Negli atti parlamentari le commissitioni fra industrie del nord e camorra napoletana sui rifiuti campani. Ecco i casi più eclatanti.

06 giugno 2008
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 Uno dei riferimenti più espliciti a operazione di illecito smaltimento in Campania di rifiuti provenienti dal Nord, ad un primo esame degli atti parlamentari, appare contenuto nella relazione sulla Campania presentata il 26 gennaio 2006 dal relatore Paolo Russo, alla "Commisione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse".

 

Questo il passaggio più chiaro nel Documento XXIII n.17 della XIV legislatura: "Ulteriore esempio di una Pubblica Amministrazione che si presta, in cambio di denaro o di altri vantaggi, ad avallare operazioni di illecito smaltimento di rifiuti, è l'indagine 'Mazzettus', condotta dal Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, conclusasi con l'esecuzione di 6 ordini di custodia cautelare, nei confronti di imprenditori che operavano nel settore delle discariche e di funzionari del Genio Civile - Settore Cave - della Provincia di Napoli.

 

I pubblici ufficiali consentivano, in cambio di 'mazzette', lo sversamento illecito di migliaia tonnellate di rifiuti, provenienti da diverse Regioni del Nord e Centro Italia, in terreni a destinazione agricola ed in cave per cui era stato approvato il progetto di 'ricomposizione ambientale' proprio al fine di recuperare siti precedentemente depauperati sotto il profilo ambientale, in quanto già utilizzati come cave abusive".

 

Probabilmente il documento parlamentare che più ha colpito il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quello alla cui lettura ha voluto rinviare a Napoli, è anche il più recente: l'audizione del 13 marzo scorso, presso la stessa Commissione del Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso, che ha fatto esplicito riferimento a "circa un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dalla Toscana e dal Veneto", un traffico colossale al cui vertice ha indicato "i fratelli Pellini di Acerra, con a capo Pellini Salvatore, maresciallo dei Carabinieri".

 

Il capitolo 6 della relazione dell'on Paolo Russo del 2006, intitolato "Lo sfruttamento del territorio da parte delle organizzazioni criminali, descrive "il quadro, ad un tempo, desolante e proccupante" emerso dalle indagini e richiama in particolare l'attività di indagine svolta dalla Commissione stessa a luglio del 2004. Questi documenti delineano un territorio "martoriato" e inquinato.

Una situazione di particolare allarme viene indicata nel Comune di Aversa, in località Calabricito, dove i parametri di sicurezza risultano superati centomila volte. Fra le scorie smaltite illecitamente nel raggio di 120 ettari risultano oli minerali, piombo, scorie saline, schiumature di alluminio, polveri di abbattimento dei fumi degli altoforni.

La relazione riferisce di decine di indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti, truffa aggravata e disastro ambientale. Nell'ultima relazione del 13 giugno 2007, firmata dai senatori Renato Barbieri e Donato Piglionica, è molto forte l'allarme per il ruolo preminente assunto nel traffico dei rifiuti in Campania dalla criminalità organizzata che ne ha fatto uno dei terreni privilegiati" di attività. La relazione cita ampiamente audizioni dei magistrati della Procura di Napoli e vari documenti.

Fonte: ansa
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