L’indirizzo è ormai palese: ignorare il problema, quello vero, perché comporta di governare il Paese come si deve, adottare misure concrete, con i tempi necessari, mettendo in campo gli strumenti e i mezzi che occorrono, e buttare fumo negli occhi ed accontentare la casalinga di Voghera perché first of all, scupa nova deve fare scrusciu. Appunto scrusciu e non turbare i sonni di nessuno.
La questione non nasce con il Cavaliere, ci mancherebbe. E’ un vecchio vezzo della plolitica che sceglie la strada più facile, in siciliano l’accurzu, e si preoccupa meno degli effetti (necessariamente lontani) dei provvedimenti adottati.
Ma da Berlusconi, qualunque sia il pensiero politico chi sta in stand by, sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più, perché la maggioranza parlamentare è larga, inattaccabile, autosufficiente, solida. Insomma ha tutto ciò che è necessario per prendere decisioni senza dovere subire ricatti, rimozioni, perfino suggerimenti. Abbiamo bisogno di un governo che governi, insomma.
Cosa che viene prima dei contenuti, osiamo affermare. Lo Stato c’è se il governo c’è, e il governo c’è quando decide il da farsi e lo fa.Non è indispensabile usare i muscoli, occorre solo dimettere la politica spettacolo, scendere dal palcoscenico e lavorare nelle stanze giuste.
Fino a che il Premier ritiene di governare nei confessi confindustriali o nelle sagre paesane, comunicando intenzioni e buoni propositi, maggioranxe bulgare e maggioranze sequestrate dai numeri risicati hanno lo stesso impatto paralizzante.
Più che i numeri, insomma, sono richiesti come il pane le persone serie. Chi sta dall’altra parte, è più contento che si decida qualcosa che non condivida, piuttosto che l’assenza di decisioni, un empasse che non permette il ruolo di opposizione, controparte, avversario politico. La dialettica sulle scelte produce frutti, quella sulle chiacchiere dei talk show e dei congressi, fanno nascere dibattiti sul nulla e lasciano le cose come stanno.
Ormai il governo ha scelto di rappresentare la casalinga di Voghera e c’è qualcuno che ritiene giusto fare così per il solo fatto che la Padania l’ha adottata nello spirito. Così, a causa del peso determinante della Lega nella maggioranza di centrodestra l’Italia si trova tutta lì, in quella cittadina del nord, che ha avuto la ventura, incolpevole, di rappresentare la cultura perbenista, un poco ottusa del nostro Paese. La casalinga non c’entra niente, perché è sicuramente meglio di come viene rappresentata, e la città in cui vive nemmeno, perché assomiglia a tutte le altre, ed è anzi meglio per alcuni versi.
Ma è per corrispondere alla casalinga di Voghera che esiste, senza esistere, l’icona del sentire italiano.
L’ha inventato la politica, con l’aiuto dei media; grazie a questa santa donna, si affronta la questione sicurezza in modo ipocrita, proponendo il reato di clandestinità invece che prevenire e reprimere efficacemente il crimine (dei clandestini e degli altri), si scarica sui rom, i guai provocati dalla microcriminalità diffusa (rom ed altri), o si promette di rimpatriare le lucciole che “infestano” le strade buie d’Italia, come se le porcherie (pedofilia, viaggi in Thailandia, costumi facili…), possano essere addebitati ai marciapiedi.
Sarebbe bello che fosse così, ci sentiremmo tutti più buoni, ma non è così, e lo sappiamo tutti che non è così. La tutela dell’ordine pubblico è un’altra cosa, la sicurezza del cittadino muove da priorità diverse.Il capo della polizia, Manganelli, proprio alcuni giorni or sono, ha fatto toccare con mano gli ostacoli che i tutori dell’ordine incontrano nell’espletamento della loro attività, denunciando “l’indulto quotidiano”, dovuto all’incertezza della pena. Ha affermato cose sensate: rendendo certa la pena e dotando di uomini, risorse, mezzi le forze di polizia e la magistratura, si combatte efficacemente la criminalità.
Lanciare anatemi e scaricare sulle minoranze e le fasce deboli i problemi della sicurezza, si fa soltanto credere che il problema venga affrontato e si fa di molti poveri disgraziati dei bersagli facili per incolti, fanatici, idioti di passaggio o in servizio permanente effettivo. .
Il Ministro della Giustizia, Angelo Alfano, ha illustrato con grande convinzione la necessità di porre un argine alla presenza delle prostitute, che insieme ai clandestini e i rom, com’è noto, non fanno dormire sogni tranquilli agli italiani.
Ed ha sostenuto che una scelta va fatta: o tenerci le strade infestate da lucciole che si esibiscono in spettacoli poco edificanti o cacciarle via dalle strade e dal Paese.
Alfano non vede “alternative” all’espulsione.Una volta questi problemi li affrontava la squadra del buon costume, ma il Ministro no era ancora nato, che faceva il suo lavoro in modo grezzo e, talvolta, davvero insultante ma “conteneva” l’esuberanza degli addetti ai lavori: oggi, invece, si affida alle leggi forti nella forma e vuote nella sostanza un fenomeno vecchio come il mondo. Anche un adolescente sa bene che il punto non è pulire i marciapiedi e mettere la monnezza in casa o nei quartieri a luci rosse, ma farle uscire dal “giro” dei magnaccia, delle organizzazioni criminali, del traffico di donne provenienti dai paesi dell’Est e dall’Africa .
Non c’è paese al mondo che non ospiti lucciole, ma nessuno ha adottato provvedimenti di espulsione. Una ragione ci deve essere. Un’attività efficace delle forze di polizia arriverebbe a colpire i “protettori”, i “pirati” che gestiscono la tratta delle straniere per avviare le donne alla prostituzione. Il mondo della prostituzione è infernale, duro: la violenza, la prepotenza, il crimine sono il pane quotidiano.
Le lucciole sono le prime vittime. Cacciarle via dalle strade, dunque, non è la soluzione, o meglio lo è per la casalinga di Voghera. Il foglio di via, dunque, non affronta il problema.
E’ necessario ben altro: un controllo efficace del territorio, l’attività investigativa, i poliziotti sulle strade, le risorse, gli strumenti alternativi per chi vuole lasciare il “mestiere” (casa famiglia, avviamento al lavoro …), investigatori.
Un ritorno alle case d’appuntamento è la risposta giusta? Il ghetto è la risposta giusta? Invece che vedere le lucciole nelle strade, potranno essere viste in vetrina, come ad Amburgo e altre città tedesche.
E’ questo il passo avanti?
Quel mondo infernale scomparirà creando spazi nuovi e appartati? No, impedirà alla casalinga di Voghera di incontrare una lucciola per strada, ma lascerà che quell’inferno sia alimentato da una gran quantità di combustibile.
Non condivido l'approccio dell'articolo. E' comiziale e irriverente a vuoto. Perchè secondo me copre gli argomenti con una polemica che non entra nel vivo delle questioni.
E poi "le fasce deboli" non sono gli scippatori ,i ladri ,i rapinatori e gli spacciatori.
Non è un problema etnico ,ma di comportamenti penali.
Se poi la Romania non ci ha inviato i suoi uomini migliori (arciduchi ,luminari ,santi ,scienziati etc.) questa non è colpa della Politica italiana. E' solo un "fatto" di cui prendere atto ed a cui fare fronte.
Non si può provare stizza perchè un delinquente viene preso da "un poliziotto di destra".
Forse meglio pentirsi di non averlo fatto acchiappare da "un finanziere di sinistra".
Ma un delinquente tolto dalla circolazione è un bene oggettivo per tutti.
Perchè dite che "verrà il turno delle Mafie" ? Forse che fare una nuova legge su un altro pericolo sociale significa abolire quelle già vigenti contro la criminalità organizzata ? C'è un "turno" per la repressione dei reati ?
Proprio in questi giorni ho sentito di un sacco di retate in Campania ,in Sicilia ,in Puglia ed in Calabria.
La lotta alle mafie non la ferma nessuno. E' a regime. Si fa sempre. Non servono nuove circolari di "incitamento".
E poi è giusto stare dalla parte della casalinga di Voghera ....e di Pallavicino. E dei loro figli. Senza sfottere .
Perchè non posso arrestare un estortore alle 18 ed un clandestino pappone alle 19 ? Dobbiamo garantire la pausa pranzo dei Magistrati pagati come i Senatori della Repubblica ?