Il provvedimento che sospende i processi per reati compiuti prima del 2002, approvato ieri dall'Aula del Senato, "non porterà alcun vantaggio". Lo afferma oggi Luigi Dainotti, giudice del Tribunale di Trieste e componente della giunta esecutiva regionale dell'Associazione nazionale magistrati.
"Condividiamo pienamente le posizioni espresse dall'Anm a livello nazionale. Non solo non ci saranno vantaggi - afferma Dainotti - ma prevediamo un aggravio di lavoro per le cancellerie che dovranno rimettere in moto i processi sospesi e che magari sono in via di definizione. E poiché i giudici, in un anno, possono cambiare ufficio, c'é il rischio di ricominciare tutto dall'inizio". Per il Friuli Venezia Giulia, secondo Dainotti, "le ricadute negative riguarderanno, più che il Tribunale di Trieste, quello di Gorizia, dove maggiore è l'arretrato di processi non definiti".
Dati certi ancora non ce ne sono, ma se il provvedimento del Governo venisse approvato anche dalla Camera l'Associazione nazionale magistrati avvierebbe subito uno screening dei processi a rischio di sospensione nei cinque tribunali della regione. "In ogni caso - conclude l'esponente dell'Anm - il danno maggiore lo riceveranno i cittadini che da anni aspettano una sentenza e in particolare le parti civili offese in attesa di un risarcimento".