La Sicilia torna alle urne per eleggere i presidenti di otto province su nove (manca soltanto Ragusa) e i sindaci di 147 comuni, fra i quali Siracusa, Messina e Catania. Saranno chiamati al voto quasi 4,5 milioni di elettori, distribuiti su 5.105 sezioni elettorali. Si potrà votare dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15.
Nei Comuni, la sfida più attesa è quella che si svolgerà ai piedi dell'Etna, a Catania. Due ex colleghi di partito si ritrovano avversari: Raffaele Stancanelli, di Alleanza nazionale (sostenuto da Pdl, Udc ed Mpa) e l'europarlamentare Nello Musumeci (La Destra), i quali dovranno a loro volta vedersela con Giovanni Burtone, deputato nazionale del Pd, area Margherita, appoggiato anche dal Pdci. A Messina tornano in ballo gli ex sindaci Giuseppe Buzzanca di An e Francantonio Genovese, segretario regionale del Pd.
L'Mpa di Raffaele Lombardo appoggerà, invece, Fabio D'Amore. Non si voterà invece a Siculiana (Agrigento), il consiglio comunale è stato sciolto per mafia con una decisione, arrivata ieri, da parte del Consiglio dei ministri. Il voto interesserà anche Mineo, nel Catanese, dove tre giorni fa sono morti sei operai in una vasca del depuratore. A Salemi (Trapani ) fa notizia la candidatura del critico Vittorio Sgarbi che sarà sostenuto dall'Udc, dalla Dc di Giuseppe Pizza e dalla lista civica L'Aquilone. Per le Province sfida a due a Palermo dove Franco Piro, ex parlamentare regionale e nazionale del Pd, se la vedrà con Giovanni Avanti (Udc), ex assessore comunale.
A Siracusa in corsa Nicola Bono, centrodestra, e Giuseppe Zappulla, centrosinistra. Cinque i candidati ad Agrigento, cinque a Enna, quattro a Catania (i principali sono Giuseppe Castiglione, europarlamentare del Pdl e Salvatore Leotta, del centrosinistra), quattro a Caltanissetta, altrettanti a Messina (in corsa Nanni Ricevuto del centrodestra e Paolo Silvestro Siracusano per il centrosinistra) e Trapani.