Raffaele Lombardo prosegue nella sua operazione di blindatura dell’esecutivo. Uno dei due magistrati, IIarda, assessore alla Presidenza, avrà il compito di coordinare la squadra di governo “per il raggiungimento degli obiettivi”. Sarà, insomma, il
Gianni Letta siciliano. Si tratta di un incarico politico rilevante che non ha precedenti. Gli assessori alla presidenza, in passato, hanno avuto deleghe mirate nei vari settori, mai un compito di coordinamento, che propone una visione generale della politica del governo ed un’azione di gestione delle iniziative e delle decisioni.
Non sappiamo fino a che punto potrà spingersi Iarda, ma abbiamo la sensazione che la delega sia ampia e che consenta al Presidente di privarsi della contrattazione quotidiana sul datarsi con gli assessori del suo governo. E’ una incombenza difficile che toglie tempo al Presidente e cui finora i predecessori di Lombardo non hanno mai potuto sottrarsi (o voluto farlo).
Gli assessori non sono solo tecnici ma rappresentanti di partiti alleati e non è facile rispondere picche alle loro richieste, perché è come negare qualcosa ad uno degli schieramenti politici che compongono la maggioranza. Intendiamoci, le cose non sono così semplici e capita abbastanza frequentemente che le volontà dell’assessore non siano proprio quelle del suo schieramento politico.
Comunque sia, il diniego e la sua gestione, sono un problema. Averlo affidato ad Iarda appare una mossa intelligente.
La duttilità di Iarda non è paragonabile a quello di un uomo politico. Ha coltivato abitudini spartane per ragioni professionali. Capisce sicuramente di non stare in tribunale e di dovere ragionare con chiunque, ma l’imprinting è quello. Non solo, c’è un altro aspetto no trascurabile.Iarda potrebbe imporre una censura preventiva alle richieste del membri del governo.
Altro elemento su cui riflettere.Questo ragionamento ci fa correre il rischio di presentare il magistrato assessore come una specie di pozione miracolosa. Non lo è, non piotrebbe esserlo, a prescindere dalle qualità, competenze, equilibrio di Iarda. La governance propone problematiche sempre nuove.
C’è da mettersi d’accordo con se stessi oltre che con altri. La duttilità, lo si impara presto, appare essenziale. Iarda dovrà adattarsi a stare al governo così copme ha imparato ad adattarsi al contesto giudiziario.
Una volta si diceva che “u morti impara a piangere”. Per quanrto eiguarda Iarda, magari, le cose non stanno proprio così, ma non siamo lontani.Chapeau a Lombardo, dunque.
Seguiremo con attenzione il lavoro di Iarda.
L’esperimento è importante. Non è proprio la spedizione di un astronauta sulla luna, ma nemmeno un episodio normale della politica nostrana. Significa cioè che IIarda avrà la responsabilità della gestione del governo''Ho delegato le mie competenze, anche quelle che mi restavano residualmente, all'assessore alla Presidenza, per poter svolgere un ruolo di coordinamento di questa squadra, formata da persone in gamba, affinche' si possano raggiungere gli obiettivi che vogliamo'', ha dichiarato il presidente della Regione. Titti Bufardeci, il vice Presidente, avrebbe potuto ambire a questo ruolo legittimamente. Ma non crediamo che abbia provato dispiacere per la scelta di Lombardo. Tutt’altro.