Rutelli dice no al Pse e nell'Internazionale Socialista. "Dobbiamo lavorare per una Alleanza Europea ed Europeista di Centrosinistra"

10 giugno 2008
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"Il Pd non potra' entrare nell'eurogruppo socialista e tantomeno nel Pse e nell'Internazionale

socialista". Lo ribadisce Francesco Rutelli in un'intervista al 'Corriere della Sera'. "Il Pd -aggiunge- e' lo snodo che puo' aiutare a far nascere un'alleanza europea ed europeista di centrosinistra. L'ambizione del Pd deve trovare una sua traduzione anche in Europa. Non e' un caso se, giusto per esser chiari, i rappresentanti del Pse in Italia avevano il 17% e il Pd ha il 33%". "Noi vogliamo costruire in Europa -prosegue l'ex vicepremier- un'alleanza con i socialisti e siamo interessati a sedere nello stesso consesso internazionale in cui siedono tra gli altri i Democratici americani e il Partito del Congresso indiano. Lo considero pregiudiziale, come il fatto che il Pd in Europa usi la sua forza, ripeto una forza del 33%".

"Finora si e' consolidata una linea perdente per i socialisti, che vedono assottigliarsi i consensi, ma anziche' costruire una aggregazione di centrosinistra anzitutto con i liberaldemocratici, scelgono accordi consociativi con il Ppe. Bisogna cambiare linea, o il rischio e' che si allarghi la situazione che si e' determinata in Germania, dove l'Spd rischia di essere raggiunta nei consensi dai postcomunisti dalla Pds. L'alternativa -conclude Rutelli- e' tra un centrosinistra nuovo e un accordo al ribasso con i conservatori".

Fonte: Adn kronos
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Anonimo 12 giugno 2008   09:42

Rosi Bindi ha confermato con forza che il Pd non può entrare nel Partito Socialista Europeo. Aggiungendo :"SONO I SOCIALISTI CHE DEBBONO DIVENTARE DEMOCRATICI. NON DEVONO ESSERE I DEMOCRATICI A DIVENTARE SOCIALISTI":

In più il 23 Giugno si terrà l'Assemblea Federale della "margherita". Che ufficialmente "non c'era più".

E che invece c'è e si manifesta con un'Assemblea che ,in pratica ,è un Congresso Nazionale. Mirato ,evidentemente ,a demarcare una linea di differenziazione.

In tutto ciò Parisi spara a zero sulla linea compromissoria ed attendista di Veltroni.

Chiedo parere ai "più informati" : non sembrano tutti segnali premonitori d'una implosione ?

Tutto ciò mentre ,in Parlamento ,i radicali si esprimono e votano in quanto "gruppo radicale" tra le forti obiezioni dei "teo-dem". Ed i fortissimi mugugni di Parisi ,della Binetti ,della Bindi e di Rutelli.

Anonimo 10 giugno 2008   14:00

Una bella pata bollente per il Pd. Sono sicuro che un sacco di "quadri" avranno molto mugugnato per questa uscita di Rutelli. Certo vivono una bella contraddizione .Il dilemma è davvero cornuto.

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