Italia prima in Europa per intercettazioni. Sono 72 ogni 100 mila abitanti

07 giugno 2008
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Settantadue ogni 100mila abitanti  contro lo 0,5 ogni 100mila abitanti d'Oltreoceano. Queste le  intercettazioni disposte in Italia secondo gli ultimi dati  dell'Istituto internazionale tedesco Max Planck, che ha aggiudicato al Belpaese un vero e proprio primato. Nella classifica europea lo  Stivale e' seguito da Olanda (62) e Svizzera (32).
Gli ultimi dati dei tecnici del ministero fotografano un giro  d'affari di 280 mln di euro l'anno, un terzo delle spese di giustizia  del dicastero. Un vero e proprio business, soprattutto per i gestori,  nelle cui tasche entrano quasi 100 milioni. Tanto che oggi sulla  necessita' di ridurre i costi delle intercettazioni e' intervenuto il  ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha sottolineato la  necessita' di porre rimedio agli sprechi. Anche perche', rispetto al  2006, quando si attestavano a 230 mln di euro, i costi delle  intercettazioni sono tornati a salire, pur non arrivando a toccare le  cifre record degli anni passati.
Nel 2005 l'Italia ha speso per le intercettazioni 308 milioni.  Un dossier elaborato nel 2004 dai tecnici del ministero della  Giustizia fotografava invece un giro d'affari pari a circa 300 milioni di euro l'anno. In particolare, sono stati 250 i milioni di euro, iva 
inclusa, spesi tra il 1 luglio 2003 e il 30 giugno 2004 e da 12 a  14mila le utenze telefoniche controllate ogni giorno (tra apparecchi  fissi e cellulari), per un totale di 300mila italiani intercettati. Il mercato e' cresciuto di anno in anno: i dati dicono che sono state  32mila le utenze intercettate nel 2001 per 165 milioni di euro, 45mila per 230 milioni di euro nel 2002 e oltre 77mila per 255 milioni di  euro nel 2003.
 
Fonte: adnkronos
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vinx47 10 giugno 2008   18:31

nON ESSENDOCI LA CERTEZZA DELLE PENE CI SI ATTREZZA IN TUTTE LE MANIERE PER CERCARE DI FAR SOLDI IN QUALSIASI MANIERA, TANTO MALE CHE VADA DOPO POCHI MESI SEI DI NUOVO FUORI.  IN ALTRI PAESI SE QUALCUNO SBAGLIA, E VIENE PRESO,  VA DENTRO E PER UN  BEL PO'. NOI ITALIANI SAPPIAMO CHE ESISTE LA LEGGE E CI ATTREZIAMO PER POTERLA AGGIRARE, NON PER CERTO PER SEGUIRNE I DETTAMI.

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