismo, ben collaudato e funzionale; nonchè un esempio eclatante di occupazione, per trombati alle varie elezioni, nei consigli di amministrazione dei vari enti pubblici. Frustrati della politica che rendono sempre più macchinosa ed elefantiaca l'attività della P.A.. Il dipendente che timbra il cartellino (o appone la firma) e si allontana dal posto di lavoro è solo uno dei gravi esempi di truffa. Sappia che ci sono tanti altri dipendenti che non si alzano dal loro posto di lavoro neanche per andare in bagno e si rigirano i pollici per intere giornate; per scelta propria con la copertura del dirigente che invece dovrebbe chiedere conto dell'operato, ma soprattutto per volontà politico-gestionale, finalizzata ad esternalizzare servizi ed attività, creando consensi, elettorato. Il problema della P.A. non è solo il dipendente fannullone, ma la connivenza tra organo politico ed organo gestionale finalizzata ad incrementare la visibilità del politico sindaco, presidente ecc... e del consiglio comunale, di amministrazione, conferendo incarichi a soggetti esterni, a vario titolo. La giustificazione più frequente è che l'Ente non dispone delle professionalità necessarie. Ed allora perchè i primi tagli negli Enti si operano sulla formazione? E poi, come mai tutti i consulenti od incaricati, sono riconducibili ai partiti dei politici che conferiscono loro detti incarichi? Di dipendenti pubblici seri che svolgono dignitosamente la loro attività ce ne sono tanti e pagano per intero le tasse, addirittura prima di percepire lo stipendio. Francesco R.
Concordo su tutto, e aggiungo che, in primis questa "casta" politica non ha la necessaria credibilità per imporre scelte "moralistiche" ai dipendenti statali. Un esempio su tutti: il sig. Brunetta, il Gran Sacerdote nella morale, negli anni compresi tra il 1999 e il 2008, é stato europarlamentare italiano. Sapete quale é stata la sua percentuale di presenze al Parlamento di Strasburgo? il 48,21 %.
Non solo, nello stesso periodo, ricopriva presso l'Università "Tor Vergata" di Roma, la carica di professore di Economia del lavoro. Il presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, ha scritto al Magnifico Rettore dell'Università romana chiedendo che vengano resi pubblici i dati relativi alle ore di presenza del prof. Brunetta presso la cattedra universitaria e i relativi compensi. Credete che tali dati saranno mai resi pubblici? Altro esempio: Si vuole licenziale lo statale che, dopo il lavoro, fa l'idraulico per arribvare a fine mese. Nessuno, invece, trova da ridire che l'avv. Ghedini, ad esempio, percepisce circa 15 mila euro al mese da noi tutti, ma passa il suo tempo in giro per l'Italia, nelle aule giudiziarie, a difendere il Sig. Berlusconi. Potrei continuare all'infinito, ma ragioni di sintesi mi impongono di fermarmi qui.
pasquino
TRASCRIVO INTERVENTO ASSEMBLEA DEL 29 LUGLIO 2009
COMUNE DI MESSINA-SALONE DELLE BANDIERE
Amiche e amici, compagne e compagni,
data la presenza di nostri amici e compagni, autorevoli nostri rappresentanti, avrei volentieri fatto a meno di prendere la parola.
Tuttavia, dato il momento storico, ritengo doveroso apportare il mio contributo in questa manifestazione perché credo, e non lo dico certo con lo spirito di seminare allarmismo, credo che da qualche parte già si pensa, per le associazioni in generale, e per quelle sindacali in particolare, di limitare sempre più, se non eliminare del tutto, la possibilità di organizzare assemblee e manifestazioni come questa.
Sarà perché sono nato in una terra dove una stretta di mano equivale ad un contratto, che non posso capire, e mi rifiuto ovviamente di accettare, che un ministro della Repubblica o più ministri o peggio ancora l’intero Consiglio dei Ministri, possa fare carta straccia di accordi vincolanti anche per quei ministri e per quel governo.
Alla luce dei fatti, vi è da ritenere o, ancora meglio, da temere, che questi signori grazie alla fredda logica dei numeri, quelli elettorali, potrebbero da un giorno all’altro stracciare persino la costituzione italiana, nata dal sacrificio di tanti italiani che certamente non vestivano in doppiopetto come gli avi o i padrini politici di molti nostri attuali governanti.
Dimenticano però, costoro, che dietro i freddi numeri, anche elettorali, ci sono degli uomini vivi che si chiamano precari, pensionati, disoccupati, inoccupati, disabili, bisognosi, studenti, giovani in generale.
Dimenticano, costoro, che intere generazioni sono senza speranze e senza futuro. Ma soprattutto costoro dimenticano che un Paese che non bada ai giovani, che non si preoccupa dei giovani è un Paese destinato a morire.
Ma il loro disegno è chiaro, hanno appreso, sanno, che con un tratto di penna si possono cancellare intere enciclopedie, si possono cancellare tutti i codici di questo mondo, si può, anche con una sola nuova parola stampata, cancellare ogni diritto, compresi, quindi, quelli delle libertà sindacali.
Ed è quello che all’interno di un disegno politico ben preciso portano avanti anche attraverso il D.L. 112 del 25 giugno 2008, oserei dire con una violenza inaudita, mai vista prima e, ancor peggio, con la spocchia di chi vorrebbe far credere che così operando tutelano i lavoratori. Infatti, il nuovo professore, facendo finta di ignorare la legge del pesce, quella legge, forse poco fine ma che rende bene l’idea, quella legge secondo cui il pesce puzza dalla testa, e pur sapendo che il prestigio sociale dei dipendenti pubblici si è molto ridotto, con grave danno per quelli che lavorano seriamente, non si preoccupa di ricercare i responsabili, anzi, ammette che mancano i responsabili, i capi il cui successo, anche economico, dipenda dai risultati.
E allora cosa ti combina il nuovo professore? Anziché andare alla ricerca dei responsabili veri, con un tratto di penna ti cancella alcune norme legislative e altre contrattuali e riporta la storia, per non sbagliare, almeno alla fine degli anni sessanta. Non contento, introduce altre norme e sottolinea che le stesse non sono derogabili dalle norme pattizie.
Tutto questo dovrebbe servire, secondo il nuovo professore, a restituire prestigio a chi serve le amministrazioni centrali e locali, valutare la produttività in modo da premiare, con soldi e carriera, chi lavora più e meglio, rendere lo Stato una casa di vetro, dare voce ai cittadini consumatori.
Fin qui le intenzioni. Ma il metodo, il metodo mi chiedo e vi chiedo, qual è? Il metodo è quello che ci ha già mostrato, quello della decimazione, sono, più o meno, parole sue colpirne uno per educarne cento.
Il metodo è quello del bastone, un metodo che noi non possiamo accettare e che non potremmo accettare neanche se fosse il metodo del bastone e della carota poiché comunque non riconosce la dignità dell’uomo.
E allora, in questo momento, il mio pensiero non può che andare ai tanti uomini liberi, sindacalisti di ogni estrazione politica e di ogni fede religiosa, che hanno pagato anche con la vita il loro impegno e che oggi sicuramente si rivoltano nella tomba di fronte a comportamenti da definire quanto meno scellerati di ex sindacalisti che siedono in parlamento.
No! Amici e compagni che avete pagato con la vita il vostro impegno, ci avete lasciato un testimone che noi abbiamo raccolto e non abbiamo mai messo da parte. Con il vostro sacrificio ci avete insegnato che un Paese dove il sindacato è debole o inesistente è un Paese che ha già aperto le porte alla dittatura, è un Paese che ha già aperto le porte alla schiavitù.
Per questo, noi, amici e amiche, compagne e compagni, dobbiamo continuare, nel solco del loro insegnamento a difendere le libertà sindacali e tutti i diritti di libertà.
Oggi, la risposta più forte deve venire proprio da noi lavoratori pubblici, uniti in una solida e costante alleanza con tutto il mondo del lavoro, quel lavoro che purtroppo dalle nostre parti manca, anche per dimostrare a chi parla ancora di fannulloni e di nullafacenti che siamo stanchi di leggi speciali e di grancasse sfondate, di illusioni che sfumano, e che non vogliamo e non dobbiamo più essere considerati il fanalino di coda in termini produttività, ed il portabandiera dell’inettitudine, del malcostume, o addirittura di attività delittuose.
Se certi signori hanno congiurato e congiurano contro di noi, in questa storia di competizione civile nel mondo del lavoro, noi vogliamo rinascere, come uomini e come lavoratori.
E senza far torto a nessuno vogliamo gridare: Viva il lavoro pubblico, viva il sindacato dei lavoratori pubblici.
In conclusione di questo mio breve contributo, amiche e amici, compagne e compagni, voglio rivolgere un pensiero e idealmente inviare un messaggio a tre grandi Maestri del nostro tempo: professore Ezio Tarantelli, professore Massimo D’Antona, professore Marco Biagi, voglio dirvi, in un abbraccio ideale, che non passarono le brigate rosse e non passeranno i nuovi fascisti.
Salvatore Ciriaco Giannotti
CISL-FP Messina
Occorre "una riforma organica studiata nei dettagli applicativi" per scoprire e punire chi timbra il cartellino e abbandona il posto di lavoro?
Suggerisco questa "riforma organica". Sistemarsi davanti la portineria di un ufficio pubblico per vedere cosa accade al mattino di ogni giorno.
lavoro nella sanita con i turni massacrandi.e vedo che dopo 31anni di lavoro il fisico non c'è la piu',comunque volevo segnalare che ci sono molti dirigenti a comandare è pochi a lavorare .siamo sotto di personale negli ospedali e quindi devono mettere piu gente nelle corsie di degenza.a comandare non è mai morto nessuno .questo succede anche nei comuni ecc!!!!!!!!troppi dirigenti è pochi dipendenti dove lavorano con sacrificio compreso le festivita'.i dirigenti ci spremono come i limoni ,cosi loro oltre che prendono lo stipendio prendono anche gli incentivi ed è una vergogna (.eliminare molti dirigenti assumere piu personale dove serve )al posto di dare gli incentivi a questa gente.che sono soldoni.!!!!devono penalizzare a quelli che tinprano il cartellino e poi vanno via (licenziamento in tronco)non è di sicuro il povero dipendente che lavora onestamente a basso reddito come noi che si assenta dal lavoro.ma.........volevo ancora dirvi che sulla fascia oraria per malattia non siamo agli arresti domiciliari .che in tutto il resto del mondo non esiste che quando il medico di base certifica la malattia si deve pagare unaltro medico per la visita fiscale.è non esiste nessuna fascia di reperibilita'solo in italia succede questo.si eliminerebbe tutto questo lo stato sai quandi soldi risparmierebbe? al posto di pagare a tutti sti medici .cè troppa burograzia in italia è molto spreco.( in fede ringrazio).
Occorre "una riforma organica studiata nei dettagli applicativi" per scoprire e punire chi timbra il cartellino e abbandona il posto di lavoro?
Suggerisco questa "riforma organica". Sistemarsi davanti la portineria di un ufficio pubblico per vedere cosa accade al mattino di ogni giorno.
veramente l'unica cosa vera detta è che il pesce puzza dalla testa...e non intendo il dirigente ma il politico....quindi ,almeno in questo...i nostri parlamentari (se Brunetta parla della categoria lo posso fare pure io)...tra assenteismi e procedure in corso...c'è da piangere.
Il dirigente gli strumenti li ha...e li ha sempre avuti...ma le variabili non consentono molto, nel sensoche:
-potrebbe essere peggio di chi deve controllare,
-usare gli strumenti in suo possesso, non per perseguire chi di dovere ma, come pressione sugli altri, affinchè lavorino anche per chi non è disponibile(...variabile mooolto consueta)
-far dipendere la riuscita del suo ruolo dirigenziale dal numero di segretarie, alle sue dirette dipendenze (avete idea di quante segreterie esistano in alcuni posti?
-i capi in gnere non amano essere criticati...ergo... meglio chi è accondiscendente, di chi invece mi evidenzia la stortura, il neo-organizzativo, la pecca della situazione. Il problema è che spesso l'accondiscendente è tale perchè ha degli interessi suoi a essere presente...non si occupa di quelli dell'ufficio (in questo senso, i tesserini, peraltro usati ampiamente, non servono a granchè!!!!
...molto in sintesi la questione dell'usciere licenziato al Parlamento..è emblematica.....la sua assenza non è stata rilevante in ambito lavorativo,...il suo capo non ha controllato,....chi si occupava delle presenze/assenze del personale non ha controllato...etc etc
-il capo è furbo...chi lavora e vuole lavorare..non lo metterà nelle peste, farà il suo lavoro per benino; chi lo fa controvoglia...potrebbe anche farlo trovare nei guai...perchè sfidare la sorte
-..poichè, almeno molti anni fa, ai corsi mandavano sempre quelli che non erano utilizzabili in ufficio, ed essendo alcuni corsi titolo nei concorsi....possiamo anche smetterla di farci domande
L'epiteto "questurino" non mi offende. Dovrebbe riflettere chi usa il termine per dileggiare, posto che i questurini sono lavoratori degni di rispetto, peraltro poco pagati e esposti a gravissimi rischi personali.
Nessuna "diavoleria tecnica" può arrestare i furbi... Peraltro sindacati e garante della privacy si sono subito opposti all'introduzione di sistemi di rilevamento delle presenze più avanzati del semplice cartellino da timbrare...
D'ora in poi mi firmerò come "Il questurino".
Contrariamente a quanto da Lei affermato, ritengo non ci sia bisogno di alcuna diavoleria tecnica per evitare truffe da parte dei dipendenti della P.A.. Basterebbe che i dirigenti facessero il loro mestiere correttamente. Più precisamente. Un dirigente serio arriva in ufficio prima di tutti e va via per ultimo; con discrezione vigila sull'attività dei sottoposti, verificando produttività ed evidentemente la presenza. Utilizzando sia il bastone che la carota, a seconda dei casi. Il dipendente fannullone prende esempio dal dirigente, cui non si può contestare nulla ed è obbligato a fare il suo dovere. Invece,iI dirigenti della P.A. (ovviamente non tutti) arrivano in ritardo e vanno via in anticipo rispetto al normale orario di lavoro; Favoriscono i dipendenti lecchini, cui permettono tutto, e rompono le scatole a chi non gli si prostra a mò di zerbino. Il problema è organizzativo-gestionale. Un dirigente della P.A. ha pari strumenti di un dirigente di una ditta privata. Non li usa perchè il sistema è questo. Malaffare politico con la compiacenza dei dirigenti e qualche concessione ai dipendenti. Ma Lei crede veramente che, nel caso del comandante dei VV. UU. sorpreso a coltivare l'orto durante l'orario di lavoro nessuno (Colleghi, Dirigenti, Organo politico) sapesse niente? Lei veramente crede che si possa risolvere il problema dell'inefficienza dell'attività amministrativa delle PP. AA., con le denunce anonime (di questo si tratta) nei riguardi di questo o quel dipendente che timbra e si allontana speditamente dal posto di lavoro? Il marcio è ai vertici, organi politici e dirigenti. I dirigenti vengono pagati profumatamente, oltre 4.000 euro netti al mese per quelli degli enti locali, a cui aggiungere la retribuzione di risultato che si attesta sui 40.000 euro annui lordi !!!!!!! Francesco R.
Caru Diritturi, ni ficimu assai, e chista e na cosa bona. Però siccomu ogni testa e tribunali, Vossia ca po, ci dici a Silviu si ni fa 'n'annu di scuntu a tutti pi fissari ca scrivemu??
Pinu u Babbasuni
Egr. Di Bella, complimenti, hai centrato l'argomento in maniera precisa, anche se voglio sottolineare qualche aspetto.
Il Sig. Ministro, come qualche frequentatore di queste colonne, dimentica quale è stata la sua formazione politica e quindi ai più potrebbe sembrare pure giusto che si scagli al galoppo, lancia in resta, contro la pubblica amministrazione che, così come viene presentata sembra essere la causa di tutti i mali dell'Italia e degli italiani.
Fortunatamente non è così. Tu, giustamente, descrivi la pubblica amministrazione come un ammortizzatore sociale e se questo è vero in generale lo è in particolare quì da noi, in Sicilia. In tutti questi anni, e fino all'atro ieri, la Regione Siciliana è stata usata da chiunque come una sorta di "Big Mama" pronta ad accogliere tutti nel suo grembo, ma dai proclami sembra che tutto questo finirà (?????). E allora la Pubblica amministrazione che fà? dopo aver partorito i coccodrillini se li mangia???
E che dire dell'attacco ai Sindacati (anche quì volli fortissimamente volli) vogliamo sopprimerli? vogliamo abolire lo statuto dei lavoratori peraltro ormai così azzoppato?
Attenzione però a non confordere quanto fin quì detto con un'avallo al malcostume dilagante!
Bisogna vigilare, certo, ma con attenzione e coscienza.
Quanto poi all'idea da questurino, del commentatore che mi ha preceduto, di mettersi davanti la portineria e vedere cosa accade, con tutte le diavolerie tecniche a disposizione oggi, se si vuole, si può pure sapere quante volte respiri nelle 24 ore dentro e fuori dall'ufficio.
De Vulgari Eloquentia
L'epiteto "questurino" non mi offende. Dovrebbe riflettere chi usa il termine per dileggiare, posto che i questurini sono lavoratori degni di rispetto, peraltro poco pagati e esposti a gravissimi rischi personali.
Nessuna "diavoleria tecnica" può arrestare i furbi... Peraltro sindacati e garante della privacy si sono subito opposti all'introduzione di sistemi di rilevamento delle presenze più avanzati del semplice cartellino da timbrare...
D'ora in poi mi firmerò come "Il questurino".
Qualche sera fà, a Matrix, Brunetta ha detto una sola cosa giusta ".... il pesce puzza dalla testa .....". Peccato (per lui) che i pesci nella P. A. siano i politici come Lui. Il problema della P. A. è la gestione clientelare operata dai politici. Questi si avvalgono delle prestazioni di favore di dirigenti ed impiegati che per contro dispongono di assoluta libertà, pur di assecondare i desiderata degli stessi. Ecco perchè ad ogni rinnovo di organo politico, in ogni P. A. (Regione, Provincia, Comune ecc..) si assiste ad una rotazione degli incarichi dei dirigenti e dei dipendenti, in barba a capacità professionale, competenze, presenza in servizio. La P. A. è una manna per la politica, il sistema, per eccellenza, per attuare favoritismi e clientelismo, ben collaudato e funzionale; nonchè un esempio eclatante di occupazione, per trombati alle varie elezioni, nei consigli di amministrazione dei vari enti pubblici. Frustrati della politica che rendono sempre più macchinosa ed elefantiaca l'attività della P.A.. Il dipendente che timbra il cartellino (o appone la firma) e si allontana dal posto di lavoro è solo uno dei gravi esempi di truffa. Sappia che ci sono tanti altri dipendenti che non si alzano dal loro posto di lavoro neanche per andare in bagno e si rigirano i pollici per intere giornate; per scelta propria con la copertura del dirigente che invece dovrebbe chiedere conto dell'operato, ma soprattutto per volontà politico-gestionale, finalizzata ad esternalizzare servizi ed attività, creando consensi, elettorato. Il problema della P.A. non è solo il dipendente fannullone, ma la connivenza tra organo politico ed organo gestionale finalizzata ad incrementare la visibilità del politico sindaco, presidente ecc... e del consiglio comunale, di amministrazione, conferendo incarichi a soggetti esterni, a vario titolo. La giustificazione più frequente è che l'Ente non dispone delle professionalità necessarie. Ed allora perchè i primi tagli negli Enti si operano sulla formazione? E poi, come mai tutti i consulenti od incaricati, sono riconducibili ai partiti dei politici che conferiscono loro detti incarichi? Di dipendenti pubblici seri che svolgono dignitosamente la loro attività ce ne sono tanti e pagano per intero le tasse, addirittura prima di percepire lo stipendio. Francesco R.
Egregio Signor Francesco, concordo con la sua approfondita analisi che ritemgo molto corretta e coerente. Credo che Anche il Ministro interessato conosca bene queste realtà. Paradossalmente, anche se non ho votato per il centro destra, mi auguro come cittadino che Brunetta riesca a fare qualche cosa. Ma il metodo non mi pare quello giusto: si infrangerà sugli scogli della stessa maggioranza che come tutte le precedenti, vorrà creare consenso. E' questo uno dei mali d'Italia: la politica politicante. Le clientele continueranno purtroppo e i burocrati asserviti al livello politico e di sotto governo faranno da ammortizzatore, come al solito "nascondendo la palla", ovvero non collaborando col livello politico nella parte "misurazione dei risultatai" e carichi di lavoro. La P.A. è un ammortizzatore sociale, un serbatoio di voti, di malccostume, di clientele, le responsabilità che crescono quanto più cresce il livello degli incarichi ricoperti.
Un saluto.
Occorre "una riforma organica studiata nei dettagli applicativi" per scoprire e punire chi timbra il cartellino e abbandona il posto di lavoro?
Suggerisco questa "riforma organica". Sistemarsi davanti la portineria di un ufficio pubblico per vedere cosa accade al mattino di ogni giorno.
Qualche sera fà, a Matrix, Brunetta ha detto una sola cosa giusta ".... il pesce puzza dalla testa .....". Peccato (per lui) che i pesci nella P. A. siano i politici come Lui. Il problema della P. A. è la gestione clientelare operata dai politici. Questi si avvalgono delle prestazioni di favore di dirigenti ed impiegati che per contro dispongono di assoluta libertà, pur di assecondare i desiderata degli stessi. Ecco perchè ad ogni rinnovo di organo politico, in ogni P. A. (Regione, Provincia, Comune ecc..) si assiste ad una rotazione degli incarichi dei dirigenti e dei dipendenti, in barba a capacità professionale, competenze, presenza in servizio. La P. A. è una manna per la politica, il sistema, per eccellenza, per attuare favoritismi e clientelismo, ben collaudato e funzionale; nonchè un esempio eclatante di occupazione, per trombati alle varie elezioni, nei consigli di amministrazione dei vari enti pubblici. Frustrati della politica che rendono sempre più macchinosa ed elefantiaca l'attività della P.A.. Il dipendente che timbra il cartellino (o appone la firma) e si allontana dal posto di lavoro è solo uno dei gravi esempi di truffa. Sappia che ci sono tanti altri dipendenti che non si alzano dal loro posto di lavoro neanche per andare in bagno e si rigirano i pollici per intere giornate; per scelta propria con la copertura del dirigente che invece dovrebbe chiedere conto dell'operato, ma soprattutto per volontà politico-gestionale, finalizzata ad esternalizzare servizi ed attività, creando consensi, elettorato. Il problema della P.A. non è solo il dipendente fannullone, ma la connivenza tra organo politico ed organo gestionale finalizzata ad incrementare la visibilità del politico sindaco, presidente ecc... e del consiglio comunale, di amministrazione, conferendo incarichi a soggetti esterni, a vario titolo. La giustificazione più frequente è che l'Ente non dispone delle professionalità necessarie. Ed allora perchè i primi tagli negli Enti si operano sulla formazione? E poi, come mai tutti i consulenti od incaricati, sono riconducibili ai partiti dei politici che conferiscono loro detti incarichi? Di dipendenti pubblici seri che svolgono dignitosamente la loro attività ce ne sono tanti e pagano per intero le tasse, addirittura prima di percepire lo stipendio. Francesco R.
Problema: devo assumere 10 impiegati pubblici, per ottenere i risultati che voglio e posso equamente pagarli 100 euro al mese, con una spesa di 1000 euro. Ma sono un uomo politico, e intanto assumo senza fare concorsi, come vuole la Costituzione, ma con la solita leggina; inoltre per creare consenso assumo 20 impiegati e li pago 50 euro a testa. Risultati: Spesa uguale, ma almeno 30 voti in più (impiegati e familiari). Conseguenze: come faccio a chiedere i risultati, la produttività al Dirigente preposto, se ho creato una struttura sovradimensionata e quindi strutturalmente inefficiente??
Belfagor
Perseguire gli abusi, che si sostanziano in un reato che si chiama "truffa", come quella del portantino che timbra e va a fare il carpentiere, è fuori discussione. E' compito non solo della P.A.,ma direi anche della Magistratura e mi pare che l'articolo non voglia difendere chi commette reati.
Il problema è un altro: per riparare i guasti della politica c'è bisogno di provvedimenti di grande respiro e proiettati nel futuro. Il primo commentatore, dovrebbe porsi una domanda: dove era il dirigente che non ha visto per anni che il portantino andava via dopo aver firmato? Perché non aveva "bisogno" del lavoro di questi? Perché non gli chiedeva i risultatai? La risposta è semplice: perché nessuno li chiede a Lui.
Quindi come vede non è un problema di Polizia, bisogna riformara la P.A. e ...forse lo Stato. Sul fatto che fannulloni e direi, i delinquenti vadano puniti, siamo tutti d'accordo, io per primo che sono un pubblico dipendente e che ai fannulloni ho ceduto parte delmio stipendio ogni mese. Sa perché? Percé i politici non li volevano licenziare. Non è un problema di Polizia, è un problema politico ... mi creda. un Saluto
Egr. Di Bella, complimenti, hai centrato l'argomento in maniera precisa, anche se voglio sottolineare qualche aspetto.
Il Sig. Ministro, come qualche frequentatore di queste colonne, dimentica quale è stata la sua formazione politica e quindi ai più potrebbe sembrare pure giusto che si scagli al galoppo, lancia in resta, contro la pubblica amministrazione che, così come viene presentata sembra essere la causa di tutti i mali dell'Italia e degli italiani.
Fortunatamente non è così. Tu, giustamente, descrivi la pubblica amministrazione come un ammortizzatore sociale e se questo è vero in generale lo è in particolare quì da noi, in Sicilia. In tutti questi anni, e fino all'atro ieri, la Regione Siciliana è stata usata da chiunque come una sorta di "Big Mama" pronta ad accogliere tutti nel suo grembo, ma dai proclami sembra che tutto questo finirà (?????). E allora la Pubblica amministrazione che fà? dopo aver partorito i coccodrillini se li mangia???
E che dire dell'attacco ai Sindacati (anche quì volli fortissimamente volli) vogliamo sopprimerli? vogliamo abolire lo statuto dei lavoratori peraltro ormai così azzoppato?
Attenzione però a non confordere quanto fin quì detto con un'avallo al malcostume dilagante!
Bisogna vigilare, certo, ma con attenzione e coscienza.
Quanto poi all'idea da questurino, del commentatore che mi ha preceduto, di mettersi davanti la portineria e vedere cosa accade, con tutte le diavolerie tecniche a disposizione oggi, se si vuole, si può pure sapere quante volte respiri nelle 24 ore dentro e fuori dall'ufficio.
De Vulgari Eloquentia