Convegno Cerisdi: il presidente del Senato Renato Schifani parla di federalismo, lotta alla mafia e sanita’. Attacco all’Ismett, “centro di eccellenza ma autoreferenziale”

07 giugno 2008
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 "Ritengo imprescindibile che il futuro impianto federale si faccia carico di fornire ampie assicurazioni in ordine al rispetto dell'art. 32 della costituzione, garantendo in modo uniforme sul territorio i medesimi livelli essenziali di assistenza e, soprattutto, l'appropriatezza e la qualità degli stessi". Lo ha detto il presidente del senato Renato Schifani durante il convegno "Terapia del dolore: utopia o progetto realizzabile?" che si è svolto al castello Utveggio di Palermo. "Desidero anche in questa sede ribadire il mio personale impegno ad un federalismo solidale che accresca - ha continuato Schifani - e non comprima i diritti sociali che appartengono al patrimonio comune". Per Schifani "ciò non può non essere perseguito in una prospettiva di cambiamento culturale che miri ad una seria riqualificazione della spesa pubblica indirizzata al Welfare". "Non si può infatti continuare a ritenere - ha aggiunto - che il miglioramento del sistema sociale, e in particolare di quello sanitario sia subordinato ad un costante ed indefinito incremento di risorse pubbliche destinate alle aree svantaggiate del Paese". "In questo quadro descritto - ha concluso - si inseriscono le prospettive di riforma istituzionale che vanno nella direzione del federalismo fiscale, volto a rafforzare quel processo di regionalizzazione già avviato nell'ultimo decennio".

Il presidente del senato a poi affrontato il tema della lotta alla criminalità. "Avevamo auspicato una maggiore attività legislativa di contrasto alla mafia. E anche che il parlamento rendesse più forti le norme del pacchetto sicurezza. E l'auspicio sta per trasformarsi in realtà con l'introduzione di nuovi modelli di sequestro dei beni di provenienza illecita. E' segno che il Paese sta cambiando - ha aggiunto - e che c'é una classe politica consapevole dell'importanza della lotta alla criminalità che non è di maggioranza o opposizione".

L’intervento si è poi concentrato sul sistema sanitario locale. "In Sicilia nonostante l'impegno di molti professionisti e operatori della sanità vi sono luci e ombre che caratterizzano la quotidianità". Ha spiegato "Mentre registriamo coperture vaccinali più alte che in altre regioni - ha continuato Schifani - l'assistenza territoriale ha ancora troppe carenze. Un esempio per tutti: il servizio di emergenza-urgenza collegato al 118". "Come è stato appurato da una ispezione condotta dal ministero dell'economia e delle finanze nel 2006 - ha aggiunto il presidente del Senato - sono state accertate disfunzioni della società siciliana per i servizi di emergenza costituta dalla Croce Rossa Italiana". Queste disfunzioni hanno prodotto "elevati costi, di gran lunga superiore rispetto a quelli sostenuti in sistemi efficienti - ha concluso Schifani - come quello piemontese senza che l'efficacia del sistema sia paragonabile rispetto alle migliori realtà nazionali".

La nota più paccesa ha riguardato L’Ismett, l’istituto meridionale per i trapianti. "Nell'ambito dell'esigenza di valorizzazione dei centri di eccellenza in grado di interagire con il territorio, risulta emblematico il caso dell'Ismett - ha detto - si tratta di un centro di eccellenza che pur caratterizzandosi per l'alto livello scientifico e grandi capacità svolge una attività autoreferenziale, con costi elevatissimi, risultando al servizio di pochi e soprattutto poco al servizio della Sicilia".
"Per non parlare poi della mancata attività di formazione - ha aggiunto - che il qualificatissimo management interno all'istituto avrebbe potuto e dovuto realizzare nei confronti degli operatori siciliani della sanità pubblica". Per questo è opportuno: "favorire una interazione con la realtà regionale, affinché l'Ismett - ha concluso Schifani - possa contribuire a superare le attuali carenze sanitarie sul territorio e ridurre l'elevato tasso di ospedalizzazione con conseguente razionalizzazione delle risorse".

Ancora parlando dei criteri di selezione dei manager della sanità pubblica ha aggiunto. "E' centrale una effettiva valorizzazione della meritocrazia in un contesto di netta separazione fra la politica e la gestione tecnico amministrativa e professionale". Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani a Palermo. "Per quanto riguarda la sanità pubblica mi riferisco in primo luogo - ha continuato - alla introduzione di criteri trasparenti nella selezione di manager e primari, da individuare sulla base della effettiva competenza e non certo di logiche clientelari". La valorizzazione della meritocrazia "oltre che sotto il profilo della selezione - ha continuato - deve essere perseguita con l'introduzione di sistemi di valutazione indipendenti e trasparenti, in grado di fornire ai cittadini informazioni chiare e confrontabili sulla qualità dei servizi". Sulla base di questi risultati dovranno essere riconosciuti "criteri premiali per i professionisti migliori - ha concluso Schifani - In questa prospettiva occorre puntare sullo sviluppo di centri di alta specialità e di eccellenza in grado di rapportarsi con il territorio, mettendo a disposizione gli esiti formativi e i risultati scientifici conseguiti".

Sul ruolo del Mezzogiorno ha anche precisato. "E' la capacità di orientare correttamente la spesa pubblica e di ottimizzarne gli effetti ciò che fa difetto al Mezzogiorno". La Banca d'Italia stima che "le risorse pubbliche siano nell'ordine del 13% del prodotto del Mezzogiorno - ha continuato - rispetto al 3% della media nazionale. E' un ammontare imponente; ma per il Sud è anche il segno di una dipendenza economica ininterrotta". Questa dipendenza economica non può tuttavia "essere archiviata in maniera indolore e in tempi contenuti - ha concluso Schifani. Se quindi la madre di tutte le priorità può essere identificata con la strada maestra dell'efficienza e dello sviluppo allo stesso tempo risulterebbe inopportuno l'affermarsi di un modello di federalismo fiscale che non fosse motivato da un approccio solidale da parte delle regioni più sviluppate economicamente".

Infine il presidente del Senato ha voluto sottolineare l’importanza delle terapie del dolore, tema del convegno. "Occorre superare l'errato approccio culturale che sottovaluta il problema della terapia del dolore e delle cure palliative, non riconoscendone i profili umani, i risvolti sociali e psicologici connessi". Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani, a Palermo. "E' ancora forte la mancanza di una sensibilità accurata e profonda - ha aggiunto Schifani - da parte del settore sanitario e delle istituzioni. Non si può continuare a disattendere le reali esigenze dei cittadini e non considerare che un italiano su quattro soffre di dolore cronico. Ad essi occorre restituire autonomia e riconoscere dignità". Secondo il presidente del Senato "per fare ciò, va potenziata la formazione dei medici e degli operatori sanitari; inoltre è necessario che coloro che sono preposti a compiti di responsabilità nelle strutture sanitarie favoriscano l'introduzione di appositi modelli organizzativi e la diffusione di unità operative di medicina del dolore". In quest'ambito anche il Parlamento e il governo, ha sottolineato Schifani, "sono chiamati a un serio impegno per favorire quegli interventi normativi che vadano nell'auspicata direzione". "Occorre - ha concluso - uno sforzo comune delle istituzioni e dell'intera società civile nella piena consapevolezza che le politiche sanitarie e i servizi al cittadino rappresentano una priorità per il paese".

Fonte: ansa
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Anonimo 18 giugno 2008   13:28
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 giugno 2008. Visualizza »

chi parla male dell'Ismett e' sicuramente responsabile dello sfascio della sanita' in sicilia,siccome viviamo in una societa' di ipocriti sarebbe meglio abbassare i toni e nascondersi la faccia a tutto il disastro causato da questi accentratori di potere ,megalomani ignoranti che non conoscono e non sanno quello che dicono.Sulla sicurezza sarebbe ora di togliere le scorte ai politi per poter garantire piu' sicurezza a cittadini e iniziare a spogliarsi di tutti i privileggi che hanno.

L'ismett non serve a pochi ma a tantissimi e sicuramente serve a tutta la sicilia,italia e mondo,capito megalomane?un cardiotrapiantato siciliano  che vive grazie al trapianto.

il trapianto e' vita ! la politica e sperpero!

Anonimo 17 giugno 2008   20:17
L'utente ha risposto al commento anonimo del 17 giugno 2008. Visualizza »

Predicano bene e razalano male,

Qualora ne avessero bisogno .... vedi come sarebbe il migliore centro.

 

chi parla male dell'Ismett e' sicuramente responsabile dello sfascio della sanita' in sicilia,siccome viviamo in una societa' di ipocriti sarebbe meglio abbassare i toni e nascondersi la faccia a tutto il disastro causato da questi accentratori di potere ,megalomani ignoranti che non conoscono e non sanno quello che dicono.Sulla sicurezza sarebbe ora di togliere le scorte ai politi per poter garantire piu' sicurezza a cittadini e iniziare a spogliarsi di tutti i privileggi che hanno.

L'ismett non serve a pochi ma a tantissimi e sicuramente serve a tutta la sicilia,italia e mondo,capito megalomane?un cardiotrapiantato siciliano  che vive grazie al trapianto.

Anonimo 09 giugno 2008   13:45
L'utente ha risposto al commento anonimo del 09 giugno 2008. Visualizza »

Complimenti signor Schifani! Ci vuole coraggio per criticare l'ISMETT. Certo, se è diventato il secondo miglior istituto di trapianti del mondo è merito dei suoi consigli, da quale bravo presidente del senato lei è...

Predicano bene e razalano male,

Qualora ne avessero bisogno .... vedi come sarebbe il migliore centro.

 

Anonimo 07 giugno 2008   22:56

Complimenti signor Schifani! Ci vuole coraggio per criticare l'ISMETT. Certo, se è diventato il secondo miglior istituto di trapianti del mondo è merito dei suoi consigli, da quale bravo presidente del senato lei è...

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