L'Associazione nazionale magistrati ha indicato le "difficoltà" che graverebbero sugli uffici giudiziari con l'introduzione del reato di immigrazione clandestina anche per evitare di vedersi un domani attribuire la colpa dell'"inevitabile fallimento" cui è destinata questa scelta legislativa. E a dirlo è il segretario del sindacato delle roghe Giuseppe Cascini. Vogliamo "evitare che un domani si possa indicare la magistratura , come già avvenuto altre volte in passato, quale responsabile dell'inevitabile fallimento della scelta di risolvere attraverso lo strumento del diritto penale il fenomeno dell'immigrazione clandestina".
E lo stesso, spiega Cascini, "abbiamo fatto con riferimento al decreto legge in materia di rifiuti in Campania, rappresentando che le misure straordinarie previste rischiano di complicare ulteriormente la già difficile situazione della giustizia nella regione".
La nuova presa di posizione, all'indomani della difesa del provvedimento da parte del ministro della Giustizia Angelino Alfano e del suo collega per le Riforme Umberto Bossi.
Se per Angelino Alfano il sistema delle espulsioni "ha fallito" e occorre accentuare "un profilo di deterrenza", per Umberto Bossi è addirittura "un muro per far capire che non è più come prima". Parole, quelle dei due ministri, che hanno sollevato qualche polemica a partire dal leader del Pd Walter Veltroni che ribadisce il suo no all'introduzione del reato di clandestinità perché "é un provvedimento demagogico e non applicabile: le carceri scoppiano e gli uffici giudiziari sono in affanno.
Bisogna distinguere lo straniero che viene in Italia per lavorare dal criminale".
Il fatto è che la Magistratura contende a Veltroni il ruolo di guida dell'Opposizione. Ormai l'ANM ci illumina preventivamente circa i suoi "orientamenti" legislativi : Questo va bene ,quello non tanto ,questo è incostituzionale ,quell'altro è inpplicabile.
Perchè l'Associazione dei Magistrati non si trasforma direttamente in partito ?
Mi pare che decisamente stia tracimando ,debordando ,esondando.
La nostra Costituzione ,mi pare di ricordare ,prevedeva la "separazione" dei poteri dello Stato.
Qua i Magistrati VOGLIONO SCRIVERE LORO LE LEGGI :Peccato non li abbia eletti nessuno !
I magistrati non hanno il diritto di dire preventivamente se una legge "funzionerà" o meno.
Primo ,perchè c'è una parte che non riguarda loro ma le Forze dell'Ordine.
Terzo perchè il problema della capienza carceraria è di competenza del Governo.
Il secondo ,saltato apposta, è la loro "buona volontà" e la loro capacità professionale.
Di "intenti" non bisognerebbe nemmeno parlare : il Magistrato è tenuto ad applicare le leggi vigenti ,non le sue "opinioni" nel merito specifico. Infine la "capacità" : col "loro" criterio di efficienza e "velocità" non c'era bisogno di specificare che questa legge sarebbe "un fallimento"....perchè ,nelle "loro" mani ,TUTTE le leggi in Italia ormai sono un semplice flatus vocis. Dal disastrato civile fino al penale .Gli Italiani e le Italiane hanno "capito"....e non denunziano nemmeno più !!!
(Si leggano soltanto le cifre sugli abusi sessuali !).