Portare i posti letto per acuti da 19 mila a 17.500 e la differenza destinarla ai ricoveri di lunga degenza in modo da creare in totale 3.200 posti letto; tagliare 87 guardie mediche entro il 2009 (di cui 43 entro il primo luglio prossimo); stabilizzare il numero delle ambulanze del 118 a 220 (con il taglio di circa 40), così come prevede la normativa nazionale che stabilisce la presenza di una ambulanza ogni 30 mila abitanti; attivare entro un anno i Cup (centri di prenotazione unificata) aziendali, provinciali e successivamente un unico regionale. Questi in sintesi i punti chiave del nuovo piano di rientro redatto dal neo assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, ex pm della Dda, al momento al vaglio del ministero dell'Economia. Il buco della sanità nel 2008 è di 800 milioni di euro. Le misure previste dall'assessore Russo nel piano antideficit consentirebbero di recuperare 400 milioni di euro, prodotti dalle spese 'non razionali', legate agli sprechi del sistema. Altri 120 milioni è la quota coperta dallo Stato e 280 milioni quella di competenza della Regione. L'11 luglio i dirigenti del ministero comunicheranno i risultati della verifica: se il piano sarà bocciato, sarà inviato in Sicilia un commissario straordinario che si occuperà personalmente del piano di rientro e dei tagli da apportare. L'assessore regionale alla Sanità Russo, ha emanato inoltre una direttiva sulla base della quale i cittadini, affetti da particolari patologie croniche, potranno ritirare i farmaci direttamente negli ospedali e nelle Ausl di residenza. La direttiva, che entrerà in vigore l'1 luglio prossimo, consentirà alla sanità pubblica siciliana di risparmiare oltre 12 milioni di euro nel 2008 e circa 16 milioni nel 2009. L'ospedale o l'Asl che non dovesse essere fornita del medicinale richiesto sarà segnalata all'assessorato e potrà subire una sanzione. Il piano di rientro riguarda anche le auto aziendali: ne sarà permessa una sola per azienda sanitaria. Sarà effettuato, inoltre, un monitoraggio e un controllo periodico degli aggregati di spesa dei laboratori e dei centri di diagnostica, per analizzare i trend di entrate e uscite e fissare così i tetti di spesa in rispetto alle norme nazionali e agli obiettivi del piano di rientro. In linea con le altre regioni d'Italia, si lavorerà per una riqualificazione della rete dei laboratori di analisi pubblici e privati (circa 677) e intraprendere la strada dei consorzi. Infine per le associazioni di volontariato che si occupano del trasporto dei dializzati, sarà pagato il 95% delle fatture.