Charming Sicily - Strutture turistiche siciliane di qualità

La TV ci fa intelligenti, colti e saggi ogni giorno di più. Ecco i protagonisti del miracolo, nome e cognome.

20 giugno 2008
Numero lettori 821 Numero commenti Nessuno Inserisci un tuo commento

Succede solo nel nostro Paese, provate a dare uno sguardo alle emittenti televisive estere, solo da noi si conserva una tradizione del telegiornale, chiamata panino, passata indenne alla prima e alla seconda repubblica: è una escussione di testi senza processo. Testi a carico e testi a discarico, che rendono “giustizia”tre o quattro volte al giorno, prima e dopo i pasti.

Il copione è il seguente: la notizia, raccontata dall’avamposto Rai, poi i testi a sfavore del governo - due o tre almeno- quindi i testi a favore. L’opposizione in genere sta in mezzo, fra le dichiarazioni del governo e quelle dei partiti di maggioranza.

Lo schema, sempre identico, ci delizia con una frequenza inebriante.

La democrazia ne trae benefici impensati, perché il clichet ne riproduce i tratti caratteristici fondamentali: il governo che governa, l’opposizione che si oppone e controlla, il cittadino che ascolta, vede e partecipa. E’ tutto molto scontato, ma la democrazia deve essere proprio “scontata”. Vorreste forse metterla in discussione?I testi, a carico e a discarico, sono sempre gli stessi, cambia solo l’oggetto della contesa.

Charming Sicily - Strutture turistiche siciliane di qualità

E qui viene il bello. Usano un vocabolario ben collaudato – poche parole ma efficaci, familiari - tono di voce sobrio, i gesti e l’espressione identici. Lo spettatore ha la sensazione che non si siano mossi di un centimetro rispetto al giorno prima e da quello prima ancora.

Ma non è così, fra una intervista e l’altra, i testi a carico e discarico fanno mille code: partecipano alla vita delle istituzioni, studiano la parte, valutano gli eventi. Che poi dicano le stesse cose, è soltanto dovuto al fatto che la loro parte ha le sue ragioni da illustrare e non puoi certo derogare da questo obbligo.Siccome li intervistano nello stesso luogo, può nascere il sospetto che abbiano atteso le telecamere per 12 o 24 ore, e non abbiano nemmeno avuto bisogno di allontanarsi dalla nicchia, o che siano finti, insomma, ma non è affatto vero.

La Tv inganna, non bisogna abbassare la guardia. Chi sono quelli del panino?

L’onorevole Bertolini, per esempio, la portavoce di Forza Italia. Assomiglia alla casalinga di Voghera: il viso rotondetto, vicina alla mezza età, lo sguardo preoccupato ma non torvo, un pizzico di gestualità, una malizia ben mascherata, le ciglia sorprendentemente immobili, le labbra strette (sarà lei o no a parlare?), le braccia attaccate al corpo, è il difensore d’ufficio degli azzurri: assesta sprangate ai nemici con la stessa naturalezza di una madre che si avvicina al figlioletto e sussurra parole gentile. Tanto che ti chiedi se è lei a dire le cose che dice.

Sui temi etici va giù come una mannaia, e guai a trovarsi nei paraggi. Una Torquemada del pensiero unico. Regala certezze a piene mani, distribuisce torti con lucidità, condanna e punisce senza aspettare i quattro gradi di giudizio. Il teste si fa avvocato, pubblico ministero, giudice, popolo. Siccome tiene la bocca stretta, spiazza, smarrisce, crea incredulità, suscita emopzioni.

Questo miscuglio di sensazioni scuotono la spina dorsale, ma durano un battito di ciglio, non resta niente.Per fortuna dopo di lei, a mantenere la tensione, arriva l’onorevole Gasparri, che è uno sparring partner professionale. Si è assunto da venti anni il compito di assestare un cazzotto in faccia all’avversario di turno, lo fa con maestria, senza perdersi in fronzoli.

Gasparri non conosce l’arte della boxe, intendiamoci, ma è come se la conoscesse. Non gli riesce di guardare il tubo catodico mentre parla, è l’unico neo. Ma un pugile, quando debve assestare l’uppercut, non è che si preoccupi della ripresa televisiva. Ha formulato un modulo dentro il quale effettua delle lievi variazioni, lasciando lo schema intatto.

Sia la Bertolini quanto Gasparri non hanno subito l’ingiuria dei tempi ondivaghi, quella terribile parentesi post-elettorale del “se po’ fare” rivolto dal Cavaliere a Walter Veltroni. Il corteggiamento buonista di Silvio non li ha tratti in inganno, loro hanno continuato a salire sul ring dicendo le stesse cose due o tre volte al giorno. Lo sapevano che sarebbe finita presto la sdolcinata serenata.

Qual è il segreto della loro efficacia?Si trovano a loro agio nella parte che è stata loro assegnata..

Come gli attori che interpretano gli stessi personaggi, le stesse storie, anche quando il film, i registi, le sceneggiature cambiano. Ricordate Cary Grant? Forse no, fa parte di un’epoca lontana, ma la sua fama s’è trascinata fino ai nostri giorni perché ogni tanto la Tv ripropone i suoi film. Ebbene il fascino di Cary Grant era riposto proprio nell’immobilità dei muscoli facciali. Che stesse per ammazzare qualcuno o ricevere un colpo

di clava, o fosse in procinto di stringere a sé Ingrid Bergman, la sua faccia non cambiava. Piaceva per questo: abbiamo bisogno di sicurezze, le novità ci spaventano. E’ preferibile la Bertolini, la casalinga in Parlamento, di una persona che dice un giorno una cosa e un giorno un’altra, magari ti cambia gli aggettivi, i pronomi, strizza gli occhi, osanna il nemico e poi lo butta giù. Uno deve sapere che cosa accadrà domani, no? Sapere che la Bertolini c’è, diminuisce lo stress.

E’ come parlare con un’amica, senza avere bisogno di parlarle sul serio. Un miracolo della tv. Il sentirsi protetti dal sussurro della Bertolini, il sapere che il colpo di clava di Gasparri punirà il Nemico, fanno vivere sereni, inducono al dialogo con i tanti Gasparri e Bertolini che la giornata propone. Invece che una sola Bertolini, infatti, ne abbiamo tante, e tutte come lei, a portata di mano.

Com’è possibile? Stavolta è lei, solo lei, a fare il miracolo: si sdoppia, si riproduce, diventa una folla, perché il suo viso rotondo e rassicurante, le sue parole restano dentro di noi per il tempo che occorre, fino al telegiornale successivo. Gli altri? Beh, sì, non svolgono con la stessa “fecondità” un compito socialmente utile. A parte Antonio Di Pietro, s’intende, il quale delega a se stesso le dichiarazioni che rende in TV.

E’ Di Pietro a spiegare ciò che dice Di Pietro, ma riesce a farlo come come se fossero due, il Di Pietro che agisce, pensa e progetta, e il Di Pietro che comunica ciò che il primo propone. La mattina, certe volte, capita di svegliarsi e affibbiare un “che c’azzecca” al primo che capita, innocente come una colomba.

Gli occhi furbi di Di Pietro competono con la sua toga virtuale nel catturare l’attenzione e mantenerla durante il riposo notturno. Sono piccoli, mobilissimi, vaganti. Forse sono a spina di pesce, come l’obiettivo di una fotocamera. Non meraviglierebbe se qualcuno dicesse: Di Pietro ci vede anche di spalle. Avete notato come sorride mentre lancia i suoi strali velenosissimi verso il suo Nemico giurato, il Cavaliere?

La Bertolini e Gasparri non lo fanno, è una qustione di professionalità. Mai sorridere quando si lancia un epiteto, si “uccide” il Nemico. E’ cinismo esibito, e non va bene. Ma Di Pietro non è cinico, è ruspante, astuto come una volpe: annusa il crimine, il reato, il sospetto, il colpevole come un cane antidroga. Un olfatto affinato dall’esperienza, dall’attitudine. Provate a immaginare Di Pietro nei panni del commissario Montalbano, mentre alla scrivania, presidia i valori. “Di Pietro sono…”. Non è difficile, forse… 

Segnala ad un amico

Ricevi il Giornale

Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai il quotidiano online gratuitamente

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
Charming Sicily - Strutture turistiche siciliane di qualità
Altre notizie