Il governo è deciso ad andare avanti speditamente sull'annunciato giro di vite sulle intercettazioni. Il Guardasigilli, Angelino Alfano, fa sapere che presto, forse già nel Cdm di venerdì, verrà messo a punto un disegno di legge da presentare poi alle Camere. Ma sul provvedimento non c'é accordo nella maggioranza con la Lega che da due giorni sta mantenendo una posizione decisamente tiepida sulla questione. "Ho letto solo - osserva in proposito il ministro dell'Interno Roberto Maroni - delle anticipazioni sui giornali. Venerdì ci sarà il Consiglio dei ministri e vedrò il provvedimento. Poi saprò valutarlo".
La linea, insomma, per quanto riguarda il Carroccio è quantomeno attendista: "é una questione delicata - osserva la responsabile Giustizia, Carolina Lussana - bisogna da un lato salvaguardare i diritti dei cittadini e dall'altro garantire ai magistrati la possibilità di svolgere le indagini". Toccherà al ministro Alfano fare un giro di consultazioni con gli alleati per trovare soluzioni condivise visto che al momento Carroccio e Pdl restano distanti almeno per quanto riguarda i reati per i quali escludere le intercettazioni e la soluzione tecnica da adottare per farlo. Se Pdl e Lega stanno ancora cercando una 'quadra' sulla questione nemmeno l'opposizione per ora sembra avere una linea univoca. Infatti da un lato il Partito Democratico, apre al divieto di pubblicazione sui giornali, dall'altro l'Italia dei Valori è durissima e annuncia che presenterà un referendum se il disegno di legge dovesse passare.
Mentre l'Udc avverte: "non bisogna passare dalla padella alla brace", insomma, sottolinea Pierferdinando Casini, "é giusto regolamentare ma non imbavagliare, ci vuole equilibrio". "Le intercettazioni - sottolinea il leader dei democratici, Walter Veltroni - sono uno strumento fondamentale per contrastare ogni attività illegale ma non è accettabile che tutto questo finisca sui giornali". Insomma, aggiunge, "il magistrato ha il diritto di poter fare le intercettazioni ma poi ha il dovere di tenerle segrete". Diverso l'atteggiamento dell'Italia dei Valori: "le intercettazioni - attacca Antonio Di Pietro pronto a presentare un referendum abrogativo del ddl - stanno alla lotta alla criminalità come il bisturi sta al chirurgo in sala operatoria. Sono necessarie per curare il malato dal male".
L'ex pm, quindi se la prende con l'atteggiamento "tentennante" dei democratici. Il Pd lavorerà in Parlamento per una "legge che abbia un equilibrio tra tutti i diritti coinvolti", è la replica dei democratici affidata al ministro 'ombra' della Giustizia, Lanfranco Tenaglia. Insomma, aggiunge, "nei suoi giudizi Di Pietro dovrebbe tenere conto di questa che è la realtà anziché aprire polemiche infondate. Comunque è bene su questo punto che il governo giunga ad una proposta e la formalizzi immediatamente perché la materia richiede un esame sereno e approfondito non proclami o polemiche urlate".
E' intervenuto anche il vicepresidente del Csm Nicola Mancino: "Le intercettazioni non si possono usare come una rete gettata a mare per prendere tutto. Bisogna disciplinare la materia".
Alessandra Chini