Esponenti del centrosinistra e sindacalisti chiedono il cambio di guardia

17 giugno 2008
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In Sicilia il centrodestra stravince le amministrative, conquista tutte le otto Province dove si è votato, (ne aveva già cinque, oltre a Ragusa dove non si è votato, alle quali aggiunge le roccaforti "rosse" di Enna, Caltanissetta e Siracusa) e, quando manca ancora lo spoglio di una ventina di sezioni nella città dello Stretto, vince nei tre capoluoghi Catania, Messina e Siracusa. Al voto sono andati 147 comuni, 40 dei quali con oltre 10 mila abitanti e di questi 26 vanno al ballottaggio del 29 e 30 giugno mentre 11 (oltre ai tre comuni capoluogo) se li è aggiudicati al primo turno il centrodestra (a Taormina il neo sindaco Mauro Passalacqua era sostenuto da sette liste civiche), che conquista anche Comiso "la rossa". Sia alle provinciali che alle comunali nei capoluoghi balza agli occhi la forte avanzata del Movimento per l'autonomia del neo presidente della Regione Raffaele Lombardo, che in alcuni casi raddoppia i voti e supera lo stesso Pdl, l'aumento delle preferenze dell'Udc che però proprio ad Agrigento, città del vicesegretario del partito, senatore ed ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, perde passando dal 21,92% al 15,29. Nella corsa per il sindaco di Catania vince Raffaele Stancanelli (Pdl-An e altre liste) ma il secondo candidato più votato è Nello Musumeci, esponente de La Destra che raccoglie circa il 25% dei consensi contro il 18% del candidato del centrosinistra Giovanni Burtone. A Messina, su 230 sezioni scrutinate su 254 la posizione di Giuseppe Buzzanca sembra ormai assestata intorno al 51%. Nel 2003, da sindaco, Buzzanca fu costretto a dimettersi dopo il rinvio a giudizio (poi la condanna) per peculato d'uso, con l'accusa di avere usato l'auto blu per un viaggio privato. A Siracusa il nuovo sindaco è Roberto Visentin del Centrodestra. Le elezioni provinciali a Palermo, dove ha vinto il candidato del centrodestra Giovanni Avanti, segnano una debacle del Pd che registra il 16,9% rispetto alle scorse amministrative dove Dl e Ds avevano il 21,18%; un leggero avanzamento del Pdl col 32,45 mentre FI e An avevano il 31,92; un 2,03% de La Destra che conquista un seggio e l'affermazione del Mpa di Raffaele Lombardo che conquista 5 seggi col 12,1% (non era presente alle scorse elezioni provinciali). E così è per tutte le province, dove l'Mpa speso diventa primo partito come ad Agrigento. Alle provinciali hanno vinto i candidati del Pdl-Mpa-Udc: Nanni Ricevuto (Messina), Giuseppe Castiglione (Catania), Mimmo Turano (Trapani) Eugenio D'Orsi (Agrigento), Nicola Bono (Siracusa) Giuseppe Monaco (Enna), Giuseppe Federico (Caltanissetta). Il Pd sembra prendere atto della cocente sconfitta e mentre molti esponenti dell'area di centrosinistra e sindacalisti invocano un cambio della guardia, il segretario Pd Francantonio Genovese, che da candidato a sindaco di Messina parla di "rimonta", ammette: "Il risultato negativo di queste elezioni amministrative è, purtroppo per noi, in linea con i recenti esiti delle politiche e delle regionali. Sebbene in alcune realtà - come il Comune di Messina - sia stato sfiorato il 40%, ovvero il 20% in più rispetto alle regionali, il dato complessivo è davvero sconfortante". Nonostante i risultati agrigentini Cuffaro gioisce: "I dati delle consultazioni sanciscono un risultato importante per l'Udc che si attesta in Sicilia oltre il 20% e si conferma forza determinante per il centrodestra nell'isola". E anche Francesco Storace, leader de La Destra, che porta a casa alcuni consiglieri comunali e provinciali oltre al successo di Musumeci, non nasconde la propria soddisfazione per "un risultato molto bello".

Fonte: ansa
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