Francantonio Genovese guiderà il Pd in Sicilia almeno fino al congresso del partito. E' quanto emerge da un lungo comunicato col quale il segretario analizza la sconfitta del Pd alle amministrative e dice che "da parte mia, posso solo confermare la massima disponibilità a completare il processo di fondazione del Pd siciliano, rallentato e reso periglioso dal susseguirsi delle campagne elettorali".
"Questo - dice Genovese - è il percorso che suggeriscono le regole della democrazia. I colpi di mano sull'onda emotiva della sconfitta elettorale, appartengono invece a culture assai diverse dalla nostra".
Genovese stoppa chi vorrebbe le sue dimissioni. "Leggo su qualche giornale che sarebbe partita la corsa al dopo-Genovese, ma - rileva - ho l'impressione che i nomi messi in campo siano frutto più di ipotesi che di intenzioni reali. Per carità, nessuno è indispensabile o insostituibile, ma mi chiedo: in questa ipotetica corsa alla segreteria regionale chi sono i corridori? Sono gli stessi che hanno rifiutato la candidatura, forse prevedendo la sconfitta?".
E aggiunge: "Malgrado l'encomiabile impegno profuso da tutti i candidati il Pd ha registrato risultati di gran lunga inferiori alle aspettative, attestandosi in qualche provincia al di sotto del 20%; non è strano, allora, che venga indicato come artefice o del pessimo risultato regionale colui che - candidandosi a sindaco di Messina - ha raggiunto il 39% e non è andato al ballottaggio solo per un migliaio di voti?".
"E poi - prosegue - sento parlare di errori nell'impostazione della linea politica e posso ammettere che ce ne siano stati, ma è più facile rilevarli con il 'senno di poi', tenuto conto della omogeneità nelle scelte strategiche tra il livello nazionale e quello regionale".
Mentre sono d'accordo con Francantonio Genovese quando sostiene che non ci sono reali alternative all'attuale dirigenza del PD Siciliano (ma proprio questa è la sua prima responsabilità politica, cioè l'aver distrutto qualsiasi alternativa!), non solo assolutamente d'accordo quando afferma che gli errori nell'impostazione della linea politica sono facili a rilevarli con il 'senno di poi'!
Infatti, io in persona sono stato a parlare con lui durante la formazione delle liste per le Elezioni Nazionali e quando gli ho esposto i miei timori sulla modalità di formazione delle liste ai fini della tenuta del PD Siciliano, Francantonio sinceramente mi ha detto che non c'era nessuna voglia da parte dei "soliti capi" di procedere ad un cambio di rotta, ma solamente la volontà di tutelare la casta isolana e romana!!!
Ci lasciammo dicendoci che, se l'impostazione fosse cambiata, si sarebbe rifatto vivo.
Ovviamente, non s'è fatto vivo, è stato realizzato lo scempio delle liste ben noto a tutti e con questo scempio sono state soffocate le speranze che molti sicilianì nutrivano nel Partito Democratico.
No! Francantonio, quando parla di "senno di poi" è in malafede: lui era assolutamente consapevole, e lo è tutt'ora, dello scempio premeditatamente compiuto! Ed è per questa ragione che, oggi, se gli rimanesse un briciolo di dignità morale, dovrebbe andarsene.
Andrea Volpe
Dirigente Politico della Margherita
Militante del Partito Democratico
Candidato al Collegio 5 di Palermo