Silvio Zelig: nei giorni pari la pensa come Bossi, in quelli dispari come Veltroni. La mattina concorda con Zapatero e Putin ed il pomeriggio con Papa Benedetto e Bush.

06 giugno 2008
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Mercoledi 4 giugno Silvio Berlusconi ha incontrato il Premier spagnolo Zapatero ed alla fine del colloquio ha detto ai giornalisti che fra Spagna e Italia non ci sono frizioni di alcun tipo.

L’agenda dell'incontro non lascia ombre, fra i due governi regna l’armonia, la concordia, un identico sentire ed un grande reciproco rispetto.

Venerdì 6 giugno il Presidente del Consiglio ha incontrato il Pontefice, Benedetto XVI, e dopo avere conversato amabilmente con lui, ha tratto la chiara sensazione che non ci siano questioni sulle quali sia stata avvistata una differenza di vedute. Una constatazione, che ha lasciato il Primo ministro italiano favorevolmente impressionato. Non se l'aspettava nemmeno lui di avere tante cose in comune con il Papa: il governo e il Vaticano hanno opinioni, idee, principi guida perfettamente identici.

Occorre ricordare a questo punto che dopo avere partecipato, di recente, all’assemblea degli imprenditori italiani, Berlusconi si è premurato di fare sapere alla stampa che il suo governo ha adottato lo stesso programma della Confindustria, non c’è da cambiare nemmeno una virgola.

Dell’assonanza con il leader russo Putin sappiamo a sufficienza: piena, indiscutibile tanto da costruire un’amicizia vera. Idem per Bush e il governo americano: George W. con il nostro leader va a nozze.

Sorprendente la concordia raggiunta in così poco tempo con l’Unione Europea. Gli euroburocrati, da nemici giurati sono diventati affidabili collaboratori del nostro Paese, grazie, naturalmente, alla solita identità di vedute. 

Il fatto che fra Zapatero e Benedetto XVI non abbiano una solo idea in comune e che fra la Chiesa spagnola e il governo socialista c’è un contenzioso aspro, non inficia in alcun modo il rapporto, praticamente ottimale, del nostro Presidente con entrambi.

Stessa considerazione va fatta per Putin e Bush, quali non la pensano allo stesso modo su temi essenziali, ma sul conto di Berlusconi hanno entrambi la medesima opinione favorevoli, della quale può beneficiare il governo italiano grazie al fatto che il Presidente italiano incassa la condiscendenza di tutte le parti.

Un esempio concreto delle ricadute positive ci viene anche uggerito dalla questione Alitalia.

Prima che Berlusconi arrivasse a Palazzo Chigi, Sarkozy parlava con Prodi, e per l'Air France pareva che le cose dovessero mettersi bene, ma non si riusciva a combinare niente. Il Cavaliere indicava, inascoltato, la strada della cordata, ma tutti a mettersi di traverso. Pura diffidenza.

Pensarono che fosse un tentativo per mettere il bastone fra le ruote a Sarkozy, invece era esattamente il contrario. La cordata sarebbe stata l'unico modo per arrampicarsi, sugli specchi se necessario, per arrivare al Presidente francese ed alla sua Air France. Tanto è vero che una volta arrivato a Palazzo Chigi, il Cavaliere ha trovato la sintonia anche con Sarkozy e si è capito che cordata e Air france non sono che due facce della stessa medaglia.

La diffidenza ha giocato un ruolo negativo per la Compagnia di bandiera.

In casa propria, infine, il nostro Primo ministro concorda con la Lega sugli argomenti che stanno a cuore a Bossi e Maroni, con l’opposizione su tutto il resto. Ci sono le carte che parlano, il programma del PDL è praticamente identico, come si sa, con quello dell’opposizione perché questa l’ha copiato di sana pianta. Veltroni e D’Alema.

E’ perfettamente inutile tentare di prenderlo in castagna sollevando la storiella che è impossibile essere d’accordo con tutti per il fatto che ognuno ha idee diverse dall’altro. Parlano i fatti: nessuna opinione espressa dal governo, è stata mai disattesa, sbugiardata, contraddetta.

Facciamo un esempio, il reato di clandestinità. Il Premier ha forse mai asserito che lo condivida?

Se è capitato vuol dire che era giorno pari. Se Berliusconi incontrasse Bossi in quelli dispari, però, potrebbe accadere. Che dovrebbe fare, spezzare la sua “spina dorsale”, cioè i leghisti, i guardiani del tempio? Deve pur concedere qualche cosa. La clandestinità, per esempio. E i due tempi del Ponte sullo stretto: non significa che non lo vogliono fare, come sembrano suggerire i giornali di proprietà dei poteri forti, ma che lo fanno giusto nei tempi “utili”.

Quali?

Quelli suggeriti dal sottosegretario Castelli, che indica lo start up nel minuto successivo alla posa della prima pietra delle grandi infrastrutture del nord.

Tutto si tiene, insomma.

Quanto alla clandestinità, tanto per non lasciare traccia di ambiguità, la questione essenziale è che sia presa in considerazione dai giudici. Trovano lo zingaro, mettiamo, o il colorato che bighellona accanto al sagrato di una chiesa,: richiesta di documenti, e in assenza, "flagranza" di reato: manette, e la questione è chiusa.

Certo, le carceri non sono un grand hotel con stanze ancora da affittare in Italia e indulti non se ne possono più fare per i prossimi venti anni, ma i problemi vanno risolti uno alla volta, non tutti insieme. 

Di tutto ciò il Cavaliere è consapevole tanto è vero che  nei giorni pari propende a farne un aggravante e in quelli dispari da ragione alla Lega; nei primi si assicura la benedizione papale nei giorni dispari quella di Umberto Bossi e di Pontida.

Ora starete accostando questo comportamento ad una figura trita e ritrita dell’immaginario collettivo, Zelig. Non c'entra assolutamente niente. 

L’insulso personaggio che subisce una radicale metamorfosi a seconda della circostanza con Silvio non ha niente a che vedere. Non accostiamo il diavolo e l'acqua santa. Silvio  è uno statista, non un acrobata. Magari un uomo duttile, questo sì. Che è una virtù, non un difetto. 

 

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Anonimo 09 giugno 2008   15:46
L'utente ha risposto al commento di gigi del 09 giugno 2008. Visualizza »

Silvio è un gran simpaticone - peccato che fa politica -

Peccato che "i professionisti della Politica",almeno nel trentennio precedente ,non fossero simpatici come lui.

Peccato che per tre quarti siano stati arrestati ,siano scappati o si siano suicidati !

E peccato che ad "essere simpatici" non ci provassero nemmeno ! Parlavano e si capivano solo loro ! Parlavano in codice.

Tanto noi eravamo "sudditi". Costretti a votare Dc contro i comunisti o a votare comunista contro "la corruzione DC" !!!

Berlusconi può non piacere o piacere. Ma almeno si capisce di che cosa parla !

Anonimo 09 giugno 2008   10:22

Secondo me ("i malori") ha problemi di circolazione sanguigna a livello cerebrale. A quell'età è normale.

Ho visto come ha smentito ,con grande convinzione ,una giornalista di "repubblica" in una conferenza stampa.

Era una banalità del tipo "la nuova Napoli che costruiremo". Quella gli ha chiesto ,dopo mezz'ora ,cosa intendesse per "nuova Napoli".....e lui è caduto letteralmente dalle nuvole....:"Questo lo ha detto lei! Io non l'ho detto affatto!".

Era indignato. Non era un "trucco" (non ce n'era alcun motivo). Era in buona fede ,aveva dimenticato sul serio.

Lo dico senza alcuna cattiveria.Secondo me le cose stanno così.

Non ha forse un defibrillatore ? Questo entra in funzione ,automaticamente ,in caso appunto di inizio d'arresto cardiaco o di fibrillazione. Ma c'è un piccolo lasso temporale in cui la circolazione sanguigna rallenta bruscamente.

Ed il cervello riprende ad essere irrorato non uniformemente e simultaneamente. Si creano così dei "vuoti".

 

gigi 07 giugno 2008   09:33

Silvio è un gran simpaticone - peccato che fa politica -

Anonimo 07 giugno 2008   01:17

Caro autore di questo Pezzo di cronaca (alla fine, di questo si tratta) non stia qui a chiedersi se quell'ometto che subisce una radicale metamorfosi ogni qual volta sorge il sole sia uno statista o un acrobata. E non si interroghi più sulla sua stratosferica duttilità, sulle benedizioni papali ricevute o su quella folta miracolosa chioma nera.

Su... Non metta in giro certe voci. Non faccia certe insinuazioni.
Ma se ne rende conto che se quell'insulso personaggio sparisse dalla scena politica l'Italia rischerebbe di offrire al mondo un'immagine di sè coerente, intelligente... addirittura credibile? E se accadesse davvero? Come riusciremmo, noi, a sostituire il cinema o il cabaret, se verranno a mancare proprio le geniali trovate di quell'individuo? E le sue perle di saggezza? E quelle battute ripetute (come le lavatrici) a ciclo continuo (ogni 4 anni, vedi conferenza Fao)? E che dire di tutto il resto? Non Le mancherebbe?

 

Caro autore di questo Pezzo, posso dirgliela una cosa piano piano? Senza che Lei la spifferi a qualcuno? Questo articolo è qualcosa di immenso. Ma non immensamente schierato, sia chiaro. E' immensamente veritiero e basta. E nel giornalismo, l'essere veritieri è una virtù, non un difetto.

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